Il corpo delle donne.
Proponiamo un documentario che è uscito lo scorso aprile. Probabilmente nessuno di voi lo ha mai visto, ad eccezione di alcuni estratti proposti dalla trasmissione di Lerner: “L’infedele“. L’autrice si chiama Lorella Zanardo, la quale ha tentato di spiegarsi l’uso del corpo delle donne in tv. Il risultato è questo documentario. Ci piacerebbe nascesse qui su artenaonline una riflessione al riguardo. Buona visione.
Ecco il link: Il corpo delle donne.










Cara Martina, mi capita a distanza di alcuni giorni di aprire artenaonline e vedere che al tuo articolo di presentazione di un video che ha fatto parlare discutere e appassionare molti italiano e italiane, nella nostra cittadina non c’è uno straccio di comento eppure ad ora è stato visto 154 volte!
Io non sono un sociologo, però qualcosa significherà il fatto che sul corpo delle donne nessuno si esprime e magari in altri articoli di politica (in realtà politichese caciarone e pressapochista) i commenti si sprecano. Ci dovrebbe far riflettere questa assenza di capacità di commemtare il lato complicato e oscuro del nostro essere uomini e donne del nostro tempo.
Spero che tu insista a proporre argomenti che interrogano e mettano in difficoltà culturale e personale chi frequenta il sito.
Potrei dire tante cose, su quel video e tutti ne potremmo dire ma ci mettono in gioco molto di più che parlare di politichese e stupidaggini varie.
Una cosa credo sia necessaria riflettere, se ogni donna (il video è su questo)è un essere unico e irripetibile di differenzia con ogni altra in modo assoluto e incontestabile, perchè attraverso la chirurgia estetica (scienza e tecnica del rimodellamento del corpo e dell’anima?)si acceta inconsapevolmente o meno di diventare quasi tutti uguali in alcune parti del proprio corpo?
Quale forza spinge verso qualcosa (omologazione dei corpi)che a parole nessun essere umano (donna)vuole?
A me sembra un ulteriore passaggio dall’omologazione (di tipo sociale intellettuale), che veniva denunciata negli anni settanta da Pasolini e Marcuse(in modo diverso), a una forma di omologazione anche corporea che risente dell’intervento del sapere scientifico e della capacità che ha la scienza applicata alla tecnologia di determinare e plasmare l’apparire delle donne (e degli uomini).
Non è che forse oltre al rischio del Pensiero Unico c’è anche il rischio del Corpo Unico con piccole varianti di dettaglio.
Ciao un abbraccio Renato Centofanti
Renato, ti ringrazio.
Vorrei che le 154 persone che hanno letto la mia “introduzione” al documentario della Zanardo trovassero i 26 minuti necessari per visionarlo.
Credo che Pasolini c’entri poco, anche se capisco quello che vuoi dire.
Il link al video resterà comunque sul sito. L’assenza di commenti non fermerà la mia voglia di esplorare e guardare con occhio critico la nostra attualità. Se troverò il modo e gli stimoli giusti, tenterò ancora di pensarla e rielaborarla insieme agli utenti di Artena Online.
Martina.
Sono rimasta stupita nel vedere che il primo commento a questo articolo fosse di un uomo. Bella iniziativa Martina proporre il video, sei giovane anche tu presumo, io potrei essere o tua madre o la tua sorella maggiore e mi fa piacere scoprire che ci sono delle persone giovani come te (ti do del Tu posso?)che invitano a riflettere. Non è un argomento semplice da commentare, si potrebbero scrivere tante cose, io vorrei soltanto ricordare a tutte noi donne che la realtà in cui si vive e ben diversa di quella che ci propongono la TV e i media. Incosciamente forse sogniamo di diventare come i modelli che vediamo. La chirurgia estetica costa molto, anzi direi tantissimo, non sono molte donne che se lo possono permettere. Condivio in parte il pensiero del Sig. Renato, è vero c’è una tendenza ad un’omologazione sia sociale intellettuale come dice lei, ma alla fine ogni persona, uomo o donna ha una testa per pensare, per agire, per discutere. Anche quando ero ragazzina già esisteva il modello da seguire, “Madonna la cantante ” per esempio, tutte le ragazze la imitavano poi passata la moda di “Madonna la cantante” ce ne sono state altre. La Società attuale ha molti più strumenti di divulgazione (internet per prima)e l’amplificazione sembra più ampia.
Poi aggiungo anche i maschietti hanno una predisposizione (sempre avuta) a “conquistare” la ragazza o donna “fisicamente perfetta” e poi preferire invece le ragazze o donne normali. Mi sbaglio?
Complimenti a Martina che dimostra di essere da quello che scrive una donna con la D maiuscola. Un saluto a tutti.
Ringrazio Pietrina, i suoi complimenti sono imbarazzanti. Certo che mi può dare del tu.
E’ vero, l’argomento è vasto e delicatissimo: commentarlo su un blog diventa difficile. Tiriamo fuori una verità: Le differenze (di genere e all’interno di uno stesso genere) sono troppo belle ed importanti per essere eliminate dall’invadenza della chirurgia estetica.
C’entra la visione che l’uomo ha della donna, ma c’entra, soprattutto, il modo in cui la donna si pensa. Parità non è uguaglianza, ma differenza.
Poi è ora di guardare alla persona, non al suo sesso, alla sua religione etc. Ma questa è un’altra storia.
Grazie del link il reportage è veramente interessante, vorrei solo far notare che in da noi è particolarmente preoccupante, riporto una mia esperienza personale.
Mio soucero non è italiano ma del centro Europa, una domenica pomeriggio stavo in salotto e mi sono sintonizzato sull’unico canale italiano del satellite (rai1) per vedere il tg delle 20.00.
Mi sono dovuto vergognare di (pensate un po) “domenica In” e di come si presentano le vallette in quel programma e spiegare a mio suocero (che non parla italiano) che quella è la principale televisione pubblica italiana.
Grazie a Guido del suo intervento.
Chi di noi ha la possibilità di discutere dell’argomento con persone di diversa nazionalità, sa che la concezione della donna in tv (e non solo) è radicalmente diversa da quella italiana.
Come cambiare le cose?
Sempre riguardo la tv italiana: oggi, tg2, Costume e Società, 20 minuti sulla carriera di Belen Rodriguez. Praticamente un esempio da seguire (comprese i problemi col codice penale suoi e del compagno, tale Corona). Ditemi se è normale…
Ciao. Il corpo delle donne che viene mostrato e mandato in onda in tv, è un corpo riproducibile e e sempre simile l’uno all’altro frutto di forti di chirurgia estetica e ricostruttiva. Perchè i creatori di programmi tv, i direttori di programmi, quelli che decidono le sorti di quello che viene trasmesso spingono sempre di più su un certo tipo di donna e un certo modo di farla apparire? Qualè il motivo per cui (da quello che in tanti dicono) nel resto d’europa, il corpo delle donne è meno esposto e meno osceno? Forse qualche risposta dovremmo darla a questi fatti. Io non credo che sia solo come le donne si pensano e si vedono, ma è anche come gli uomini le vedono e le pensano, ho l’impressione che in questa fase storica le donne in televisione vengono esposte e mostrate o fatte vedere come si pensa possa piacere agli uomini, mostrano il loro corpo per soddisfare lo sguardo degli uomini, o di un certo tipo di uomo che si pensa sia lo spettatore. Comunque il nodo è: chi fa la televione produce dei linguaggi che poi vanno a influenzare pesantemente i nostri desideri e il nostro mondo simbolico. Fare televisione è produrre nuove forme di pensiero dominante, creare nuovi simboli e idoli, ai quali le varie forme di resistenza attivate sembrano assolutamente perdenti.
Ciao
Forse dovremmo farci altre domande, se qui oltre a Martina (autrice) e Pietrina, nessuna donna scrive di queste cose.
Perchè?
“Apparire è più importante che essere”
Dal mio punto di vista è l’essenza di tutto il reportage visto finora.
Viviamo in una società(quella italiana)dove la donna pur di non essere inferiore all’uomo in nome di quella giusta “parità dei sessi” venderebbe l’anima al diavolo ma allo stesso modo sarebbe disposta a venderla per ritrovarsi dentro una scatola vista purtroppo da milioni di persone per essere umiliata e svestita completamente di tutta la sua dignità(e non solo di quella).di donna diventa un prototipo da seguire per la maggior parte delle adolescenti che colpa non hanno se non quella di crescere in una
Non sono assolutamente un maschilista anzi direi quasi il contrario infatti è proprio per questo che provo indignazione nel vedere la donna ridursi in quel modo e ne provo ancora di più quando quel tipo società dove “apparire è più importante che essere”.
I miei complimenti a Martina che come al solito è un passo avanti a tutti su parecchi fronti..
Rileggendo quello che ho scritto noto che alcune frasi si sono mischiate tra di loro non dando alcun significato al commento stesso.
Grazie Manolo, non ti preoccupare: non siamo così fiscali.
Il tuo pensiero si capisce benissimo.
Visto che parli di donne che farebbero di tutto pur di raggiungere la parità dei sessi, mi permetto di consigliarti un libro che racconta di quando la donna era costretta a travestirsi da uomo per eliminare le differenze tra i sessi.
“Santa Marina la travestita”, di Marina Minghelli.
Buona lettura!
Martina
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