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Sogno causato dal volo di un’ ape

26 settembre 2009 visto 1.338 volte 15 Commenti Scritto da elhombrito

sognoEravamo seduti nella sala Leone, piena, tutto sommato, per essere lunedì sera. Io e Tupakka avevamo deciso di andare al cinema . La programmazione di metà Settembre ripeteva a braccio un copione visto e rivisto.
Qualche buon film da Venezia e tanta attesa per le prossime uscite; quando la macchina del cinema avrà sputato fuori il fumo nero dell’estate che come ogni anno la ingolfa.
Abbiamo optato per il nuovo film di Placido. Ne avevano parlato tanto in giro, sembrava un buon compromesso , in fondo , per un lunedì sera.
Non intendo fare una recensione…quindi salterò tutta la parte della trama. Diciamo solo che unisce in maniera piacevole i fatti del sessantotto con una storia personale, anzi, un incrocio dal profumo Pirandelliano di più storie. Un impiastro ben mescolato di amore libero, rivolte giovanili, poliziotti bastardi e bigotti, sesso, belle facce e fotografia abbastanza azzeccata.
In fin dei conti un buon film. Di quelli che non hai la voglia di andare a cercare la bionda del cinema per farti ridare i soldi (e nel frattempo darle una buona spizzata perchè tutti quelli che frequentano il cine di Colleferro sanno che gran pezzo di donna sia).
Però appena usciti dalla sala, qualcosa cozza con la piacevole soddisfazione per la scelta fatta. Una sorta di claustrofobico mattone nel petto.
Una birra, ci vuole una birra.
Il freddo scende nella gola e Tupakka inizia un discorso dei suoi. Uno di quelli in cui parla di aspetti del film che un normale essere umano non tiene assolutamente in considerazione.
Conosco come vanno queste situazioni.
Alla fine sbatterò la testa sul tavolo , fingendo uno svenimento…così…tanto per ridere.
Invece qualcosa elude la mia previsione.
Il mattone dal petto corre pericoloso verso la bocca. Tende la lingua, prepara le mani.
Una sorta di sforzo di vomito…ma quello che esce non è il residuo della cena.
Ne esce un discorso bello fitto, impressioni, emozioni e concetti repressi. Idee che cercavano la porta di servizio per uscire allo scoperto, cogliendo alle spalle.
Un concetto su tutti: Il sessantotto ha veramente rotto le palle.
Attenzione. Concentrazione. Che i sempregiovani sessantottini non si incazzino .Mi spiego.
Bella la kefya, bello l’eskimo, belli i beatles bello tutto. Ma chi siamo noi?
Penso che sia giunta l’ora di mandare il sessantotto in cantina.
Intendo distruggere per creare.
La mia generazione vive di un atavico senso di inferiorità , nei confronti di giovani che ora stanno pronti per la pensione. Con la scatola dei ricordi in mano ci guardano. Si chiedono, si interrogano.
E noi sempre li, sospesi in un istante che si ripete. La puntina del tempo si incanta sul vinile del passato ripetendo la stessa strofa migliaia di volte.
Ma questa domanda sbatte tra le onde dei nostri pensieri e ci fischia nelle orecchie. Chi siamo noi?
Cosa abbiamo?Dove possiamo arrivare?quanto in alto possiamo saltare?
La mia generazione sembra essere sterile. Non riusciamo a generare. Sappiamo replicare, rinnovare. Ma generare è una storia diversa.
La mia generazione, per dirla come la direbbe mio padre, è bella ma non balla.
La radice del nostro male è una repentina chiusura in un individualità sempre più coatta. Un mondo che si stringe sempre di più.
O no?
Siamo questo? Veramente? Non altro?
Chi siamo noi?
…altra birra…il momento e la discussione meritano un altra bionda.
La mia generazione è seduta su una bomba.
La mia generazione è seduta su una bomba intelligente.
Ma davvero intelligente.
Non di quelle che poi per sbaglio esplodono in un mercato in medio oriente macellando innocenti. La mia generazione siede su una bomba che se esplode fa un boato che gela il tempo. Ma non distrugge cose e non uccide persone.
State certi ,però,che quando scoppierà tutti si gireranno.
E non ci sarà modo di difendersi dal botto.
Abbiamo imparato l’inutilità della violenza. Chi ha sbagliato per noi ha pagato col sangue una lezione semplice e vitale. La violenza genera solo altra violenza.
Siamo i soldati di un esercito disarmato. La nostra rivoluzione dei garofani scapperà da Lisbona per andarsi ad infilare in ogni buco di mondo. Non ci sono più slogan per fare da sottofondo alle nostre piazze. Non ce ne sono di vecchi. Bisogna mettersi giù ad inventarne di nuovi.
Non ci sono partiti che ci possano tesserare a ragione.
Siamo già tutti tesserati, grazie!
La vecchia classe politica sta imparando. Per buttarci nella mischia, per spirito di autoconservazione. Prende un po’ di carta vetrata e svernicia i vecchi partiti. Usa colori vivi, pastelli frutto di studi di marketing. Usa mezzi e parole nuove. Giovani finti, con lo zaino in collo e i ramponi, pronti alla scalata della catena gerarchica.
I culi si preparino, perchè le lingue sono sempre meno.
La mia generazione ha voglia di ribaltare le poltrone. La mia generazione si è stufata di concessioni.
Il momento è solenne.
Passa il testimone, ma siamo noi a prenderlo, prima che ce lo cedano per gentile concessione.
Attenzione. Senza botte ne sangue. Senza terrore o vecchi stereotipi di battaglia.
Tutti in riva al mare.
Musica. Birra fredda. Una notte di mezza estate in cui ogni sogno è possibile.
E poi un bel falò. Un fuoco enorme. Ognuno porta qualcosa da bruciare. Bandiere rosse, camice nere, vecchi lp, inni, venti che fischiano e faccette nere. Ognuno vivrà la propria emozione struggente nel gettare alle fiamme l’eredità sulla quale si è formata la propria vita.
Pd, pdl ,pci ,psi ,psiup, fn, ici, bot, cct, uefa, ddt, arbremagique, brigate rosse, ras di quartiere, lambrette, libretti rossi, Mao, Polpot , Stalin, i contras , Hitler , Mussolini, “che”Guevara e Silvio Pellico. Il bagaglino ,il carosello , canzonissima, il vietnam il laos la cambogia, vizzi , sfizzi ,cappelli a cilindro e fasci littori, ricchi premi, cotillon, trik e trak santacroce!
Un gigantesco fuoco generatore. Il falò del domani possibile.
Le frasi non vanno più bene.”quando c’era lui i treni arrivavano in orario”…poteva fare il ferroviere allora invece di rompere il cazzo ad un paese felice.”hasta la victoria siempre” Certo bello de casa, ma sto “siempre” magari facciamo che non si traduca in un dittatura cinquantennale ed asfissiante.
I partiti non vanno più bene. Destra , sinistra , centro. Siamo già tutti tesserati. Il nostro partito sta allo zenit. Al centro si. Ma su tutt’altro piano nello spazio, mentre voi vi scannate noi intanto stiamo annaffiando la pianta del futuro.
Che cosa abbiamo noi?
Siamo una comunità enorme. Parliamo una lingua che tutti conosciamo. Da Soweto a Manhattan,, da Pnom Phen a Corleone. Voi dovevate prendere una nave che impiegava settimane per arrivare in America. Noi viaggiamo su un missile che gira a 20 mega al secondo. In un pomeriggio , abbiamo la possibilità di confrontarci sulla pace come sulla relatività della formica, con duemila persone sparse per il globo.
Possiamo contare su un livello di alfabetizzazione infinitamente più ampio. Internet sta reinventando la democrazia. Corriamo, più veloce dei bavagli che brandite. La voce strilla forte anche nelle orecchie di chi non vuol sentire.
Sembriamo atavici ed assopiti.
Attenzione. Qualcuno sta prendendo in mano la chitarra. Qualcuno si schiarisce la voce. Le piazze sono vergini e aspettano.
La guerra è uno strumento che non funziona. La violenza si riproduce all’infinito.
Abbiamo imparato. La storia brucia. Serve solo un po’ di chiarezza. Siamo spaesati e stiamo cercando di rimettere insieme i pezzi. Ma il prodotto di chi ci ha preceduto ci sta incalzando .Ha bisogno di noi il mondo. Noi abbiamo bisogno di noi.
Il mondo stanco ci sta sputando addosso la merda prodotta da quello che chiamavamo tecnologia. La bilancia commerciale è andata a zampe all’aria. Anoressici , vomitiamo nel cesso cibo sottratto a popoli che muoiono di stenti, solo per sentirci sicuri nella nostra opulenza. Per essere sicuri di avere il diritto di gettare via.
Intorno ci studiano. Creano parole adatte. Creano recinti adatti. Vorrebbero classificarci come farfalle, così da poter assegnare ad ogni gruppo una bacheca ed una porzione studiata di prodotti da consumare. Ad ognuno il suo, avanti tutti, ce n’è in abbondanza.
Tutto ciò ha avuto la sua vita. Ma il vento cambia.
L’onda s’è ammosciata, ora si sente solo il rumore della risacca. Ma non è finita.
Il futuro sta arrivando. Domani è già oggi.
La mia generazione si prenderà il suo tempo. Ne sono sicuro!
Perchè?
Perchè sono giovane. Ed essere ottimista è un mio sacrosanto diritto e preciso dovere.
Bhè! S’è fatto tardi. Dopo questo fiume di parole io e Tupakka ci alziamo dal tavolo del bar. L’etilometro in agguato non ci permette di farci un altra birra.
Ma va bene così.
Ce ne andremo a casa con molto da pensare.
E dormiremo tranquilli.
A domani

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15 Commenti »

  • n. 1 - Daniele T. ha detto:

    Carissimo Elhombrito…Ottimo è a dir poco…

  • n. 2 - Tupakka ha detto:

    e bravo Elhombrito, parto dalla fine: io non sono mai così ottimista, il mondo gira in base a leggi controllate dal caos, i giovani che mi trovo attorno li vedo per lo più sbracati sul divano, come avvolti nel liquido amniotico di Matrix (mai film fu così precursore…), vedono il mondo passargli davanti. Siamo la generazione che vive ancora nel mito del 68, ma che avrà la capacità di superarlo, di “storicizzarlo”, farlo diventare “solo” un pezzo di storia, da cui ricordare i benefici che abbiamo tratto da quel periodo ma da cui anche imparare gli errori (non mi riferisco solo alla violenza e al terrorismo rosso nero e bianco che ne è seguito). Ma penso che questo avverrà quando saremo costretti a farlo, perchè nuove sfide ci avvolgeranno veramente. La nostra generazione non ha un reale nemico da combattere nè diritti da conquistare (semmai da mantenere), ci hanno dato tutto quello che volevamo, ci siamo assuefatti immersi nel liquido amniotico e ci hanno messo da parte. O forse i giovani che ci hanno preceduto si sono messi da parte? La classe politica che ci amministra (parlo a livello nazionale) è in un modo o nell’altro figlia di quegli anni, e non facciamo altro che lamentarcene (o ce freghiamo e passiamo avanti), senza però fare nulla di concreto, leggiamo beppe grillo e lo eleggiamo a eroe nazionale, ma la politica non si migliora distruggendola e una classe politica non si migliora tirandogli fango addosso. è facile farsi scivolare le cose addosso scegliendo di credere che le cose non miglioreranno mai e che i politici sono tutti scaldapoltrone, meno facile è mettersi in gioco, fare realmente qualcosa per migliorare la situazione (non intendo che per fare qualcosa ci si debba per forza candidare ma anche portare avanti dei progetti alternativi,e spero che artenaonline ne sia un esempio). In questo il 68 può ancora insegnarci qualcosa, i cambiamenti possono avvenire, lentamente ma avvengono (traiamo oggi i benefici di lotte di 40 anni prima).
    Sono andato un po stream of consciousness.

  • n. 3 - elhombrito (autore) ha detto:

    spero che tupakka abbia chiarito a tutti, con il suo intervento, il passaggio dell’articolo in cui sbatto la testa sul tavolino fingndo uno svenimento…ehehehehehehehe
    scherzo caro!

  • n. 4 - jozmile ha detto:

    Questo è uno di quegli articoli di elhombtito che ti fanno saltare sulla sedia!

    Prima menzione d’onore: la signora bionda del cinema! Lo ammetto! Io SPIZZO! Da immemore tempo! :) Saluti e baci se mi leggerà :P

    Seconda menzione d’onore: Il sessantotto ha veramente rotto le palle. Alleluja Alleluja! Starnazzino i cherubini! Qualcun altro lo pensa, non sono il solo! Ok, bello, figo il sessantotto, ‘na fissa. Ma dopo 41 anni… c’ha proprio scassato! E fosse un esempio da seguire in tutto e per tutto: insomma, parliamo degli anni di piombo, e se gli hanno dato quel nome un motivo ci sarà! In italia i figli dei fiori non hanno cagato margherite, ma molotov. E c’è stato un disegno oscuro del governo centrale per traghettare il potere e mantenerlo invariato nelle stesse mano dal secondo dopoguerra ad oggi, grazie a bombe e stragi di piazza.

    E noi, pronipoti di questo traghettamento ora abbiamo il potere, quello vero, di sputare su quei simboli che non sono nostri e di defenestrare quei poteri decennali indegni di occupare quei posti, a livello locale e nazionale. BASTA! Hanno avuto il loro tempo a disposizione e lo hanno esaurito, destra, sinistra o centro che sia, al modo di Grillo mandiamoli a quel paese, a modo nostro (che non deve essere quello di Grillo) ripartiamo dalla lista dei problemi e cerchiamo delle possibili soluzioni.

    Utopie.

  • n. 5 - Vito Notarfonso ha detto:

    In un mio commento ( il n. 12 ) ,riferito al dibattito relativo alla chiusura della scuola del Colubro avevo cosi scritto :

    ” …. nel 68 confluivano in organizzazioni tipo PotOp da cui sono poi sfociate le BR…ne ho conosciuti tanti,erano miei coetanei …e qualcuno di questi ( che conoscevo personalmente ma non faccio nomi per rispetto della privacy ) ne è stato anche capo integerrimo ( BR mai pentito/pentita).
    Anche il tuo modo di apostrofare gli altri con parole tipo ” piccolo-borghese” e “mediocri provinciali” e molto simile a quelle di quei tempi bui.
    I miei figli sono liberi ….”

    Come vedete pur avendo vissuto quei tempi non li ho mai digeriti perchè erano imposti.
    Però cari Tupakka,Elhombrito e Jozmile in quel post non siete intervenuti su un argomento che ora state mettendo alla gogna.
    Vi avevo preceduto su un punto importante ma forse sono “troppo vecchio ” per sperare di essere capito.
    Bravi comunque
    Vito Notarfonso

  • n. 6 - Tupakka ha detto:

    Penso, caro Vito, che il movimento giovanile del 68 non sia tutto confluito in quelle associazioni, e non tutte le associazioni di sinistra dell’epoca erano terroriste (anche perchè, se fosse stato così, penso che ci sarebbe stata una guerra civile), allo stesso modo non credo che quei tempi fossero “imposti” (anzi, potresti essere più preciso su cosa intendi per imposti?); è sbagliato pensare che noi stiamo “mettendo alla gogna” il 68: noi non vogliamo criticarlo, vogliamo superarlo, vogliamo “storicizzarlo”; la nostra società è figlia di quel periodo, senza quelle migliaia di giovani, operai studenti piccolo borghesi e quant’altro, non saremmo quelli di ora. Ma è venuto il momento di mettere un punto e andare a capo. Il mio intervento (e quello di El hombrito) è nato perchè viviamo ancora con l’ansia di quello che è stato, perchè tante nostre “inquietudini” giovanili (che probabilmente tu non avevi, caro Vito) ora sembrano dover essere sempre e comunque rapportate a quel periodo, perchè c’è stata una tale mitizzazione del 68 che troppi giovani pensano a quello che è stato e non quello che sarà.

  • n. 7 - Vito Notarfonso ha detto:

    @:Tupakka.
    Non ho mai detto o scritto che il movimento giovanile del 68 è confluito in organizzazioni eversive , ci mancherebbe altro ,ma avendo fatto riferimento ad un mio precedente commento speravo che venisse letto per intero prima di rispondermi.
    Comunque spesso amo ripetere che ognuno è figlio del proprio tempo e il tempo con il suo trascorrere inesorabile si trasforma in storia e di conseguenza il 68 si è già storicizzato cosi come si era storicizzato il tempo in cui visse la propria gioventù mio padre
    ( anni 40 con inclusi due anni di deportazione in Germania ) e i miei nonni che festeggiarono i ventuno anni ( era l’allora maggiore età ) uno nella fanteria sul Piave ( il 24 maggio è riuscito a salvare la pelle ) e l’altro , alpino , nell’altopiano di Asiago a spararsi cannonate con gli austriaci ( ragazzi sfortunati pure loro anche se si chiamavano Fritz,Joseph,Franz ect ) )……altro che feste di compleanno ,pub , cinema e inquetudini giovanili.
    Ho vissuto da ragazzo racconti di guerra e di stenti e di conseguenza non ho avuto tempo per mitizzare periodi ,anzi …..
    Le mie inquetudini giovanili erano legate a portare a termine gli studi e andare a cercare un lavoro perchè i soldini erano pochi e mamma e papà non potevano permettersi il lusso di mantenerci negli studi universitari ne di possedere un’automobile ,cosa che invece ora abbiamo tutti e che permette anche di muoversi per decidere se andare al cinema ,in pizzeria , al pub o semplicemente a girovagare qui e la ,secondo la voglia.
    Forse voi avete l’inquetudine che ha creato il benessere e che distorce la realtà di ognuno.
    Non sono nato in un’era informatica e con tante possibilità di emancipazione come ci sono ora,in una Europa senza più confini e senza più lo spauracchio della guerra fredda.
    Sappiatele apprezzare queste cose perchè esse sono nate da quelle che erano le nostre inquetudini e quelle dei nostri padri e che la vera politica , quella con la P maiuscola ha saputo recepire.
    Poi c’è la politica con la p minuscola che associata all’esercito delle persone che hanno la pancia piena sta appiattendo la società creando sempre più arroganza , prepotenza e ignoranza ,e forse , anzi senza forse , è questo che vi da più fastidio.
    Anche a me da molto fastidio,anzi mi irrita parecchio,però è una situazione figlia del nostro tempo e ci dobbiamo convivere….passerà anche questa,perchè c’è sempre comunque chi la combatte.
    Peccato che non ho altri tre amici al bar per parlare di queste cose .
    Buonanotte

  • n. 8 - guido ha detto:

    graz?e della recens?one. onestamente non avendo v?ssuto ?l 68 e solo d? str?sc?o ?l 77, sono solo degl? avven?ment? stor?c?? sicuramente piacevoli da ricordare da parte dei protagonisti.

    ps. scusate ? caratter? stran? e la tast?era turca

  • n. 9 - Vito Notarfonso ha detto:

    caro Guido ci fa piacere che riusciamo a tenerti compagnia cosi lontano da noi.
    Questa è la potenza del WEB ,come diceva Elhombrito.
    Visto che sei in Turchia , a Istanbul ( immagino ), fai una capatina nella cisterna romana ,nella piazza antistante la basilica di Santa Sòfia, e prova a riuscire ad eseguire per intero il movimento con la mano sulla ruota della fortuna.
    Se ci riesci potrai esprimere un desiderio.
    Io ,alcuni anni fa, riuscii al primo tentativo e devo dire che quando ho espresso il desiderio non avevo pensato a soldi e ricchezze varie ma solo ad un problema fisico che mi assillava da diversi mesi e per il quale avevo speso anche diversi soldi con illustri dottori.
    Ebbene due giorni dopo era completamente sparito.
    A volte potrebbe sembrare anche una casualità ma la cosa non mi lasciò indifferente.
    Se poi ti fai un giro dentro la Basilica noterai sulle pareti , al piano superiore , innumerevoli dipinti di ragnatele.Sai perchè ?
    E’ lo stesso motivo conduttore per cui , all’interno delle Moschee , sono appese uova di struzzo ( vuote ).
    Inoltre potrai osservare che all’ingresso della basilica i mosaici raffiruganti il Cristo e la Madonna non furono distrutti ne durante l’impero ottomano ne successivamente.
    Hai fatto una visita al palazzo del sultano ( Topkapi).
    Buon lavoro
    VN

  • n. 10 - curiosità ha detto:

    bellissimo articolo!!! Che la bomba scoppi allora, è ora!!!! :-)

  • n. 11 - guido ha detto:

    grazie v?to delle util? ?nformazion?. purtroppo lavoro ad Ankara e r?esco solo a fare un g?ro alle 8 d? sera. ?n ogn? caso nulla esclude che ?n futuro non vada a d Istanbul e allora segu?ro ? cons?gl?.

  • n. 12 - belbo ha detto:

    Caro giovane amico, ho letto l’articolo. Al di là delle inquietudini giovanili (che in quanto tali sono transitorie e universali), mi sembra di aver capito che le riflessioni-invettiva (legittima) sui sessantottini, ti sia venuta in mente per aver visto il film?
    Oppure è una riflessione più profonda e studiata, e il risultato di questa riflessione ti porta a vedere e considerare quegli anni (genericamente definiti 68′)come legati ai difetti e problemi negativi (se considerati tali) della società di oggi?
    Siccome mi sembra che anche il tuo amico (di bevuta dopo il film)nel fondo del suo discorso, lascia trasparire una volontà di rimuovere il ricordo (ma lui lo avra solo conosciuto solo per narrazione o lettura) di quegli anni ( qui anche io mi rompo a ripeterlo). Comincio a pensare che alla base di questa voglia o pensiero o volontà di rimozione ci sia qualche altra cosa, magari aspetti più pscicologici che politici.
    Vorrei capire meglio il vostro modo di ragionare. Per confrontarmi e magari polemizzare. Ma con serietà .
    Non capisco poi le affermazioni di Vito (persona squisita), come può dire che lui non ha avuto inquietudini giovanile (Tupakka ma come fai a legare le inquietudini giovanili al presente. Penso sia una gran scivolata! Già “Werter” nell’ottocento li conosceva!)
    Non parlo del mio passato, ma ho gli anni di vito (all’incirca)non condivido per niente il discorso sulle cose materiali che oggi hanno i giovani e ieri non avevano. Mi sembra un ragionamento di buon senso ma banale.
    Mi interessa capire meglio la volontà – pensiero – di chiudere i conti con il 68. Solo per capire il pensiero vostro e (forse) di tanti altri giovani.

    Ciao Belbo.

  • n. 13 - Vito Notarfonso ha detto:

    caro Belbo, io le mie inquetitudini da giovane le avevo come molti altri,ognuno con le proprie,in funzione del momento.
    Le mie erano legate ad un necessario lavoro per rendere più indipendenti i miei genitori.
    Prima ancora era pure peggio in quanto ero un tipo molto introverso e per fortuna con il tempo sono cambiato.
    Diciamo che ogni giovane le ha avute e tu giustamente fai riferimento al giovane Werther(J.W. Goethe ),di cui noi speriamo però di non fare la stessa fine.
    Grazie per l’apprezzamento.
    @:Guido.
    prova ad usare il punto interrogativo quando devi scrivere la lettera “i”….vediamo cosa esce.
    @:tupakka e elhombrito,mi sembra che a questo post partecipino più i cosidetti matusa che i giovani inquieti.
    Che non gliene possa fregare di meno ? Io spero di no,perchè altrimenti sarebbe una riprova che la maturità vera ancora non si è radicata in molti di loro.
    Buonanotte
    VN

  • n. 14 - guido ha detto:

    Caro Belbo
    ?o non ho v?ssuto ?l 68 e r?tengo s?a un peccato forse per questo tendo a d?ment?carlo. Per quanto r?guarda le cose mater?al? ?l problema es?ste ma le turbat?ve g?ovan?l? r?mangono. Le magg?or? d?spon?b?l?ta econom?che hanno portato che prat?camente la stragrande magg?oranza de? g?ovan? fuma ?o personalmente da g?ovane non avre? potuto fumare per mancanza d? sold? e non e’ che ora le s?garette cost?no poco.

    PS. scusatem? ma sono ossess?onato dal fumo s?a che s?a prodotto da ?ncener?tor? da ?ncend? a p?an? c?v?ta da ?ncend? negl? ort?

    S?curamente la stat?st?ca d?ce che fumare costa se? ann? d? v?ta ma come d?sse Woody allen e se po? ?n que? se? ann? (allora erano ancora mes?) p?ove sempre?

    @v?to ho provato a usare ?l punto ?nterrogat?vo ved?amo che succede :)

  • n. 15 - gettocontinuo ha detto:

    Co sto 68 credo che stiamo andando fuori binario…l’articolo se ho capito bene fa qualche riferimento al 68, però parla di cambiare pagina o mi sbaglio?comunque…vai così…il passato è passato come dice la parola…il presente? il futuro? parliamo di questo…che è meglio…se no, vediamoci tutti in piazza o ai pesci…accendiamo un forte falò…2 3 birrette(ma solo per compagnia senza esagerare) e ci ricordiamo del passato….facendo passare il tempo e non facendo niente per il tempo…buona giornata…adesso però non mi attaccate…scherzo…ciao ciao…

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