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FORDEPORTA:viva cuba libre

19 novembre 2009 visto 791 volte 30 Commenti Scritto da elhombrito

Torna fordeporta, una rubrica che non ha mai riscosso molto successo,e non ha mai ricevuto un commento.
Riapro questa rubrica perchè questo periodo è un pò particolare per artenaonline e, visto che abbiamo sempre preteseo di essere tutti una grande famiglia, vi voglio mettere al corrente della cosa.Ultimamente le nostre energie si stanno un pò fiaccando, l’entusiasmo si sta affievolendo e i ranghi sono dispersi.
Le truppe bivaccano grasse e annoiate alle porte di Roma.Quello che era un sogno sta diventando un lavoro, la passione sta diventando noia. Continuiamo a fare riunioni per automotivarci ma manca quel quid iniziale. E allora gli articoli diventano più rari, i commenti spariscono e le visite diminuiscono. E‘ il nostro sogno che si spegne, per nostra volontà.
Mi capita allora di rifare la strada a ritroso. Ricerco le molliche che abbiamo lasciato per ricordarci da dove veniamo.
Volevamo cambiare il mondo e per farlo siamo partiti dal nostro paese.Volevamo essere una voce libera , alternativa, forte.Volevamo essere l’attento osservatore con cui dover fare per forza i conti.
Volevamo portare il nostro paese, la nostra gente, i nostri giovani sul piano infinito di internet. Fare qualcosa di grande, praticamente un impresa.Cosa succede ora? Forse l’obiettivo era fuori portata?Forse siamo stati arroganti?
La risposta la faccio dare a Yoani Sanchezimages.Andatevi a leggere il suo blog, andatevi a leggere come lei combatte per il suo paese una battaglia infinitamente più dura della nostra.Una battaglia che richiede un prezzo alto da pagare, molto alto.

L’AVANA – Fermata per alcune ore e maltrattata dalla polizia mentre si stava recando a una manifestazione per la non violenza all’Avana. E’ la denuncia di Yoani Sanchez, la blogger cubana vincitrice di diversi premi internazionali. “Sono stata sequestrata nel peggior stile mafioso, con violenza verbale e fisica”, ha raccontato la 34 enne.

La donna si stava recando insieme a un altro blogger, Luis Pardo, a una manifestazione contro la violenza nel mondo nel quartiere Vedado ma a un certo punto tre agenti usciti da una vettura nera li hanno costretti a salire a bordo. Una volta in auto gli uomini, di “corporatura possente”, hanno gettato dal finestrino la borsetta della blogger.

Yoani Sanchez ha chiesto aiuto ai passanti, spiegando loro che la stavano sequestrando, ma gli agenti hanno subito avvertito la folla: “Questi qui sono controrivoluzionari. Non v’immischiate”. La blogger e il suo collega son stati portati in un’abitazione e lì interrogati.

Yoani Sanchez è stata premiata in Spagna e negli Usa per il suo lavoro di reporter digitale, ma non ha potuto ritirare i riconoscimenti perché non le è stato permesso di uscire dal suo Paese. Nel suo blog “Generazione Y”, ha criticato duramente il sistema politico cubano. E’ più conosciuta all’estero che in patria, poiché nell’isola l’accesso a internet è molto limitato.

yoani-sanchez
Per Yoani, per i giovani oppressi di Teheran, per gli studenti cinesi, per i ragazzi di ogni parte del mondo in cui una mano troppo piccola vorrebbe tappare una bocca troppo grande. Per i giovani di Artena che si sono decisamente rotti le palle di essere usati come specchietto per le allodole ogni cinque anni, e per tutti quelli che non vogliono andare via per trovare un posto migliore.Per noi che abbiamo sempre creduto in un sogno che si chiama artenaonline. Tiriamo fuori le palle e rimettiamoci a combattere la nostra piccola, silenziosa, onesta, grandiosa battaglia!

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30 Commenti »

  • n. 1 - jozmile ha detto:

    Da settembre 2008, ad ogni risveglio, a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno, allungo il braccio, accendo la ‘ciabatta’, sfioro il pulsante ‘power’ del pc e vado in bagno. Quando ne esco apro firefox (il browser) e vado a prendermi una tazza di latte e caffè in cucina.

    Quando torno è già lì ad ammiccarmi artenaonline.it.

    Dovunque vada e in qualsiasi occasione (e chi mi conosce lo sa), o con lo smartphone o con il primo pc che mi capita tra le mani, una visita è d’obbligo.

    E’ la mia piccola creatura.

    Perchè? Perchè mi permette di dire quello che mi va e che non mi va su questo paese, piccolo, incasinato, sporco, cattivo… ma il mio paese. Perchè lo vedo e lo so, che ha delle potenzialità, che poteva e che può essere diverso, che può essere più bello e più vivo. Tanti dicono di voler cambiare il mondo, tanti dicono che così non va. Io sono modesto, e mi accontento di fare un piccolo passo per il mio paese: creare un luogo da dove poter informare realmente e possibilmente senza distorsioni quello che succede. E’ il piccolo tarlo che può essere messo nella testa di un cittadino, quello che ti fa pensare che una persona che hai mandato in Comune (o più su) non può e non deve fare il bello e il cattivo tempo, che non può prenderti per il culo e aggiustarsi i cazzi suoi mentre a te ti ripaga con cose che ti spettano di diritto. Il diritto alla casa, al lavoro, alla previdenza sociale, all’istruzione, e perchè no, ai divertimenti, ai finanziamenti per una festa. Il tarlo che ti dice che per tutte queste cose non devi chiedere un favore, ma devi chiedere una cosa che è TUA, senza dare nulla in cambio.

    Finora, a volte ci siamo riusciti, a volte no, a volte abbiamo fallito. E soprattutto non siamo riuciti a far capire a chi ci visita che questa non è una setta segreta, non è un gruppo di persone chiuso. No, di quelli, di gruppi di persone chiuse Artena, l’Italia, il Mondo, ne è pieno.

    Pare strano, ma artenaonline.it non ha secondi fini: io credo nell’intelligenza delle persone, e credo che l’intelligenza va alimentata con l’informazione. Più si è informati e più si capisce il perchè delle cose. Più si capisce il perchè delle cose e (purtroppo spesso) più ci si incazza. Ed è questa la nostra mission: informare e (se c’è bisogno) fare incazzare.

    Questa è per me artenaonline.it.

    E mi dispiace che lo staff di artenaonline.it si è così spompato. E’ ora di tirare le somme e di farci sentire, è ora di stringere il pugno e di sbatterlo sul tavolo. Cazzo, ci sono le elezioni, quale occasione migliore…

    Per ‘colpa’ di questo sito un giorno un signore rivolgendosi a me, ci ha definito come ‘…solo una banda di ruffiani…’. In quell’occasione era l’impersonificazione degli elefanti artenesi. In quella occasione io ho sorriso. Fuori. Dentro ridevo a crepapelle. Non mi sono sentito per nulla offeso da quell’appellativo. Anzi. Mi sono sentito forte: l’elefante aveva paura. Di me, di un povero studentello spiantato che fa il cameriere per camparsi studi e vita, un elefante grande e potente che ha paura di un topo. Solo perchè il topo ha una piccola, lebile vocina, che gracchia, gracchia, gracchia…
    Di quella paura io mi sento carico, sta lì, nascosta in un angolo e pronta ad esplodere.

    Sono il piccolo sorge moscaroio che fa pipì nelle vostre minestre riscaldate…

    E se anche fenis, cherno, tupakka, martina e tu, che leggi questo commento avete voglia di cambiare le cose, bè voi, fatevi sentire… sapete come trovarci. (Ad elhombrito neanche ce lo chiedo… dovreste vedere che spisciazzate :) !)

  • n. 2 - Martina ha detto:

    Bravo Davide, facciamo che il tuo articolo serva.
    Noi, nemici del “va così perché è sempre andata così!”, pensiamo/speriamo che le nostre parole (e quelle dei lettori) possano pesare.

  • n. 3 - cherno ha detto:

    Ottimo esempio Elhombrito, anche se estremo rende molto chiaramente l’ idea.
    Il calo generale di noi blogger credo sia dovuto più ad un fatto di unione che di entusiasmo, nel senso che quando uno si vede e sente poco viene a mancare quell’ atmosfera che solo l’aggregazione fisica può creare. Vedi LiveArtena, Palio ed altre situazioni, dove tutti insieme ci siamo divertiti e abbiamo prodotto un qualcosa di utile a noi e al paese. Abbiamo accumulato esperienza e capacità varie, crescendo, sbagliando ma anche migliorando e nel bene e nel male lo abbiamo fatto tutti insieme.
    Credo fermamente in questo progetto perchè come dice Jozmile è una nostra creatura e come tale va onorata, alimentata e migliorata affinchè possa essere il vero trampolino di lancio per cambiare la scarsa e omertosa informazione artenese, fatta di voci, supposizioni e spesso ricca d’ invidia.
    Noi siamo un fiume ancora piccolo per cui quando piove poco rischiamo di prosciugarci e di rimanere alla secca, per questo necessitiamo anche di tanti affluenti, ossia di tutti voi, lettori o semplici osservatori che con un piccolo gesto o un click potete alimentare il nostro flusso, facendolo anche vostro e perchè no, farlo straripare.
    A breve ci saranno le elezioni e sono sicuro che i bar e le strade strariperanno di pensieri e informazioni, per questo credo che trasbordare il tutto sul blog sia un azione costruttiva e legittima soprattutto se fatta tutti insieme.

  • n. 4 - pietrina ha detto:

    No, proprio adesso ci abbandonate? E’ normale che con tutte le cose si sentono “dire, sussurrare, vociferare” in giro per Artena,ci demoralizziamo noi e Voi, ma continuate per la Vostra strada ad informarci, a farci discutere, riflettere ed anche arrabiare. Quando ci si espone in prima persona, quando si ha il coraggio di farsi sentire anche per le piccole ingiustizie, è normale essere giudicati e criticati. E’ vero viene la tentazione di mollare tutto ma poi basta guardare dendro di noi, di come siamo fatti, di quello che abbiamo fatto per noi e per gli altri e si trova la forza per andare avanti. Non ho la vostra età, potrei essere vostra madre o sorella, ma trovo in Voi me quando avevo 20 anni con tanti ideali, tanti progetti etc solo allora non c’era questo meraviglioso strumento che è internet o muoveva i primi passi, perchè volete abbandonare questa bella cosa che avete creato con tanto impegno e passione? Gli articoli che scrivete si leggono, ma in un paese come Artena è normale che quelli più visti e commentanti sono quelli politici e/o affini e condivito in pieno il pensiero di joz e martina.
    P.S.: Sempre il mio povero nonno diceva: non si mettono d’accordo nemmemo moglie e marito su….. volete che tutti la pensano allo stesso modo?
    Un saluto e non ci abbandonate!!!!

  • n. 5 - VinJazz&Love ha detto:

    Sono con voi!
    Non mollate!

  • n. 6 - Ilario ha detto:

    Un bel giorno mi alzo e accendo il PC. Mi collego ad internet e vado su preferiti. Clicco artenaonline.it. Attendo e niente. Attendo e niente. Sarà il solito problema. Vado a lavoro torno la sera e la stessa storia. Cosi il giorno seguente ed ancora. Voci di corridoio mi dicono artenaonline.it e chiusa. “No, come faccio senza. Come faccio senza Pietrina ed il “suo” muro. Come faccio senza VN. Non saprò mai quando costa una penna al comune!!!” Meno male che era un sogno.
    Il piccolo fiume che avete creato e sulla bocca di tutti anche se tutti ammetteranno il contrario. Sono convinto che vi leggano in parecchi, compresi gli elefanti che stanno limando le zanne perchè fra poco scenderanno in campo.
    Sono convinto che vi leggono gli amministratori che hanno la possibilità di pubblicizzare quello che fanno e solo in pochi casi non ne approfittano (ad esempio stanno trasferendo gli uffici comunale rispamiando tanti soldi di affitto ma nessuno lo sa. Ho visto stamattina tutto ciò).
    Poi vi leggiamo noi “artenaonlanini”. Quindi se volete smettere ci dovete ad ognuno di noi 10000000000000 euro perchè ci avete privato della dose giornaliera di artenaonline.

  • n. 7 - Tupakka ha detto:

    Il momento particolare che ci aspetta sarà molto difficile da affrontare se non andiamo dritti alla meta. Molto più di quanto non abbiamo fatto finora. è vero ci aspettano le elezioni comunali, elezioni che dovremo “monitorare”, pronti a dire la nostra su programmi e candidati. Si sta chiudendo un mandato e allo stesso tempo ci sono delle somme da tirare, perchè nel tempo che è passato da quando abbiamo aperto questo spazio abbiamo imparato tante cose e fatto molte conoscenze. Ora bisogna metterle in pratica, perchè c’è qualche centinaio di persone che su di noi ci conta e non vorrei deluderli.

    Aggiungo un’ultima cosa: il fatto che noi non nascondiamo i nostri problemi, ne parliamo a tutti su questo spazio, secondo me è un grande punto di forza. Fa molto community 2.0!

  • n. 8 - bruno ghigi ha detto:

    Salve Elhombrito,

    Non è una sconfitta constatare la necessità di una pausa, nulla si spegne. A volte, inchinandosi a raccogliere anche la mollica lasciata dalla pausa, capita di ripartire con più slancio e determinazione. E’ importante il percorso a ritroso che stai facendo per ricordarti da dove vieni, apprezzerai meglio dove sei arrivato. Un traguardo che nessuno può toglierti e del quale puoi andare fiero. Hai fatto un’escursione nel passato, hai tagliato un filo di lana nel presente, ora c’è il futuro. Sceglilo liberamente, individua il percorso che ritieni per te più appropriato, per quello che può valere, la mia simpatia ti accompagnerà. E’ la simpatia per quella fiammella che è in te, per quel calore e quella luce che passando, magari, ad altra generazione, non si spegnerà mai.

    Con affetto

    Bruno Ghigi

  • n. 9 - Vito Notarfonso ha detto:

    Ironia della sorte anch’io rischierei di perdere i contatti con interlocutori anonimi che non hanno capito il messaggio che hanno lanciato i ragazzi ,e che continuano a ironizzare sul muro di Pietrina,su di me ( VN ) e su guido ( costo della penna ).
    Ebbene , vorrei dire a questi signori che queste sono storie di vita vera non mistificata da fatti banali e che abbiamo conosciuto tutti attarverso questo blog e che ha creato comunicazione tra persone ( a parte gli uomini ombra )talmente vera che lo si capisce per i forti momenti di incazzatura reciproca.
    Io credo che nel giro di poco tempo questo sito potrebbe diventare famoso,ad Artena , come la statua di Pasquino a Roma perchè è effettivamente una voce libera sia per la quantità sia per qualità degli argomenti trattati.
    Sta alla nostra intelligenza usare la meglio ciò che ci stanno offrendo.

  • n. 10 - Gettocontinuo ha detto:

    Dai ragazzi non mollate…siete forti… gli elefanti stanno a casa loro non ensateci ma “fateli pensare” …

  • n. 11 - curiosità ha detto:

    cosa Cosa COSA???????? Non ci posso credere, anzi non ci credo..che fate ci abbandonate proprio adesso??Sono sicura che tantissima gente guarda artenaonline almeno una volta al giorno come me, sicura di trovare notizie sul paese che siano di politica di eventi culturali o altro, non a importanza quali siano ma la cosa importante è che ormai sono diventate la “voce” di Artena che grazie a voi abbiamo!! Ragazzi non ci CREDO non mollate proprio adesso..non date questa soddisfazzione agli elefanti, hanno paura di voi, delle vostre e nostre “voci” continuate come avete fatto fino adesso..senza aspettarvi niente, solo la libertà di esprimere le proprie idee..grazie per il vostro lavoro è stato ottimo fino ad oggi, continuate così che è la strada giusta!

  • n. 12 - renato ha detto:

    Rischio di dire cose banali e di buon senso comune.
    Voi avete prodotto una esperienza mediatica ad artena con la creazione di questo blog (sito..) il cui risultato forse avevate sopravvalutato o comunque pensavate che potesse dare frutti diversi.
    Non so cosa vi aspettavate? Io, ogni tanto (non spesso) lo visito, a volte sono stimolato a fare qualche intervento e l’ho fatto.
    Le sensazioni di El, penso siano normali, quando si pensa che un obiettivo non si sia raggiunto, ma alcune critiche/riflessioni sia giusto farle.
    La comunicazione virtuale ha un forte impatto sulla vita delle persone, (in un click sei in australia) ma se oltre alla forza mediatica della rete non ci si inseriscono o ci entrano dei contenuti o passioni con il loro corpo, la forza evocata, evapora, non diventa quell’elemento di creatività e forza motrice che smuove le coscienze e persone.
    Credo, che sottovalutate il mondo che vi circonda, voi avete offerto al paese un mezzo, l’opportunità di una piazza mediatica ma per far partecipare chi naviga, servono poi interessi, emozioni, passioni di vario genere e credo sia difficile capire il vento che ci soffia addosso.
    Io vi conosco e vi sono molto affezionato (alcuni personalmente) però non mi piace lisciarvi il pelo, credo che siete troppo bloccati nell’analisi della società artenese e in generale italiana.
    Forse avrete notato un forte conformismo e una pesante tendenza al chiacciericcio che non permette di crescere e svilupare dei discorsi
    interessanti.
    Secondo me ci vuole più parzialità, esporre il vostro modo di vedere le cose con impertinenza sarebbe meglio. Una certa ecumenicità la può avere chi ha 50 anni come me, ma voi no! Dite come vedete le cose (se vi va, o forse è proprio cosi che le vedete – annebbiate-).

    A volte uno di 50 anni come me, avrebbe bisogno di un giovene che dice facciamoci sentire per quello che succede in Iran, in Tibet etc (sono cose che voi conoscete bene) mi aggregherei volentieri e di corsa. Ma a volte mi tocca fare il 50anne ingenuo e sognatore (forse lo sono proprio) che si interessa a braccialetti verdi e altre cause.
    Gradirei molto di più seguire e appoggiare delle vostre (giovani) iniziative. Oltre che navigare le acque della rete bisogna poi attraversare le lande terrene del conformismo e del buon senso (cattivo) e privo di visione di futuro. Credo che vi tocca! Altri non lo faranno per voi (generazione precaria-rizoma)ma se battete dei colpi qualcuno risponderà.
    Ciao con affetto Renato

  • n. 13 - Vito Notarfonso ha detto:

    L’analisi di Renato sulla realtà di Artenaonline se da una parte appare complessa e di non facile interpretazione dall’altra ( parte ) invece cerca di aprire le menti ad approfondimenti sulla società che ci circonda per evitare di rimanere troppo invischiati su fatti prettamente locali.
    Indubbiamente è facile parlare quando si è spettatori/visitatori di un blog rispetto invece a chi ci lavora quotidianamente sia come impegno di tempo che finaziario ma a volte questo è una delle facce della medaglia che si possono riscontrare nelle realta dei blog.
    Però le potenzialità che esso offre sono inimmaginabili ( Renato ha fatto l’esempio del click per andare in Australia ) e riflettendo su quello che ha scritto Davide ho pensato che forse noi ci stiamo fossilizzando solo ed esclusivamente su diatribe locali invece dovremmo qualche volta cercare di pensare oltre…al di la del muro.
    Per esempio ci siamo mai chiesto se cittadini romeni, albanesi , macedoni che oramai vivono da noi da diversi anni sono anche loro tra i frequentatori di questo blog ? Magari si e vorrebbero raccontare qualcosa anche di loro e delle loro realtà e necessità.
    Io ne conosco diverse di queste famiglie che oramai vivono ad Artena da molti anni e magari potrebbero trovare il modo di comunicare meglio con la comunità artenese anche attraverso dei post dedicati.
    Magari potremmo chiedere a qualcuno di loro di descrivere il loro paese e scoprire anche noi che forse ci somigliamo molto di più di quello che possiamo pensare.
    Magari questo potrebbe diventare il primo strumento di una integrazione che ad Artena ancora non vedo ( cosi come in altri tanti altri paesi .
    Ho girato molto e vi assicuro che per chi è straniero la cosa più bella è quella di vedersi accolto dalla comunità locale come se fosse uno dei nativi.
    L’anno scorso sono rimasto impressionato di come Vilnius ( capitale della Lituania ), che ne ha passate di cotte e di crude , abbia mantenuto la sua storicità di città grandiosamente tollerante e multietnica ,sia di popoli che di religioni ,e mi sono chiesto se ciò non sarebbe stato possibile anche tra noi.
    Qui ad artena ho conosciuto persone di religione musulmana che andavano a Roma per pregare .Queste persone mi hanno fatto riflettere perchè rispetto a tanti di noi , che hanno la chiesa dietro l’angolo , affrontavano un viaggio da Artena a Roma per andare alla moschea a pregare e mi sono sempre chiesto quante persone, di religione diverse dalla nostra ,vivono nella nostra cittadina a cui piacerebbe avere più contatti con la comunità artenese.
    Ecco io un tentativo sul problema di integrazione delle diverse etnie lo farei e se il tentativo dovesse sfociare in un risultato positivo esso porterebbe di conseguenza gratificazione e entusiasmo per aver costruito una ” piazza” virtuale dove tutti i cittadini si ritrovano nell’ambito di una integrazione vera che elimina le barriere della reticenza e della emarginazione.
    Scusate se l’ho fatta un poco complicata ma meglio non mi è venuta.

    VN

  • n. 14 - Martina ha detto:

    Per il Sig. Vito Notarfonso.
    La cito : “Magari potremmo [...] scoprire che forse ci somigliamo molto di più di quello che possiamo pensare”.
    Non capisco questa frase, non capisco in che senso potrebbe essere positivo scoprire che, guarda un pò, uomini di nazionalità albanese ci somigliano.
    Capisco il suo discorso nel complesso, ma attenzione alle parole, che sono sempre spie.

  • n. 15 - Vito Notarfonso ha detto:

    Forse non hai capito perchè a volte la mente è prigioniera di preconcetti che fanno deviare pericolosamente il pensiero umano.
    Quando dico che gli altri somigliano a noi più di quello che appare è perchè il genere umano ha cose molte reciproche molto più in comune di quello che noi possiamo supporre ( famiglia,assistenza,bambini da mandare a scuola,affitti da pagare, spesa da fare , alzarsi la mattina per andare a lavorare,riunirsi con gli amici per mangiare una pizza e parlare del più e del meno ) ossia sono persone talmente normali che il tuo commento mi crea qualche imbarazzo interpretativo,specie quando ti riferisci all’etnia albanese.
    L’integrazione tra diversi popoli è fondamentale per lo sviluppo della nostra società e leggere il tuo commento mi lascia perplesso.
    Mi preoccupa questo tuo modo di pensare,smentiscimi ti prego…forse ho male interpretato le tue parole
    VN

  • n. 16 - belbo ha detto:

    Per Martina;

    C’è un proverbio indiano che dice ” vai a incontrare il tuo nemico e ti accorgerai che ti assomiglia molto di più di quello che credi”.
    Ciao

  • n. 17 - Martina ha detto:

    Vito, certo che ha mal interpretato le mie parole. La cito ancora: “Sono persone talmente normali”…
    Questo per dire che continua ad usarle male, lei, le parole.
    Diffidi dalle categorie: normale/a-normale, uguale/diverso.

    Io e Matteo avevamo iniziato un reportage nel centro storico che non abbiamo terminato per motivi di tempo: volevamo prendere coscienza della realtà artenese riguardo l’integrazione.
    Spero che prima o poi riusciremo a formulare un discorso compiuto in questo senso.

  • n. 18 - elhombrito (autore) ha detto:

    @marti:
    io penso che il sig.Notarfonso, come anche altri che non ti conoscono, abbia travisato il senso delle tue parole. Noi che ti conosciamo sappiamo a cosa ti riferisci marti, ma ti consiglio di spiegarlo bene perchè in effetti è fraintendibile.
    @ belbo:il tuo proverbio indiano c’entra poco e niente.NON VEDO COME SI POSSANO CLASSIFICARE AMICI E NEMICI, in base a cosa?

  • n. 19 - elhombrito (autore) ha detto:

    Voglio ringraziare tutti i nostri lettori che in questo post ci hanno dato il loro sostegno.
    Vorrei però tranquillizzarvi, questo post non voleva essere un atto di resa, anzi.
    Nelle mie intenzioni c’era la volontà di serrare i ranghi, non abbiamo mai pensato di mollare, ma sempre a come superare l’ostacolo.
    Però mi piace vedere che ormai il sito è diventato una grande famiglia, che speriamo si allarghi.
    @Renato: le tue sono parole sacrosante. In realtà abbiamo fatto la scelta di rimanere radicati sul territorio per non rischiare di perderci nel mare degli opinion maker nazionali.
    Però ti confido che a volte ci sentiamo un pò “castrati” vedendo il mondo che cambia e noi che litighiamo per un muro (tanto per citarne una…non vorrei urtare le varie suscettibilità)
    Ma per il momento pensiamo di dover continuare su questa strada, anche se l’ampliamento del range delle discussioni sul sito è uno degli obiettivi futuri più pressante.
    In realtà (e quì faccio un appello), sarebbe bello poter lavorare con una pseudo-redazione, e potersi permettere una suddivisione dei compiti tra curatori del territorio e curatori degli “affari esteri”.
    Per ora però non possiamo permettercelo, forse in futuro, gestendo meglio le forze o trovandone altre potremo raggiungere l’obiettivo.
    L’importante è che “tu” continui a fare la tua parte. Dove il tu non è tanto riferito a Renato ma ai lettori in generale, che sono sempre fonte di stimolo e di crescita.
    Ancora grazie a tutti

  • n. 20 - Vito Notarfonso ha detto:

    ha ragione elhombrito quando afferma :
    “Noi che ti conosciamo sappiamo a cosa ti riferisci marti, ma ti consiglio di spiegarlo bene perchè in effetti è fraintendibile.”
    Siccome il mio grado culturale non è cosi evoluto per usare bene le parole è necessario che anche Martina spieghi bene il suo pensiero altrimenti io lo interpreto come base di una filosofia a sfondo razzista.
    Un consiglio Martina : cerchi di usare bene lei alcune parole e in modo meno offensivo ( “Questo per dire che continua ad usarle male, lei, le parole.”)

  • n. 21 - Martina ha detto:

    Non era mia intenzione:
    a. risultare offensiva
    b. essere anche solo pensata come “razzista”.
    Dunque, provo ad essere più chiara.
    Sig. Vito: volevo consigliarle di non vedere il mondo circoscritto in categorie. Il suo pensiero di fondo è molto nobile, e io lo condivido: l’ho scritto fin dal primo commento. Lei scrive: “ci somigliano”- o ancora “sono normali”, come a dire che solo che ci somiglia merita di essere accettato, come a dire che chi volesse ottenere la nostra stima dovrebbe, per forza, annullare le differenze. Mi sono spiegata?
    Se non ha capito, non è perché non ha “un grado culturale abbastanza evoluto” (ovviamente), ma perché non mi sono spiegata io. E me ne scuso.
    Prometto che cercherò di essere cristallina in futuro.

  • n. 22 - Tupakka ha detto:

    no Martina mi spiace,ma è ora che tu esca allo scoperto: sei profondamente ed inconsciamente razzista, è inutile che continui a nascondere questa parte di te, che oramai è chiara a tutti noi che ti siamo vicini. Ti prego di fare un atto coerente, iscriviti alla lega, o almeno attua i tuoi piani sovversivi contro le minoranze.
    :-) )))

  • n. 23 - belbo ha detto:

    per marina e tupakka!

    Quanta semplice supponenza state mostrando! Il ragionamento di vito è fondato sull’esigenza di una giusta e rispettosa convivenza tra persone di culture, credenze religiose e abitudini diverse, l’uoso della categoria “persone normali” è un uso comune per dire che siamo tutti uguali appartenenti alla razza umana. Ma detto questo, tutto il ragionamento di Vito, ha come sfondo e orizzonte, le grandi difficolta di integrazione e di comprensione reciproca che ci sono in tutta europa.
    Non che tu (martina) o io o vito o tupakka, pensiamo che ci siano diversità. Ma le difficolta di rapporti, di scambi fruttuosi, di pacifico e quotidiano convivere è presente e sparso in vario modo il italia e in altre parti d’europa. Dico questo per dire che le parole di vito a me sembra che vanno nella direzione di una volontà di accoglienza aperta disponibile e responsabile.
    La polemica mi sembra inutile (io amo le polemiche, ma questa no!)
    Martina mi sembra abbia totalmente frainteso il senso delle parole di vito. Ho capito molto bene quello che martina dice, ma dirlo per far intendere di essere più aperti e disponibili di altri (che da quello che leggo lo sono) mi sembra totalmente supponente.
    Idem per Tupakka, scendi di qualche gradino, cerca di capire e poi se credi puoi anche deridere le persone.
    Ciao belbo.

  • n. 24 - walker texas ha detto:

    Ho come sarebbe bello un mondo di ragazzini ove non distinguono il colore della pella, malformazione e quanto altro. Se stanno a scuola affianco ad un bambino albanese lo chiamano semplicemente per nome. Se giocano a calcio, giocano insieme. Casomai saranno i genitori che si fanno i problemi, chissà poi perchè?
    Dio ci ha creato tutti uguali.
    No al razzismo.

  • n. 25 - Tupakka ha detto:

    @belbo,martina,vito: penso sia ora di finire questa sterile polemica, ritengo siamo probabilmente tutti sula stessa linea di pensiero quindi sarebbe più costruttivo confrontarsi su qualcosa di più concreto di una parola (normale, anche se sull’uso della parola sono d’accordo con martina).
    Perchè Martina non racconti la nostra esperienza su al centro storico? potrebbe essere un punto di partenza.

    @belbo: io non derido nessuno, nè volevo offendere qualcuno, il mio messaggio era esclusivamente diretto a Martina, amica con cui passo a ore a parlare anche di questi argomenti (e della quale quindi conosco molto bene le idee). Lei si sarà fatta una risata, io ho cercato per un momento di divagare dal lavoro che mi ha assillato in un sabato sera (poi notte) passato al computer…

  • n. 26 - Vito Notarfonso ha detto:

    A volte una questione di lessico può generare malintesi e qualche polemica allora per chiarire cosa io intendo per normale non faccio altro che prenderne la definizione dalla Zingarelli :
    -Che è conforme ad una regola o all’andamento consueto di un processo-
    -Ordinario,usuale-
    Se poi per qualche interpretazione del tipo : normale significa il contrario di anormale e quindi anche di ” diverso ” mi dispiace farvi osservare che il vostro è un lessico che non trova riscontro nella lingua italiana se non per sinonimi che qualcuno ha inventato e altri usano abitualmente per un uso che è totalmente improprio.
    A meno che non ci inventiamo di nuovo la lingua italiana

  • n. 27 - Martina ha detto:

    Sig. Vito, lei ha preso una direzione tutta sua, e non entra in relazione con quello che io ho cercato di comunicarle. Non importa.
    La saluto.

  • n. 28 - Vito Notarfonso ha detto:

    Signorina Martina :
    se lei non esplicita per intero il suo pensiero è difficile che possa essere capita,per lo meno da me.
    Non si parla a mezze frasi e con un lessico personale.
    Si deve parlare in modo chiaro e diretto,i concetti vanno espressi per intero.
    Lei non solo non ha capito nulla del mio commento ma non ha avuto nemmeno l’umiltà di sforzarsi a capire,è rimasta sulle sue convinzioni.
    Ha ragione belbo ,che ha capito perfettamente il senso del mio discorso.
    Sono contento che i suoi amici la capiscono, come io vengo capito dai miei quindi come vede anche lei ha preso una direzione tutta sua.
    Non abbiamo nient’altro da dirci.
    Buonasera
    VN

  • n. 29 - cherno ha detto:

    @Vito e Martina: che senso ha spendere tutte queste righe per risalire alla fonte della discordia?
    Vi state inpuntando su una cosa chiarita da tempo e entambi lo sapete ma nonostante ciò continuate a tralasciare il nocciolo del discorso.
    @Tupakka: falla finita con la tua ironia simil-britannica!
    Vorrei dire la mia, sperando di non suscitare altre polemiche e di non fare troppe volte avanti e indietro le scale come Tupakka.
    Tutti daccordo sul fatto che il Dio Big Bang ci ha creati tutti uguali.
    Credo che quando si parla di Albanesi, Spagnoli,Persiani,Indocinesi,Yankie, Austro-Ungarici, Eskimesi, crucchi, artenesi e via dicendo bisogna stare attenti a dire siamo uguali, simili o sinonimi…
    Ogni singola persona di questo mondo è diversa dall’ altra, figuriamoci un popolo o una cultura.
    Nel corso dei millenni ogni etnia si è creata un proprio habitat e un proprio stile di vita (anche sotto il dominio Romano gli spagnoli pranzavano alle 4 e cenavano alle 11)e grazie al celo è riuscita a mantenerlo fino ad oggi.
    Il problema dell’ integrazione non dipende dal fatto di quanto un popolo ci somigli o meno, bensì dalla predisposizione di un popolo nell’ accettarne un altro…e non per forza a casa propria.
    Il signore della guerra aimè non consegna solamente lame e proiettili ma anche parole e modi di fare che nel momento in cui ricevono la sacrosanta omologazione della massa deventano la più micidiale arma di distruzione.
    Vito Notarfonso parla di strumenti ma credo che non esistano a riguardo. Integrare qualcuno non deve essere uno sforzo o un problema bensì un gesto automatico,indolore, presente nel gene di ogni essere vivente.
    Purtroppo viviamo in una società dove qualsiasi cosa prenda una forma di diversa omologazione può facilmente risultare antipatica e poco gradita a noi stessi.
    Naturalmente porsi dei quesiti sull’ argomento è di fondamentale importanza ma temo che sia una via senza uscita come il discorso che ho tentato di intraprendere adesso in questo commento.
    E’ già difficile comprendere il perchè sia così limitata la sana convivenza, figuriamoci se iniziamo ad azzardare pronostici su chi ha le colpe o riveste il ruolo della vittiva.
    Ormai la parola razzismo può essere sostituita da qualsiasi altra parola in quanto non è più la razza che porta il problema bensì il modo di essere e lo stile di vita e non per forza tra diverse etnie.
    Per me è una battaglia allo stile di “ne vincitori e ne vinti” dove a spuntarla saranno i pochi eletti in grado di sfruttare questo ricco e succoso trampolino di lancio verso l’ astratto opinionismo.

  • n. 30 - barob ha detto:

    vengo a conoscenza del sito di artenaonline soltanto adesso (mi trovo all’estero per lavoro) e trovo bello ciò che state portando avanti.
    Per me è un momento di aggregazione, tornare qualche minuto a casa.
    forza ragazzi, mai arrendersi. in fondo è questo che altri vorrebbero..

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