Il forum ambientalista della Valle del Sacco del 23 Settembre 2008
Il 23 Settembre 2008 al Palazzaccio di Artena, si è svolto il Forum Ambientalista della Valle del Sacco, con la partecipazione del professor Paul Connett. La platea contava una settantina di persone, forse perché anche stavolta non c’è stata la necessaria pubblicità dell’evento, un numero comunque sufficiente a riempire la sala in cui si svolgeva la conferenza.
Interessati dagli aspetti negativi che comporterebbe la costruzione di una centrale a biomassa, abbiamo sistemato una postazione con una piccola videocamera (grazie alla quale è stato realizzato un video amatoriale) e abbiamo seguito interamente l’incontro.
L’incontro è stato aperto da una piccola introduzione di Mino Massimei che ha puntato il dito contro “…la mediocrità con cui le amministrazioni locali ma anche la classe dirigente politica nazionale portano avanti politiche energetiche in Italia basate sulla costruzione di nuovi impianti di incenerimento e rigassificazione mentre la raccolta differenziata langue a livelli bassissimi…“.
La parola è stata poi subito passata al professor Paul Connett. Il tema centrale su cui verte la sua conferenza, dal titolo Una Soluzione Sostenibile per la Gestione dei Rifiuti, è il no assoluto alla termovalorizzazione sotto ogni punto di vista, non solo quello ambientale e sanitario, ma anche quello economico.
Il professor Connet inizia il discorso dal punto di vista economico: non è conveniente incenerire i rifiuti perché vengono distrutte delle risorse che non saranno più disponibili per le generazioni future e per le quali è stato necessario utilizzare una determinata quantità di energia. Con l’incenerimento questa energia viene persa, mentre tramite il riuso, il compostaggio e il riciclaggio, non solo non la si perde, ma se ne risparmia ancora altra, quella cioè necessaria all’incenerimento stesso. Il costo energetico che occore per il riciclaggio è tra le 4 e le 25 volte inferiore al costo dell’incenerimento.
Ma ancor maggiore è il risparmio dal punto di vista ambientale: con il riciclaggio si immettono nell’atmosfera 46 volte meno Kilogrammi di gas serra per ogni tonnellata di rifiuti rispetto l’ incenerimento e non si immette nell’ambiente 1 tonnellata di ceneri ogni 4 tonnellate di rifiuti. Di questa tonnellata di ceneri, il 10% sono ceneri volatili altamente tossiche, che nella migliore delle ipotesi finiscono in miniere abbandonate nel sottosuolo. Per quanto riguarda i fumi, questi sono formati da Anidride Carbonica, Acqua, Gas Acidi (tra i quali Acido Cloridrico, Acido Fluoridrico, Anidride Solforosa, Ossidi di Azoto), metalli tossici (Piombo, Cadmio, Mercurio), diossine e furani e tra i fumi vengono espulsi dai camini dell’inceneritore anche le famigerate nanoparticelle. I filtri di un termovalorizzatori (se funzionanti al 100%) riescono a trattenere le particelle di spessore di 10000 nanometri (le cosiddette PM10), mentre non riescono a trattenere le particelle di dimensioni inferiori (come le PM 10 di 1000nm e fino alle PM 0.01 di 10nm, dimensioni che permettono loro di penetrare nelle pareti cellulari). Queste particelle, immesse nell’ambiente sono ritenute responsabili di causare malattie allergiche, asme bronchial, enfisemi e tumori polmonari.
Per quanto riguarda la tristemente nota diossina, questa viene accumulata nel grasso animale e viene trasferita nei feti dalle donne. Nei neonati è responsabile della distruzione di alcuni sistemi ormonali.
Un alternativa agli impianti di termovalorizzazione è la Strategia dei Rifiuti Zero, che teorizza il no all’incenerimento e alle discariche tramite una organizzazione migliore e più razionale del ciclo di produzione industriale e del ciclo di riciclaggio delle materie prime, tramite la Raccolta Porta a Porta, il Compostaggio, il Riciclaggio, e le Iniziative di Riduzione dei Rifiuti. Risultato di questa teorizzazione è il Resource Recovery Park, un sito di smaltimento dei rifiuti senza l’ausilio della discarica e dell’incenerimento.
Una volta conclusasi, è stato chiaro a tutti i presenti che i contenuti della conferenza riguardavano comunque gli interessi di tutti i cittadini, ma non quelli che stanno a cuore direttamente alla cittadinaza artenese, cioè il progetto di costruzione di una centrale a biomasse vergini alimentata con materie vegetali organiche. Per cui, non ce ne vogliano gli organizzatori della conferenza se ci sentiamo delusi perché non è stato in nessun modo informato il professor Connett sulla tipologia dell’impianto e dei materiali usati in esso, dimostrando scarso interesse (e poca informazione) per lo specifico progetto da realizzare ad Artena.
Comunque, grazie all’intervento di alcuni cittadini fino a quel momento educati e interessati spettatori, è stata iniziata una discussione in cui si è cercato di chiedere al professor Connet cosa pensasse di alcuni aspetti del progetto di Artena. Al margine di essa è parso chiaro che occorre guardare direttamente il progetto originale, per capire la vera destinazione d’uso dell’impianto e la possibilità di fare cambiamenti di destinazione in corso d’opera. La dannosità di un impianto di termovalorizzazione di cdr (come per esempio quello di Colleferro) è indubbia e ormai accertata. Rimangono dubbi invece sulla pericolosità della realizzazione di un impianto a biomasse vergini, che è una cosa sostanzialmente diversa, perché non vengono utilizzati rifiuti solidi urbani.
Lo stesso dott. Connett in un passaggio afferma che in realtà le sostanze pericolose (sia le eventuali sostanze inquinanti contenute nei terreni da coltivare, sia il cloro che è presente anche nelle naturali reazioni chimiche delle piante ed è tra i responsabili della formazione della diossina durante la combustione) dovrebbero rimanere a livello della radice del vegetale e non viene trasferito al fusto della pianta, fusto che poi è l’oggetto dell’incenerimento, mentre la radice rimane nel terreno.
In particolare le parole del professor Connett sono: “Non so se il lindano (il pesticida trovato nelle aree inquinate) è idrosolubile e può essere assorbito dal fusto della pianta, perchè non sono sicuro, non conosco il problema, però certamente bisognerebbe fare degli studi prima di realizzare questo progetto.” E poi aggiunge: “Devono essere molto attenti, dovrebbero fare degli studi e verificare la quantità di cloro e sostanze assorbite dalle piante prima di essere incenerite, altrimenti abbiamo le stesse problematiche date da un inceneritore normale“.
Poi riguardo la diossina: “Fino al 1985 si pensava che avere combustioni ad alte temperature nei forni evitasse la produzione di diossina, invece dopo studi all’interno dei forni stessi, si è capito che la diossina viene prodotta quando i gas si raffreddano. Per evitare di avere l’arco di temperature durante il quale si forma la diossina, i fumi vengono raffreddati velocemente. Ma ciò non è compatibile con un impianto per la produzione di energia elettrica, nel quale bisogna tenere alte le temperature dei fumi prodotti. Per non avere diossina non bisogna usare l’inceneritore per produrre energia elettrica.”
In definitiva una utile conferenza, ma su un argomento diverso da quello che ci aspettavamo e che anzichè toglierci qualche dubbio ce ne ha dati di nuovi, e, a mio avviso contribuisce a creare confusione attorno a questo progetto nella cittadinanza artenese.
Altra nota stonata della conferenza è stata la totale assenza di rappresentanti della Giunta Comunale, siano essi della maggioranza che della minoranza, fatta eccezione dei consiglieri Latini e Scaccia che invece sono stati presenti durante una parte dell’intervento del professor Connett.
Sarà disponibile a breve in rete, con modalità descritte su questo sito, un video della conferenza.
Per Approfondire
ambientefuturo.interfree.it
www.stefanomontanari.net
www.no-burn.org
www.greenaction.org
www.americanhealthstudies.org
www.ecocycle.org










Salve a tutti,
vorrei sottolineare un aspetto chiave di questo incontro, che deve essere preso, secondo me, come punto di riflessione sia da parte dei cittadini di Artena che dell’Amministrazione. Alla domanda se la combustione di biomasse, siano esse vergini o no, comporti formazione di diossina e nanoparticelle, il prof. Connett ha risposto che, in ogni caso, tali processi causano la formazione delle suddette sostanze. Questo significa che sul nostro territorio si andrebbe ad aggiungere una ulteriore fonte di inquinamento oltre a quella già prodotta dal termovalorizzatore di Colleferro. La mia domanda all’Amministrazione comunale è: “in nome di quale progresso o sviluppo si sentono in grado di sopportare il peso di tale responsabilità nei confronti delle persone che li hanno eletti e soprattutto dei loro figli e nipoti?”. La mia non vuole essere una condanna verso nessuno, soltanto un motivo di riflessione. Spero che qualcuno abbia la voglia di sostenere un confronto aperto e chiarificatore.
Vorrei aggiungere un’altra cosa in merito all’articolo, in particolare in riferimento dove si riassumono le parole del prof Connett in merito al fatto che le sostanze inquinanti presenti nei terreni destinati alla coltivazione delle biomasse dovrebbero restare nella radice: attenzione non mi sembra che abbia detto proprio questo. Al contrario mi sembra, e sottolineo mi sembra, che abbia detto che si dovrebbe vedere se queste sostanze possano fermarsi alla radice o meno. Per chiarire questo dubbio comunque, basterà rivedere il filmato.
In attesa che chiunque abbia voglia di continuare questo dialogo, che spero si mantenga nei toni pacati e civili di questo blog, vorrei ringraziare i ragazzi di artenaonline.it, che ci stanno offrendo la possibilità di un confronto che sempre più spesso in questo paese sta venendo a mancare.
Al prossimo commento!
Buongiorno a tutti,
innanzitutto un ringraziamento per aver pubblicato il resoconto dell’incontro, anche chi come me non ha partecipato, è comunque informato. Trovo questo spazio estremamente interessante, un punto di incontro, una forma di democrazia che parte dal basso alla quale una classe dirigente attenta DEVE prestare attenzione.
Su questo link troverete ulteriori approfondimenti sulle tematiche trattate nell’incontro del 23.
http://www.beppegrillo.it/iniziative/previsioni_del_cancro/
Buona giornata
@Marco: in effetti le parole del professor Connett sono state più particolareggiate. Ho aggiunto una parte all’articolo sulle diossine, che ieri sera, data l’ora avevo tralasciato di inserire.
Excuse me!
ciao
concordo con Marco anche io ho capito che bisogna verificare che non vi sia passaggio di veleni dal terreno inquinato alla parte che verrà bruciata.
Riguardo le radici della pianta il Prof. diceva che bisogna verificare che non ci siano troppe radici, infatti il vantaggio delle biomasse è che si produce (a differenza del petrolio) solo anidride carbonica assorbita dalle piante, quindi per essere a somma zero non ci devono essere molte radici.
Ma il pericolo maggiore rimane questo:
è molto facile bruciare altro, legni trattati e rifiuti!!!
Chi è controlla? perchè non si mette in rete il progetto? solo inefficienza o altro?
Poi, ricordiamo che ci sono anche altre energie rinnovabili, quali eolico, solare, idrico (in alcuni paese producono energia dalla caduta delle acque dai serbatoi).
Ultimo punto, Marco, il problema non è l’utilizzo di atteggiamenti incivili ma la mancanza di commenti.
ciao guido
@Guido Pangrazzi: alle domande riguardo la possibilità di bruciare altro è necessario comunque vedere il progetto. Ci sono state centrali a biomasse che sono state progettate per essere riconvertite (e vengono spesso riconvertite), ed altre che vengono progettate per non essere riconvenvertite (e per le quali il costo della riconversione è più alto del costo di abbattimento + ricostruzione). Se non guardiamo il progetto, non possiamo pronuncairci sull’eventualità di bruciare altro nella centrale.
@jozmile: grazie per la precisazione
@guido: non so se stiamo dicendo la stessa cosa, ma vorrei essere chiaro su un punto: da quanto detto dal prof Connett, che è stato gentilmente riportato nell’articolo, sia che le biomasse siano vergini, sia che non lo siano, cosi come se siano inquinate o meno, alla fine per produrre energia c’è bisogno di temperature alle quali è inevitabile la formazione di diossina. Poi concordo pienamente con te sul controllo di quanto possa essere bruciato…
A presto!
@Marco, infatti, qualsiasi cosa bruciamo inquiniamo, solo che se bruciamo petrolio creiamo nuova adride carbonica mentre con le biomasse rimettiamo in circolo quella assorbita dalle piante.
Inoltre ho scritto che sarebbe preferibile puntare sul solare e sull’eolico, meno si brucia e meglio è.
@jozmile, hai ragione, bisognerebbe vedere il progetto, in ogni caso, come ha detto il Prof, è molto semplice bruciare altro, è molto semplice mettere materiale di scarto e rifiuti.
Non c’è progetto che tenga, abbiamo bisogni di continui controlli su quanto viene bruciato.
ciao e grazie a tutti
ciao a tutti
per quanto riguarda il progetto,volevo solo chiarire che l’amministrazione non pone nessun tipo di problema.
il problema semmai è dovuto all’immensa mole dello stesso.Circa 3000 pagine cartacee.Ci stiamo attivando per trovare un formato pdf o simili,ma comunque rimane un bel pacco di roba!
@Elena: non credo che per il progetto abbiano utilizzato delle macchine per scrivere con la carta carbone.
Non ci vuole molto a convertire in un documento word e da li ci sono molti software freeeware che convertono in PDF.
Sono felice che l’Amministrazione non ponga problemi, non ne avevo dubbi. Mi preoccupa piuttosto che non ci abbia pensato.
Doveva incaricare il fornitore per predisporre il progetto in un formato distribuibile. Inoltre non sarebbe male se lo stesso fornitore producessa un estratto del progetto comprensibile per tutti.
grazie per il lavoro che state facendo per procurarsi questo benedetto Progetto.
Il Forun Ambientalista Valle del Sacco, promotore dell’incontro con il prof. P. Connett, ringrazia i ragazzi di questo sito per la loro fattiva collaborazione ed ovviamente tutti i cittadini che vi hanno partecipato. Per quanto riguarda l’obiettivo dell’incontro, credo sia stato completamente raggiunto. La conferma è nella parte finale dell’articolo a firma di jozmile, dove si legge che la conferenza ha alimentato nuovi dubbi, ciò che esattamente volevamo, inoltre, un rigo sopra, si fa riferimento ad “un’utile conferenza anche se su un argomento diverso…”, questa frase è un valido indicatore dell’appropriatezza del taglio, concordato con il professore, che si è voluto dare alla conferenza, aspettandoci come di fatto è stato, che nello specifico ci saremmo entrati attraverso le domande dei presenti. Sostituendo “argomento diverso” scritto da jozmile con “modalità diversa” o “strategia diversa”, alternativa al processo d’incenerimento, tutto diventa più chiaro. I rischi connessi all’incenerimento, che il professore ha descritto, sono evitabili e per dirlo alla jozmile, “l’argomento diverso” ci siega come. Noi del Forum non siamo né gl’ambientalisti del NO, né affetti dalla sindrome nimby, semplicemente diciamo “NESSUN RISCHIO E’ ACCETTABILE SE E’ EVITABILE”. A questo punto credo sia necessario concordare una o più azioni (raccolta firme, ricorso al TAR ecc.) per meglio tutelare la nostra salute e difendere l’ambiente.
Un abbraccio
Forum Ambientalista Valle del Sacco
Mentre quì si sta cercando di impostare una discussione sull’impatto che può avere questo inceneritore a Biomasse… altri vanno avanti come se tutto già fosse fatto, non curandosi delle perplessità di noi cittadini che viviamo ad Artena (evidentemente quelli della amministrazione stanno mettendo da parte abbastanza soldi per andrsene!!!)…
Guardate questo link:
http://www.asca.it/moddettregione.php?id=318263&img=lazio.jpg&idregione=8&nome=Lazio&articolo=LAZIO:%20VALENTINI,%20AL%20VIA%20POLO%20SCIENTIFICO%20TECNOLOGICO%20DI%20ARTENA
A mio modo di vedere stanno vendendo la salute di noi cittadini, già l’ha fatto Colleferro, si presegue con Artena?
@jozmile:”Se non guardiamo il progetto, non possiamo pronuncairci sull’eventualità di bruciare altro nella centrale.
”
@guido pangrazzi:”@jozmile, hai ragione, bisognerebbe vedere il progetto”
Ma cosa vi aspettate che nel progetto ci sia scritto che il termovalorizzatore Non brucerà altro che sterpaglie??
BIOMASSA è anche CDR!
Riporto, ancora una volta, la direttiva europea 30 del 2003 art.2 definisce “biomassa”: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani;
Allora ragazzi ci vogliamo prendere in giro?
@Pasqualino, potevi citare tutta la frase:
“jozmile, hai ragione, bisognerebbe vedere il progetto, in ogni caso, come ha detto il Prof, è molto semplice bruciare altro, è molto semplice mettere materiale di scarto e rifiuti.”
da come scrivi tu, sembra che io sia favorevole al progetto.
Io sono favorevole al solare e all’eolico.
Sono contrario all’incenerimento, ogni fuoco inquina a partire dalle sterpaglie umide che si bruciano nei vari orti.
Ma chiedo anche ai fautori del progetto:
- perchè non si pensa al teleriscaldamento gratuito per gli abitanti di Artena;
- cosa viene fatto dei proventi della vendita dell’energia elettrica? Si riducono i tributi?
Ora sembra che avremo un inceneritore inquinante, nessun vantaggio economico, anzi un deprezzamento degli immobili di Artena.
@Pasqualino: potresti mettere il link da dove possiamo scaricare la direttiva europea di cui parli nel tuo commento? Grazie
[...] ad Artena si svolgeva la conferenza del professor Paul Connett, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, la sig.ra Daniela Valentini, [...]
@guido pangrazzi,… Si Scusa.
Volevo solo dire, agganciandomi alle vostre scritte, che vedere il progetto con tante belle scritte che non inquina, brucia solo sterpaglie, è controllato etc. etc….. non cambia nulla. Al contrario di quanto si vuol far credere inquina eccome e Non è affatto economico.
@Marco, eccolo:
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2003:123:0042:0046:IT:PDF
@winp: ci hai anticipato di qualche minuto, è appena stato pubblicato un articolo al riguardo.
@bruno: rinnovo il ringraziamento per l’organizzazione della conferenza. Resta comunque la punta di amarezza, perchè il professor Connet era praticamente estraneo alla situazione artenese.
@pasqualino: dal progetto industriale possiamo vedere: la temperatura di esercizio dell’impianto, la tipologia meccanica della caldaia (con griglie, ecc…), la presenza di eventuali sezioni industriali per la produzione dell’ammoniaca, e tanti altri fattori che indicano se l’impianto può bruciare solo biomasse vergini o anche biomasse da rifiuto. Non cerchiamo le promesse, cerchiamo i dati tecnici, gli stessi dati tecnici che possiamo impugnare se ci dicono che un termovalorizzatore a cdr o un automobile euro 5 non inquina. Non cerchiamo la dicitura “bruceremo solo sterpaglie”, ma cerchiamo gli indizi per i quali determinati componenti sono progettati per bruciare solo “sterpaglie” o anche rifiuti, perchè non parliamo di un camino che va a gas e brucia tutto ma di un impianto industriale con precise caratteristiche chimico-fisiche-termiche che può essere alimentato solo con un determinato tipo di combustibile, come è differente un motore che va a benzina e uno che va a diesel e uno a benzina modificato per andare a gpl. Una volta visto quello possiamo essere veramente sicuri di ciò che vogliamo, di ciò che chiediamo e contro cosa lottiamo.
Lascia un commento
Guarda la Diretta del Palio 2010
Diretta Palio 2010
Artenaonline.it ti offre spazio
Siti Ospitati
Il portale del Montefortino Calcio
Il portale del Gruppo Donatori Sangue di Artena
Il sito del Blackout Pub di Renato
Newsletter
Musica dal Mondo
Nazione: Germania
Artista: Rammstein
Titolo: Liebe Ist Für Alle Da
Gli altri video della sezione
Categorie
Commenti recenti
Polls
Meteo Artena
Utenti in linea
più votati
più commentati
più visti
Disclaimer : Questo blog non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti, allo stesso tempo si rende disponibile all'autorità competente nel fornire ogni dato in suo possesso in caso di contenzioso. I marchi citati sono da ritenersi proprietà dei legittimi proprietari.