Cronaca Di Un Dibattito. Informazione e Politica: Al Granaio Presiedono Ciarrapico E Cacciola
Lo scorso 24 ottobre una delle tante fazioni del circolo del PDL di Artena rappresentata dai consiglieri comunali, il Cav. Paolo Mattozzi e l’ Avv. Vito Perugini, ha organizzato un dibattito inerente all’ attuale situazione politica nazionale e locale basata sul fattore informazione.
Ospiti del convegno sono stati inolte il Senatore Giuseppe Ciarrapico e il Prof.re Biagio Cacciola, docente di storia e filosofia e non nuovo alla partecipazione politica.
Presente anche il nostro Sindaco Pecorari che nel dare il benvernuto ha preso subito la parola, centrando immediatamente il punto, condannando la falsa informazione, che va a limitare la libertà e a forviare le notizie che spesso arrivano inquinate a chi ascolta.
L’ introduzione è stata portata avanti poi dai due consiglieri comunali, con Mattozzi che ha subito attaccato i giornalisti non professionali che macchiano i mezzi di informazione con continui attacchi personali alimentando sempre di più l’ attuale giungla politica.
L’ Avv. Perugini dopo una parziale presentazione di Ciarrapico (di seguito ne daremo una più dettagliata) , ha puntualizzato l’ importanza del binomio tra la comunicazione e la politica locale criticando però l’ attuale forma dei partiti, definiti di “plastica“, a causa della mancanza di militanti e della loro necessità di comunicazione fatta con i nuovi mezzi mediatici che limitano al massimo la vita politica di un individuo.
La parola passa al Senatore Ciarrapico che nel suo discorso ad ampio raggio va a toccare diversi punti sia personali che non.
Si presenta subito orgoglioso della sua linea editoriale “oggi“, basata sulla democrazia e sulla verità di informazione, grazie ai numerosi giornali che coprono gran parte del territorio laziale-locale.
Parla molto di se il Senatore, spesso sfociando in aneddoti e storie di particolari circostanze, come quando venne accusato di antisemitismo e collaborazionismo con i nazisti ma rimarca il fatto che aveva appena 4 anni.
Singolare in seguito la battuta sulla sua giovinezza… << io appartengo all’ epoca del credere-obbedire-combattere e credo che ancora oggi siano ideali che gioverebbero…>>…e giustamente libertà di espressione.
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Prosegue indicandosi come uno dei fautori della Legge Gelmini sull’ istruzione e non manca di fare un appunto sul fenomeno del bullismo nelle scuole, sviluppatosi a suo dire, per colpa della mancanza di alternative e di ideologie.
Durante il suo discorso riesce a toccare argomenti vari, dalla mafia al Giudice Borsellino suo coo-militante nell’ MSI, agli errori politici di Storace che hanno portato alla vittoria Marrazzo, fino ad analizzare l’ attuale governo, difendendo Berlusconi e condannando chi mina le basi dello stato e le sue istituzioni che sono alla base della democrazia e della libertà, prendendo poi come esempio i discorsi del Duce Mussolini mostrando ancora una volta la sua fermezza ideologica nel non rinnegare il Fascismo.
Da uno sguardo anche alla situazione della Videocom dove gran parte del disagio dei lavoratori deriva dalla mancanza di un appoggio saldo delle istituzioni e dello stato ma soprattutto degli enti locali.
Critica poi Mastella e Di Pietro accusati di essere stati assunti dallo stato per la mancata informazione, definendo poi il giudice “l’ etico e il purificatore“.
Inoltre prosegue dicendo che aiutò Craxi ad uscire dall’ Italia che secondo tutti era il male al contrario del giudice che era visto da tutti come il buono.
Conclude il suo intervendo parlando della Ciociaria e della sua linea editoriale legata e attenta alle situazioni locali.
La parola viene data a Biagio Cacciola che va subito ad esaltare la nuova catena editoriale oggi che secondo lui è l’ unica che da la giusta dignità alle voci locali, criticando al contrario, il TG3 regionale che tiene i fari puntati soltanto sulla realtà di Roma.
Per questo non manca di ringraziare il Senatore per il suo editoriale libero e democratico, capace di coprire i buchi lasciati dall’ informazione generale.
Sottolinea il modo in cui la politica è diventata dannosa, sfociata nel caos, nel trash e nel gossip in grado soltanto di subire la società e non di far sentire il suo polso.
Dopo un breve avviso di Perugini sull’ imminente area wireless messa a disposizione nei pressi del granaio, il microfono è passato di nuovo a Ciarrapico, questa volta per discutere a pieno del suo giornale.
Si mostra come un attento osservatore alle vendite delle copie e critica aspramente i quatidiani gratuiti che limitano la vendita dei giornali a pagamento che alla fine di tutto sono gli unici che vengono letti.
Per la sua redazione sta puntando fortemente sui giovani, anche su quelli che vogliono fare gavetta o mandati dalle università, dignitosamente retribuiti al contrario di altre redazioni.
Racconta del suo incontro con la proprietaria del Washington Post avvenuto con Andreotti da dove è uscita fuori l’ idea di creare Ciociaria Oggi.
Restando in america prende l’ esempio del giornale locale del Bronx che ogni mattina alle 8.30 risultava esaurito, a sottolineare l’ importanza di una rete editoriale locale.
Per lui fu facile iniziare dato che in quel periodo era proprietario delle “acque” come le chiama lui, e per questo molto ricco.
Conclude con l’ ultimo aneddoto relativo al giornale di Latina che lui voleva chiamare Littoria Oggi, non per amarcord storico ma per una verità storica, ma diverse opposizioni non hanno permesso il cambio di nome.
Il dibattito viene chiuso da Mattozzi, il quale va a muovere pesanti critiche all’ ASP e ai lavori che si stanno effettuando in via………., inoltre sponsorizza la nascita di vari comitati locali per bloccare le irregolarità dell’ ente che comunque per logica risulta essere difficile da contrastare.
Chi è Giuseppe Ciarrapico:
Giuseppe Ciarrapico è stato in gioventù un simpatizzante fascista, si è poi avvicinato alla corrente Andreottiana della DC rimanendo però in contatto con Giorgio Almirante, segretario del MSI, movimento politico di cui stampava i manifesti nella sua tipografia di Cassino. Nella stessa azienda vengono stampati ancora oggi libri a sfondo revisionista della storia come “Le Waffen SS”, Per l’ordine nuovo, Fascismo ieri e oggi, Interrogatorio alle destre, Il libro nero del comunismo, Elogio e difesa di Giulio Evola, Freda Francesco, il Fronte Nazionale e Diario di un naziskin.
Viene condannato nel 1974 per aver violato per quattro volte la legge che tutela “il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”.
E’ stato gestore delle terme di Fiuggi (per questo soprannominato Il Re delle Acque Minerali) e presidente della A.S. Roma. Interviene nella soluzione del Lodo Mondadori tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti e presiede la holding Italfin ’80 (acque minerali Recoaro, clinica medica Villa Stuart di Roma, compagnia di aereotaxi AirCapitol, Ristorante Casina Valadier) poi fallita. In seguito ad una denuncia e al relativo arresto per bancarotta fraudolenta nel 1993 lascia la presidenza delle A.S. Roma. Viene condannato a 4 anni e mezzo di reclusione (ridotti a 3 in cassazione) per il crac della Casina Valadier (80 miliardi di lire).
Nel 1993 viene spiccato nei suoi confronti un mandato di custodia cautelare e viene detenuto a Regina Coeli per lo scandalo Safim-Italsanità per un mese, fa poi ritorno in carcere per finanziamento illecito ai partiti. Le vicende giudiziarie si concluderanno nel 2000, ma in ragione dell’età viene affidato ai servizi sociali.
Nel 1996 è condannato anche nel processo relativo al crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in primo grado a 5 anni e mezzo di reclusione, ridotti in appello a 4 anni e mezzo. Successivamente gli sono stati condonati 4 anni, e condannato a scontare gli ultimi 6 mesi in “detenzione domiciliare” per motivi di salute.
Attualmente Ciarrapico possiede la partecipazione di controllo del gruppo Eurosanità SpA, che gestisce fra l’altro tre cliniche private a Roma (tra le quali il Policlinico Casilino), due strutture di ricovero per anziani a Fiuggi, due società di catering, tre società finanziarie, il “Bar Rosati” di Roma, e numerosi quotidiani locali, tra i quali i più venduti sono Ciociaria Oggi, Latina Oggi e Nuovo Oggi Molise (mentre, tra gli altri, si annoverano anche Nuovo Oggi Castelli, Nuovo Oggi Guidonia e Nuovo Oggi Viterbo), che fanno capo a due società editoriali: Nuovo Oggi srl, ed Editoriale Oggi srl.
Alla fine degli anni novanta era sbarcato in Sicilia, con il quotidiano Oggi Sicilia, ma l’esperienza è durata solo tre anni.La sua ingerenza nei confronti dei direttori dei giornali di sua proprietà è pressante, e spesso è entrato in rottura con loro, portandoli alle dimissioni: gli ultimi casi sono stati quelli di Angelo Perfetti che nel 2006 si è dimesso dalla direzione di nove giornali del gruppo e nel 2007 di Gianni Tomeo, che ne aveva preso il posto.
Nel 2005 ha sostenuto la candidatura di Francesco Storace alla presidenza della Regione Lazio, alle elezioni politiche del 2008, Ciarrapico si è candidato nel Lazio al Senato della Repubblica con il Popolo della Libertà, su richiesta di Berlusconi e nonostante il parere contrario di Alleanza Nazionale. Durante la campagna elettorale ha suscitato polemiche anche a livello europeo una intervista in cui ha affermato di non aver mai rinnegato il fascismo. Ciarrapico è stato poi eletto.
È componente della commissione industria, commercio e turismo.
Tratto liberamente da http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Ciarrapico










Perfettamente d’accordo sul fatto che spesso i mezzi di informazione locale sono manipolati e ci sono persone a cui dovrebbe essere interdetta la possibilità di scrivere perchè riportano la realtà in modo distorto, ma, caro Sindaco Pecorari, caro Avv. Perugini, caro Cav. Mattozzi, insomma, cari tutti voi… ma andiamo a chiedere pareri sulla libertà di informazione a questo signore???
Mio dio…
E poi, dell’intervento dell’Avv. Perugini non capisco questa parte:”… l’ attuale forma dei partiti, definiti di “plastica“, a causa della mancanza di militanti e della loro necessità di comunicazione fatta con i nuovi mezzi mediatici che limitano al massimo la vita politica di un individuo.”. Cioè, la comunicazione con i nuovi mezzi mediatici limita al massimo la vita politica dell’individuo? Ma i nuovi mezzi di comunicazione, non garantiscono maggiormente la pluralità dell’informazione?
Ahahah è veramente il colmo ! Una persona, che al giorno d’oggi esalta gli ideali del fascismo, parla di libertà di informazione !! Tutto ciò è veramente ridicolo ..
Giusta considerazione e’ stato eletto ma non dai cittadin?.
Forse ?l S?g. Perug?n? voleva d?re che con tutta questa informazione ci sono troppe notizie e non si puo’ rispondere a tutti.
Del resto non ha neanche trovato il tempo per ire quanto costa una penna al Comune d?i Artena.
Scusate il ritardo!
Grazie Cavaliere Paolo Mattozzi e Avvocato Vito Perugini di averci fatto conoscere quest’individuo da Camicia nera e fedina penale pure! Grazie anche a lei Signora Pecorari. Non farò assolutamente l’errore di Rivotarla. E’ bene che anche tutti i lettori di Artenaonline e non lo possano conoscere profondamente…
“Che sia fascista, lo dice pure lui. E sarebbe pure una cosa grave, se non fosse per la fedina penale, che è molto più nera della camicia nera. Giuseppe Ciarrapico in arte Ciarra, stando al casellario giudiziario, vanta una collezione di condanne, arresti, rinvii a giudizio, prescrizioni e processi in corso da non temere rivali. Le condanne definitive, confermate dalla Cassazione, sono quattro, per reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla ricettazione fallimentare, dallo sfruttamento del lavoro minorile alla truffa pluriaggravata, ma potrebbero presto aumentare: in primo grado, il camerata pregiudicato…
è stato di recente condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni in una delle sue cliniche. Insomma il Cavaliere è stato di parola. Aveva promesso di non candidare “supposti autori di reati”: infatti candida quelli sicuri.
La carriera penale del futuro senatore del Popolo della Libertà Provvisoria inizia nel 1973, quando la Corte di Appello di Roma conferma la sentenza del Tribunale di Cassino e lo condanna per truffa aggravata e continuata ai danni di Inps, Inail e Inam per non aver registrato sui libri paga gli stipendi dei dipendenti. La Cassazione conferma la truffa, ne dichiara prescritta una parte e incarica la Corte d’appello di rideterminare la pena per l’altra. Nel 1974 altra condanna: il pretore di Cassino gli infligge una multa di 623.500 lire per aver violato per quattro volte la legge che tutela “il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”, sentenza poi confermata in Cassazione. Poca roba, rispetto a quel che verrà con Tangentopoli e anche dopo. Nel marzo ’93 viene arrestato dal gip Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa, per lo scandalo Italsanità dal quale verrà poi assolto (condannato però il figlio): la Cassazione stabilisce che la signora Vespa l’ha incarcerato su elementi insussistenti. Aprile ’93: Di Pietro lo fa di nuovo arrestare per una stecca di 250 milioni di lire versata al segretario del Psdi Antonio Cariglia su richiesta di Andreotti. “Era vero, li diedi per arruolare Domenico Modugno alle feste dei socialdemocratici”, dirà lui anni dopo. Passa un mese e torna dentro, stavolta per un presunto miliardo alla Dc andreottiana nello scandalo delle Poste. A giugno, condanna in primo grado a 6 mesi per diffamazione: aveva affisso a Fiuggi un manifesto in cui dava a un consigliere comunale del “mentitore diffamatore mestatore”. Nel 1997 la Procura di Roma lo fa rinviare a giudizio per peculato, abuso e falso nella sua attività di re delle acque minerali: secondo il pm Maria Cordova, mentre era custode giudiziario dell’Ente Fiuggi, Ciarrapico omise di versare 20 miliardi al Comune e si appropriò di somme di denaro per spese pubblicitarie, interessi passivi e acquisto di beni capitalizzati, rinnovando il contratto di vendita dell’acqua Fiuggi a una sua società che offriva prezzi inferiori rispetto a un’altra (danneggiando il Comune, che percepiva un tot a bottiglia). Nel 1995 viene condannato con rito abbreviato per falso in bilancio delle Terme Bognanco. Ma questi processi finiscono in nulla. Nel 1998, però, arriva la prima mazzata: condanna in Cassazione a 4 anni e 6 mesi per la bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano. La sua “Fideico”, nel 1982, aveva ottenuto dalla Banca di Roberto Calvi e della P2 un improvviso aumento della linea di credito da 4 a 39 miliardi, restituendo solo le briciole. Nel 1999, il kappaò: altra condanna definitiva a 3 anni per il crac da 70 miliardi della società che controllava la “Casina Valadier”, il palazzetto liberty romano trasformato in ristorante. Ma il Ciarra, pur dovendo scontare 7 anni e mezzo, non finisce in carcere: grazie all’età e agli acciacchi, ottiene l’affidamento ai servizi sociali.
Intanto i processi avanzano, con qualche botta di fortuna. Nel ’99, condannato in appello per emissione di assegni, il nostro eroe è assolto in Cassazione perchè il reato è stato appena depenalizzato (da chi? indovinate..). Nel 2000 cade in prescrizione la condanna in primo grado per violazione della legge sulle assunzioni obbligatorie di invalidi. Nel 2001, condanna in primo grado a Perugia per abuso d’ufficio insieme al giudice fallimentare di Frosinone che nel ’93 regalò l’amministrazione controllata alla sua capogruppo “Italfin 80” in crisi nera, evitandogli il crac: reato poi estinto per prescrizione. Intanto lui s’è dato alle cliniche private. E anche in quel ramo riesce a dare lavoro alla Giustizia. Nel 2002 il Tribunale di Roma lo condanna a 1 anno e 8 mesi per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni: insieme ad alcuni dirigenti della “Quisisana”, avrebbe imposto a una cinquantina di pazienti sottoposti a trasfusioni parcelle gonfiate per 3-400 mila lire l’una. E nel 2005 è rinviato a giudizio per ricettazione nella vecchia vicenda delle tangenti al ministero delle Poste.
Ma ci sono pure questioni recentissime, come quella che lo investe per la sua ultima vocazione: editore di giornali locali, undici “cocoperative” tra la Ciociaria e il Molise, finanziati dallo Stato. Del novembre 2007, il Ciarra è indagato a Roma per truffa ai danni di Palazzo Chigi: pare che tra il 2002 e il 2005 abbia incassato il doppio dei contributi dovuti, attestando falsamente che le società “Editoriale Ciociaria Oggi” e “Nuova Editoriale Oggi” hanno una gestione separata. In attesa di sapere come stanno le cose, il Gip gli ha sequestrato i 2,5 milioni che stavano arrivando dalla Presidenza del Consiglio. Ma ieri Berlusconi ha detto di averlo candidato per avere finalmente qualche giornale amico: tra qualche mese, se tutto va bene, Fedina Nera a Palazzo Chigi potrà entrare quando gli pare.” Marco Travaglio
…d’altronde al giorno d’oggi scarseggiano così tanto gli opinionisti sulla libertà di informazione…
…ma il sindaco e i due consiglieri, questa fedina, la conoscono?
Da quando, in questo paese, la fedina penale (macchiata) di un rappresentante politico è un problema?
scusate ho letto tutto con attenzione.. però francamente non capisco. Il convegno di cui parlate (dove per altro sono passata anch’io un attimo) non era obbligatorio. Ovvero potevi andarci ma anche no! All’ingresso dell’ex Granaio c’era tanto di manifestino con su scritti i nomi di chi partecipava… quale sorpresa dunque? Ciarrapico ha la fedina penale sporca… oddio ma scava scava mi sembra siano tutti uguali. chi per un verso chi per l’altro. Si è parlato di libera informazione… e chi non la vorrebbe? e chi dice che non lo sia? E’ libera dal punto di vista di chi la edita… perchè anzicchè sputare tanto veleno non si organizza un altro dibattito magari con una camicia rossa… il nostro paese è bello perchè è vario… ma perchè scandalizzarsi tanto, e di che?
@fantasia:quì nessuno sputa veleno su nessuno. Semplicemente si porta sul sito il dibattito, si cerca di riportare quanto accaduto e si costruisce tutti insieme una coscienza comune, che, permettimi, è cosa ben diversa. Il fatto che fuori dal granaio ci siano affisse le partecipazioni non esime lo spettatore dalla critica o dal dissenso.In questo caso si sta criticando non tanto il concetto, che, palesemente è universalmente riconosiuto.
Quì si critica l’ospite, che non è uguale agli altri. Io non credo in questa generalizzazione aala buona per la quale “scava scava sono tutti uguali”. E mi dispiace ma farmi venire a parlare di libertà di informazione da uno che elogia un totalitarismo non lo accetto.Tu ti farresti insegnare la morale ed il senso della correttezza da giuda?Se si…sono problemi tuoi! Che poi questa non sia una critica nel merito , ma nei modi di chi ha organizzato l’evento, è cosa ben diversa. Più volte abbiamo elogiato gli organizzatori per il loro intento di accrescere il dibattito nel nostro paese, ma in questo caso intendiamo manifestare fortemente il nostro dissenso. E non si parla di semplice opposizione politica.
Uno come Ciarrapico per me non dovrebbe fare nemmeno il portinaio al parlamento, ed invece, causa una irresponsabilità congenita nel nostro ordinamento…guarda un pò, fa il senatore.
non vi è alcun bisogno di organizzare un altro dibattito…perchè ne siamo al centro.E senza il bisogno di portare camice rosse felpe marroni e mutande a pois.Semplicemente con il confronto delle idee di liberi cittadini.
Quoto in pieno l’intervento di elhombrito. Vorrei aggiungere (sarò breve..)..
Qualche giorno fa leggevo che i gechi riescono a camminare sul soffitto grazie al fatto che le loro zampe hanno la superficie ricoperta di uno strato di setole talmente fitto che si crea una sorta di magnetismo elettrico particellare fra loro e le superfici su cui si trovano. Il lettore malizioso saprà già dove vuole parare la mia similitudine, la lingua batte dove il dente duole…la lingua appunto…a Voi l’aveva spiegato la maestra che i mutanti sono già tra noi e che hanno la lingua dello stesso materiale delle zampe dei gechi?
Insomma, io amo il pluralismo, ma vedere la realtà mutare davanti ai miei occhi tende a causarmi conati di vomito, giramenti di testa, e innervosimento incontrollato. Nel mondo dei maiali nessuno puzza, nel mondo dei maiali nessuno è sporco, nel mondo dei maiali nessuno è grasso, nel mondo dei maiali che ho in mente oggi i maiali sono ovviamente più uguali degli altri animali (sì, lo so, sempre Orwell, ma non è colpa mia se l’uomo ha profetizzato così dettagliatamente). Se i maiali sono più uguali e la garanzia di pluralismo è data dai suini, che sono particolarmente uguali fra di loro, ne va da se che il pluralismo tenderà all’omologamento, no?
Non mi sento sovversivo nè comunista a dire che NO, in Italia l’informazione NON è libera, e Dio mi è testimone che per quanto vi sgoliate coi vostri latrati non mi convincerete mai, signori, che siamo liberi: non ci sarà qualcuno che Vi paga per mentire, non ci sarà qualcuno che vi paga per omettere, ma c’è qualcuno che Vi paga per MONTARE (in ogni possibile senso del termine) l’informazione, costruirla a misura della Vostra necessità e della necessità di chi Vi usa come lucido da scarpe, da scarponi, spero mai da stivale. L’informazione, povera puttana, comprata e usata, toccata e violata, usurpata e stuprata da Voi…….mi fermo!.
Per concludere..
Direbbe ai suoi figli, se ne ha, di gettare la carta per terra perchè “Cosi fan tutti”?
La ritengo una persona intelligente e sensata se direbbe di NO.
ammazza ammazza…so tutti na razza…almeno “er Ciarra” come lo chiamano a Roma, lo riconosce… e lo dice pubblicamente.
@fantasia: innanzitutto tiriamo fuori dalla bagarre politica l’uomo Ciarrapico. A me mi importa assai poco se è di destra, di sinistra, di centro o di quello che gli pare, ammettiamo pure che ammazza ammazza so tutti una razza, d’accordo. Sorvoliamo anche sul fatto che ha la fedina penale molto sporca, come tanti altri in parlamento (uno, il più titolato, è Presidente del Consiglio).
Secondo me, invitare come ospite d’onore il Senatore Giuseppe Ciarrapico ad un dibattito sulla libertà di informazione è stata una gran… caduta di stile. Perchè Ciarrapico è uno degli editori che fa della censura e della informazione pilotata un credo. Al di là del fatto che uno può simpatizzare o meno con l’ideologia. Per me poteva essere pure di estrema destra e garantire la libertà di informazione, siccome non lo fa, io critico la scelta di questa amministrazione di impiegare dei fondi comunali per far parlare questo signore e al dibattito ci vado perchè sono stati usati soldi che (come al solito) sono anche miei. Sputare veleno? Chi? Per aver riportato qui la fedina penale del signore in questione? E’ questo sputare veleno? Sputare veleno è dire cose che non sono vere, dove sono scritte qui cose che non sono vere?
E se fosse stato di sinistra e con lo stesso atteggiamento verso la libertà e la correttezza dell’informazione (che tanto tizi simili anche a sinistra ce ne sono…) puoi giocarci i gioielli di famiglia che le stesse identiche critiche le avrebbe ricevute.
“‘sta destra imbalsamata… Ma chi la vole? E’ ‘na monnezza… Del resto diciamocelo in faccia, la democrazia non é certo il migliore dei sistemi…”
PAROLE SANTE! Di un paladino della libertà dell’informazione…
Ho letto i post riservati alla presenza dell’anticristo redivivo senatore Giuseppe Ciarrapico.
Quanta giovane fuffa questurina si può trovare in queste righe così cariche di enfasi giacobina.
“Non deve parlare”, “avete chiesto prima la fedina penale”, “per me uno come ciarrapico non dovrebbe fare nemmeno il portinaio in parlamento”.
Senza scomodare Arthur de Gobinau, in alcuni brevi commenti, seppure adolenziali, c’è una venatura di razzismo non troppo dissimulata che superando a piè pari ogni valenza democratica del voto popolare, si arroga il primato della morale classificando e distinguendo i “puri” dagli “impuri”.
Quando si gioca al più puro dei puri c’è sempre qualcuno che riesce a smarcarti e a superarti in purezza.
Io resto alla lettera del vangelo che esortava a non separare il grano dalla zizzania, perchè questo non è il nostro mestiere.
C’è qualcosa nel furore ideologico che travolge ogni coordinata della civiltà del diritto, che in altri tempi rappresentò il milieu di chi inneggiava ai tribunali del popolo e alla caccia al diverso, sparando solo perchè si indossava un eskimo o un paio di ray ban.
Sarebbe stato sufficiente leggere una recente intervistà di un un “democrat” a tutto tondo, come il compiano principe Caracciolo, editore non solo di repubblica ed espresso, ma anche del molto gauchista liberation per apprendere che con il ciarra si poteva parlare anche amabilmente perchè lui ex partigiano oggi poteva parlare con uno che se avesse avuto l’età avrebbe potuto ritrovarselo tra i suoi nemici di salò.
Sulla stessa linea si trova l’inventore del laboratorio roma come il sen. Goffredo Bettini lo volle al suo fianco per incoronare Walter Veltroni sindaco di Roma.
Io trovo che qualcuno degli autori dei post potrebbe usare il suo acume sbirresco per accendere i riflettori su qualche costruttore artenese che tanto ha complicato la vita di molti cittadini di artena e no. Ma forse in questo caso ci sarebbe qualche piccolo conflitto di interessi.
Il vero problema Sig. Palach e’ che con questa legge elottare abbiamo questo Signore in Parlamento per decisione divina.
Se le persone lo avessero votato sapendo del suo passato nulla da dire.
Ma eleggere ex terroristi e personagg? condannati non e’ certo quello che ci si aspetta dalla Classe dirigente.
Ii Suo ultimo riferimento per un forestiero come me e’ incomprensibile
@Palach:in primis, penso sia giusto e legittimo che io chiarisca la mia frase da lei riportata:”per me uno come ciarrapico non dovrebbe fare nemmeno il portinaio in parlamento”.
le mie motivazioni sono presto esposte:come previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”,L’apologia del fascismo è un reato.
Mi aspetto quindi che chiunque sieda in parlamento in rappresentanza del popolo italiano (non solo di chi lo ha votato) condivida i dettami ed i principi esposti nella nostra costituzione.
In più nel caso del sig.Ciarrapico, siamo di fronte a sentenze passate in giudicato. Se lei ritiene che sia giusto che queste persone siedano in parlamento è una sua visione personale. Dal mio punto di vista questa concessione esautora quel concetto di giustizia e legalità di cui il nostro paese ha un immenso bisogno. COme dice lei non siamo noi a giudicare e dividere i puri dagli impuri, infatti a fare questo ci pensa la giustizia, come nel caso sopra citato. Divide gli onesti dai disonesti.
Per quanto riguarda la sua affermazione che con Ciarrapico si possa parlare, non vedo come questo sia stato messo in discussione. Magari è anche un simpaticone, ma non è la sua disponibilità al dialogo o all’ironia che si discute, quanto la sacralità di un pilastro della democrazia quale la libertà di stampa, che mi sembra nel fascismo sia venuto meno…ma posso sbagliare!
riguardo ad alcune sue affermazioni: in alcuni brevi commenti, seppure adolescenziali, c’è una venatura di razzismo non troppo dissimulata che superando a piè pari ogni valenza democratica del voto popolare, si arroga il primato della morale classificando e distinguendo i “puri” dagli “impuri”…dove lo trova il razzismo scusi? Mi permetta di farle notare che nel suo impegnato tentativo di dare una forma erudita al suo scrivere, non lesinando citazioni molto “wiki”, rischia di svuotarle di contenuto. Come sempre preferiamo evitare di difenderci a spada tratta, se vuole farsi un idea su di noi vada a spulciare tutti gli articoli del sito ed avrà una descrizione a tutto tondo delle nostre idee.
altra affermazione:Io trovo che qualcuno degli autori dei post potrebbe usare il suo acume sbirresco per accendere i riflettori su qualche costruttore artenese che tanto ha complicato la vita di molti cittadini di artena e no. Ma forse in questo caso ci sarebbe qualche piccolo conflitto di interessi.
Touchè!era indirizzata a me questa affermazione, in quanto figlio di un noto imprenditore edile, ovvero Bruno Corsetti. L’ho tanto aspettato questo affondo di fioretto, ma ha tardato ad arrivare. Quando non si sa come attaccare qualcuno, si cerca di saltare da un ramo all’altro dell’albero genealogico per rifilare l’acuta osservazione.
Vede, al dilà del fatto che mi ritengo una persona intelligente, non uno sbirro acuto, non accendo riflettori su qualche costruttore artenese, proprio per il conflitto di interessi che sottostà a questa operazione. Preferisco evitare di entrare nel merito perchè sò che la mia analisi subirebbe deviazioni e condizionamenti dovuti al coinvolgimento emotivo. Però sà qual’è la cosa bella di questo sito? E’ veramente democratico, tanto che gli editori che si vantano di indipendenza e democraticità ci possono venire ad imparare qualcosa quì sopra. E se lei è veramente così informato( presuppongo che lei lo sia per fare di queste affermazioni, altrimenti dovrei pensare che lei sia poco più che un chiacchierone) faccia una cosa:
Scriva un articolo sul caso, lo invii all’indirizzo artena.blog@gmail.com, e vedrà che il giorno dopo il suo articolo verrà pubblicato in prima pagina. Vede, che bella cosa la democrazia?
La ringrazio anticipatamente qualora volesse collaborare con noi.
P.S. se accusandoci di giacobinismo ed adolescentismo si riferisce alla convinzione che abbiamo nelle nostre idee, confermo la sua tesi.
ops…m’è venuto un commento extralarge tipo notarfonziano!
ehehehehehehe
Più che un chiacchierone,
mi definerei un cane sciolto che non ama collari anche quando sono griffati, e comunque mi preferisco ai “terzomondisti in Maserati”.
Non credo che “artena on line” si riduca al suo unico contributo ideale, quindi se volesse evitare commistioni improprie per ragioni di opportunità, che comprendo, potrebbe affidare un focus sui “costruttori” locali ai suoi colleghi di blog o a tutti coloro che chiedono uno spazio di discussione.
Non sono necessari rapporto intimi con i serivizi segreti per capire che a valle dell’oste qualcuno non ha osservato scrupolosamente quanto era previsto nelle autorizzazione amministrative. Non voglio anticipare giudizi o celebrare processi di piazza, ma evidentemente quel problema, indipendentemente dall’esito giudiziale, è vissuto quotidianamente sulla pelle da tante famiglie.
Unn blog di servizio come il vostro poterebbe essere utile per capire come è stato possibile che tutto ciò accadesse.
Il suo è il classico attacco di chi non sa che pesci prendere per discutere di un argomento. Si parlava del Senatore Giuseppe Ciarrapico e di quanto è sconveniente associare la sua persona alla libertà di informazione. Evidentemente da fastidio questa critica e lei è stato solo capace di produrre questo attacco totalmente personale e fuori luogo in questa parte del sito. Eh, no, a chi non la pensa allo stesso modo bisogna mettere un bavaglio. Ma è naturale, personaggi come lei che costellano la politica locale e nazionale sono ormai assuefatti a questi giochini, vanno avanti a “‘na botta io, ‘na botta tu”, senza mai affrontare di petto le critiche. E no, bisogna schivare in politica e rispondere con l’affondo. Sa se fossi poco intelligente cosa farei? Risponderei con un attacco sulla SUA persona, o su altre parti del SUO albero genealogico. Ma non lo faccio, non è questo il modo giusto di affrontare le cose.
Piuttosto lei, che col suo comportamento infanga il nome di uno studente suicida per la libertà che nè i sovietici a Praga nè le persone per le quali (immagino) prova simpatia rappresentano, non ha saputo trovare altre motivazioni se non quelle di chiamare in causa elhombrito per colpe che non sono sue. Troppo facile. Troppo comodo. Suona come una intimidazione. Magari se un altro utente o amministratore avesse risposto, allo stesso modo, qualcos’altro veniva fuori. Tutto è lecito per sottrarsi alla pugna.
Cosa immagina, che lo stesso elhombrito non si sia posto il problema il primo giorno in cui ha deciso di aderire a questo progetto? Ci immagina davvero “giovane fuffa questurina”?
Ci sono tante cose di cui si può parlare, a Valle dell’Oste, ma anche pochi metri più in là, cose grosse e cose piccole da dire in così pochi metri. E ancora tante tante altre, di costruttori, di arrampicatori sociali…
@Palach:in genere non prendo molto in considerazione chi giudica una persona per la macchina che ha, ho per le sue possibilità economiche, sia che sia una panda 70 sia che si tratti di un maserati.
Ma per lei farò un eccezione. E poi mi scusi, seguendo il suo ragionamento, chi ha la possibilità e la fortuna di nascere in una famiglia benestante dovrebbe fregarsene di chi sta peggio di lui e abbottarsi di champagne e caviale per tutta la vita. Io ho fatto una scelta diversa, sia i miei studi che la mia attività all’interno di una ong mi hanno portato lontano dall’attività di imprenditore. Nella vita ho deciso di seguire la mia passione, cosa vuole farci…sono fatto così.
Ora non starò quì a raccontarle la mia vita, anche perchè se si è arrogato il diritto di giudicarmi, penso che lei mi conosca. Altrimenti, come sopra, non è altro che un chiacchierone.
Visto che questo non è davideonline, ma artenaonline, se volessimo riportare il discorso sul tema di cui si stava parlando invece che sul mio 740 sarebbe meglio. Poi le ripeto, artenaonline le dà lo spazio che vuole,se proprio ci tiene al discorso di valle dell’oste non ha che da mandare una mail. Così sarebbe di certo più utile a tutti. Segua l’esempio di Vito Notarfonso, l’ha fatto tante volte, contribuendo così positivamente al dibattito. Di vito non penso certo che sia un chiacchierone, pur essendo spesso in disaccordo con lui
Caro Elo
io sono stato al convegno e l’ho trovato assai interessante…baste co ste menate stile Repubblica.
Ritengo che si è pensato di chiedere ad un editore di esprimere il suo pensiero sull’argomento oggetto di discussione, lo stesso ha accettato e di buon grado ha fornito il suo contributo.
la cosa può non andar bene ma che c’azzecca il fascimo e tutto l’astio che mai Lei ha impiegato nei suoi numerosi post del passato?
Forse Palach ha sbagliato nell’affondo personale, ma quello che ha cercato di affermare è un concetto che condivido in pieno. se adottassimo il suo pensiero caro Elo, lei non potrebbe parlare di ong o di Africa o di quant’altro attenga alla solidarità solo perchè essendo proprietario di favolosa maserati maserati (ndr macchina che adoro) ed essendo figlio di un noto costruttore non sarebbe dunque titolato a parlare di tali tematiche.
al Ciarra non si è mica chiesto di darci lezioni sulla libertà di stampa o altro. non si è chiesto se il fascismo sia stato un bene o un male per la nostra nazione..
le sue preoccupazioni avrebbero avuto un senso lì dove fosse mancato un contraddittorio in un dibattito che coinvolgeva tali tematiche.
comunque voltiamo pagina
saluti
Io continuo a non capire perchè più di qualcuno ha preso a pretesto questo articolo per attaccare elhombrito, reo unicamente di aver postato un commento. Il post è di cherno, sono state espresse opinioni negative da parte di ltri 5 utenti (su 8 in tutto che lo hanno commentato). Chiaramente questo è un tentativo di scoraggiare elhombrito.
Comunque sia, caro luiginobrokenmountain, andiamo con ordine: che c’azzecca il fascismo? Facciamo parlare di libertà di informazione un signore che fa della censura una quotidianeità. Questo è il punto.
Lei condivide in pieno il concetto di Palach? Qui parliamo di una fedina penale (del senatore Giuseppe Ciarrapico) e del suo rapporto con la libertà di informazione (del sentaore Giuseppe Ciarrapico), non di fedine o comportamenti del padre, del fratello o del nonno di Giuseppe Ciarrapico, di comportamenti suoi. Perchè tirare in ballo il patrimonio o le vicende personali di un diretto familiare di elhombrito, che comunque ora (e queste si) davvero non c’azzeccano nè col discorso, nè col ragionamento del sig. Palach?
Ribadisco che è evidente il vostro tentativo.
Cerchiamo di evitare altri comportamenti di questo genere che sono veramente di basso profilo.
ciarrapico a artena e’ venuto solo perche’ i du compari continuano a cercare appoggi nel PDL mica ce vole la scienza pe capillo!
Leggo questi commenti senza senso e mi chiedo: chi sono costoro (o costui) che si sente tanto ferito da una critica, che ritengo più che comprensibile, sull’ organizzazione di un evento nell’ isola felice artenese, tanto da sentire il bisogno di attaccare un ragazzo per il lavoro e lo status del padre – quella della genealogia è alla base di quella filosofia artenese che non permetterà mai ad Artena di crescere ?
Quando non si hanno altri argomenti per sostenere le proprie ragioni, allora si attacca la persona, in questo caso elhombrito,a livello personale, tirando fuori anche se velatamente e ricordando a tutti la sua paternità come se ad artena non la conoscessimo. Davide non gira in ferrari o maserati che io sappia e spesso l’ho visto in un noto ristorante di Artena a lavorare a fare il cameriere! Ragazzi prendete esempio da lui invece di attaccarlo e criticarlo.
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