Una città in penombra
Adesso che le festività dedicate al Natale e al nuovo anno sono terminate, consentitemi alcune riflessioni che mi sono state sollecitate da molti cittadini e altrettanti commercianti, e che in parte ho già espresso sul giornale che dirigo. Ci riferiamo alla totale e completa assenza dell’illuminazione natalizia per le vie della nostra città. Comprendo le difficoltà economiche del nostro Ente locale; come, parimenti, mi accorgo che le luminarie natalizie non possono rappresentare per la nostra città una priorità. Per onore della verità è necessario dire che alcuni tra i commercianti e i cittadini non sono stati sfavorevoli alla decisione di far rimanere Artena nel buio. Purtroppo, però, è un buio che dura da troppo tempo: anni, ma non cinque o sei o dieci; è un buio perenne; perché, purtroppo, il buio è quello che accompagna i cuori e le menti dei nostri amministratori dal 1946 ad oggi. Esagero? Forse si! Ma è certo che la classe politica di questo paese non ha espresso mai delle aquile: gente che abbia saputo volare alto, fine nei modi, nelle espressioni, ma anche e soprattutto nell’intelligenza. Sono cattivo, voglio esserlo perché questa Artena oggi, come ieri, non ha un’anima; non ha una caratteristica che la distingua; non ha considerazione di se stessa, ne di quelli che la abitano. Responsabilità maggiore di queste troppe assenze è senza ombra di dubbio di quella classe politico-amministrativa cha da anni ha soggiogato l’intera città, affinchè solo pochi potessero goderne i benefici. E così è stato. Sono andato a rileggere alcuni miei articoli pubblicati nell’ottobre del 1980 (trenta anni fa) sul mitico giornale “Artena Notizie” (chi lo può reperire li vada a leggere). Ebbene, già allora esprimevo un desiderio di cambiamento, perché se ne sentiva assolutamente il bisogno. Sono passati ben trenta anni, e non solo quel cambiamento non c’è stato; anzi a dire il vero le cose sono ben peggiorate. Non è stato sempre così, è chiaro che vi sono stati momenti – solo momenti però – abbastanza positivi e proficui; ma il “buio” ha prevalso. 
Qualcuno dirà che è troppo facile parlare di novità, senza dare le giuste alternative a questo stato di cose. Ma guardate, le alternative sono sotto i vostri occhi. Solo se leggete con attenzione tutti i post inseriti nel blog di artenaonline, vi accorgerete di quanta alternativa può esserci a questo stato di cose; di quanto la gente di questo paese abbia le idee chiare e i cuori accesi; di quanti che si celano sotto un nickname, potrebbero venire alla luce del giorno (sempre luce come vedete) perché le loro proposte, le loro critiche, i loro litigi sono perfettamente condivisibili e, allo stesso tempo propositivi. Perché a queste persone nessuno ha mai chiesto di impegnarsi politicamente? Perché sono stati scelti personaggi evidentemente “spuntati”? Possibile che si compilano le liste solo per la dose di voti che si hanno alle spalle? E’ questo il vero deficit di Artena, affidarsi in maniera totale a personaggi che portano voti e che non portano altro; che, a loro volta, si affidano ai tanti (o pochi) pupari che hanno realmente governato questo paese, pur non varcando mai la soglia del Comune. E’ per tutto questo passato così buio e per questo presente grigiastro che quelle luminarie assenti ci strozzano anche le speranze. Quella luce assente lo è anche nei cuori. E se il cuore è spento si muore.
Vittorio Aimati (direttore l’Altrartena)










Vitto… mannaggia Vitto comme predichi bene! Peccato però che tu si uno di quelli che attacca sempre jo padrone dove dice il somaro… oppure ditto all’Artenese stà co jorto e zappi i frati.
Caro Mario,
Hai detto bene……”attacca il padrone dove dice il somaro”….e per somaro io intendo, gli altri, i più deboli, e per padrone intendo quelli che esercitano un potere. Bene, di fronte a me c’è sempre una priorità: i più deboli arrivano prima degli altri. Ma questo, amico mio, tra l’altro, non entra nulla con quello che volevo dire nell’articolo. Pur’anche fosse quello che dici tu, nulla vieta a una persona di esprimere amarezza e delusione per quello che accade ed è accaduto alla nostra città. Credo che le colpe siano dei governanti, te lo ripeto in maniera forte e chiara. E io – a differenza di quello che dici e pensi (chi mi conosce bene lo sa) ho sempre criticato l’operato degli amministratori quando questo andava fatto. Non credere che se vado a presentare una manifestazione allestita da questa o quella amministrazione, poi io sono favorevole al loro operato.
Ma questo non deve essere un blog personale, piuttosto l’articolo vorrebbe suscitare un dibattito sulla situazione politico-amministrativa del nostro paese, e vedere, fino a quanto è possibile, se esiste la possibilità di una alternativa valida a questo stato di cose. Per il resto caro Mario ti ringrazio per aver letto l’articolo e averlo commentato.
E’sensatissimo quello che Lei scrive sull’articolo. E’ lo stato di cose esistente, e lo ha fotografato nel migliore dei modi. Speriamo per il futuro! Grazie
Lei pensi ad illuminare la sua squadra che sta sprofondando in bassa classifica. Non bisognerebbe cambiare soltanto la classe politica ma anche altre classi, come quelle degli allenatori. Tra il tecnico e il preparatore non si sa chi sta combinando più danni…bisogna cambiare e subito!
we…state calmi e lassate perdere la montefortino…ci si riprende ci si riprende…lentamente…ma ci si riprende!
Lei signor Rany
ha perfettamente ragione…ma la colpa oltre che mia è del preparatore e dell’allenatore dei portieri, che sono neofiti e hanno molto da imparare….e se poi – pensi – gioca un certo Corsetti di punta vuol dire che il mondo del calcio è proprio cambiato. Faccio ammenda, aspetto ste due partite che mancano alla fine dell’andata e poi vedremo…..abbia ancora un po di pazienza!
4 goal non si discutono, non salvo nessuno, tanto meno l’ allenatore dei portieri.
All ‘inizio subivate 1 massimo 2 goal, da quando allena Candela dovete portarvi il canistro per recuperare i palloni in porta…ottimo metodo!
Inoltre non ho mai visto un portiere parlare e rinviare e parare nello stesso momento…forse è questo il vero metodo!
noooooooo…Vittorio traditore, m’hai pugnalato alle spalle…
In effetti se gioco io…qualcosa che non va c’è…e vedrai quando comincerò a segnare…lo sai quello che ti aspetta, e quando te li farò in casa quei gesti, non a cave… sai che risate
eeeeehehehehehehe
che squadra ragazzi che squadra!
Scherzi apparte, la montefortino è una squadra di ragazzi di Artena che senza prendere una lira rinunciano e sacrificano tante cose, dallo studio al lavoro ai figli, quindo credo che andrebbe sostenuta e incitata, soprattutto nei momenti difficili come questi. Noi ci siamo confrontati e ci siamo stretti intorno all’allenatore e crediamo ancora in un ottimo campionato. Speriamo di vedere sempre più persone sulle tribune a credere nel nostro gruppo
Approvo in pieno. E non finirò mai di ringraziare tutto il gruppo, te per primo.
Le solite critiche sterili.
Ho avuto modo di vedere più volte la squadra in campo e devo dire che esprimono un buon calcio, per non parlare della tecnica individuale di alcuni elementi a cui la seconda categoria sta stretta.
Credo sia più un blocco mentale che tecnico-tattico il fatto di non riuscire a segnare e a vincere.
Purtroppo la seconda categoria è da sempre un campionato ostico che ha indotto molte squadre a mettere mani al portafoglio.
Ma questo non è e non deve essere il caso della Montefortino che ha in rosa giocatori eccezionali che molte squadre pagherebbero per avere.
Se la squadra subisce goal non è colpa del portiere ma demerito di tutta la rosa compreso l’ allenatore e il preparatore dei portieri.
Ho visto la monrefortino sotto di 4 goal e correre fino al 90° per cercare di recuperare e mostrare dignità.
Purtroppo gestire 30 persone non è facile ma ho notato che molti se ne stanno andando da soli e questo cambierà molto le cose in positivo.
Spero che Candela non cambi mai metodo dato che dopo anni si incominciano a vedere belle cose dai portieri anche in fatto di personalità.
Chiedo scusa per aver inserito questo commento in un ambito poco consono ma ci tenevo ad esprimere la mia.
Grazie Vittorio della pazienza che mostri nonostante ti diano tutti a dosso, continua così.
Per chiudere mi associo alle parole di Vittorio espresse nell’ articolo. Purtroppo nel buio non sono solo le strade a navigare ma anche tutto il resto del paese che con queste condizioni non vedrà mai la luce.
Negli ultimi venti anni gli artenesi si sono assopiti e contemporaneamente sfiduciati dalla politica locale. Il volemose bene non porta a nulla. Politici che non prendono decisioni ottengono consensi ma non fanno decollare il paese. Politici che non prendono iniziativa sono guardati bene perchè non prendono critiche. Artena aveva puntato sull’ aquila Latini che si è rivelata un flop, bravissima persona ma politicamente ha fallito.
Un chiaro disegno politico non c’è l’ha avuto praticamente nessuno si e rincorso sempre hai problemi, si è vissuto alla giornata. Onestamente un barlume di luce l’ho visto con la Pecorari e siccome si rischiava di far risvegliare gli artenesi se la sono “trombata”.
Poi per quando riguarda le persone qualcuno in questa lista è stato bravo!!!
Per quanto riguarda i candidati a Sindaco punterei sempre sul nuovo anche in virtù del fatto che gli altri già ci sono stati ed non hanno fatto gran che.
Forza Montefortino esonerate Aimati e prendete Spallamonti (scherzo)!
fiat lux
Caro Vittorio, come è difficile far ragionare e ragionare noi stessi sulla nostra cittadina. Hai scritto delle amarezze e delusioni che hai avuto dalle varie amministrazioni che hanno guidato Artena, come darti torto? Il pensiero profondo che attanaglia gli artenesi (mi sembra)è quasi gattopadesco( dove anche se cambia qualcosa niente cambia ).
Ho l’impressione di un avvilimento strisciante, e di una autocommiserazione (castrante) che sta portando la vita sociale del paese invece che ad un riscatto, ad un adattamento privo di “immaginazione” e voglia di provarci.
Comunque ci sono anche tante energie, capacità, studenti, imprenditori, artigiani, competenze di lavoro di vario genere che (io penso) se messo nelle condizioni giuste potrebbe essere un forte motore per lo sviluppo economico, sociale, e creare le condizioni per migliorare la qualità della vita del nostro paese/cittadina.
Come tralasciare un aspetto importante?
Vittorio, tu sei direttore di un giornale. Diciamo meglio, sei direttore di uno dei due giornali di Artena. L’altro è di Mario Petrichella.
Non dovevi, in quanto direttore di un giornale (chiaro), esporti nel modo che ho visto.
Le parole che hai scelto di usare per presentare la candidatura del Sig. Mario Petrichella non erano per niente neutrali.
Era un elogio, non una presentazione.
Ti sei posto il problema? Come potrai essere una fonte attendibile in futuro?
caro Vittorio,
hai ragione perfettamente. Sono tornato al paesello 3 mesi or sono, dopo quasi due anni,e di cambiato non c’è nulla. Ne le cose, ne la mentalità. Ma queste sono cose che chi ha qualche capello grigio già le sa. Se qualcuno cerca di scuotere, affiora quella mentalità paesana: eccoio, mo se mette ‘meso isso” e si torna al punto di partenza.
Forse Voi con i giornali potreste provare a smuovere le acque. Come? Come Socrate. Non dando le risposte, ma cercandole con le domande.
Anche hai futuri candidati alle elezioni. Domande intelligenti, scomode, pungenti, ironiche, tali da provare le idee dei candidati.
E’ corretto candidarsi, ma perché? Perchè Pinco Palla decide di scendere in campo? Ha idee, spirito di iniziativa, interesse per il proprio paese, voglia di cambiare, di gettare un sasso nello stagno di acqua maleodorante della nostra situazione, oppure ha interessi personali da difendere e null’altro? Chi meglio di un giornalista, neutrale, può aiutare a capire, a crescere?
Coraggio Vittorio, (il mio è un atto di incoraggiamento e non di critica, se fosse il contrario sarebbe da mentalità paesana)spetta a Voi che scrivete l’arduo compito di smuovere le anime. Sarai guardato da molti come il rompiballe, ma se sarai equidistante, molti di più saranno quelli che Ti/Vi ringrazieranno.
Coraggio, cominciamo ad avvitare questa lampadina..
Rispondo a Martina e mi fa piacere farlo, perchè ha sollevato un dubbio. In quella occasione io sono andato a presentare una manifestazione, non come direttore dell’Altrartena (anche se in un passaggio parlo del giornale), ma come Vittorio Aimati, così come faccio spesso in altre manifestazioni(lo stesso Vittorio Aimati che quando entra dentro la cabina del voto sa quello che deve fare senza alcun condizionamento). Attenzione mi è stato chiesto anche da Latini Erminio di presentare la sua eventuale candidatura, quando questa sarà fatta, e io ho risposto si! E non avrò problemi a elogiare Erminio Latini, perchè le persone – converrai con me – sono degne entrambe, come sono degne anche le altre persone candidate a sindaco. L’elogio era, infatti, alla persona, all’imprenditore, alla novità del nome, e al coraggio di uno che se ne potrebbe fregare, e che invece mette in gioco anche la sua reputazione non solo di imprenditore ma anche di marito e padre, visto che fare il sindaco significa scordarsi lavoro e famiglia. Non ho pensato che lo fa per tornaconto personale; come sono certo che chi si candida a Sindaco nel nostro paese non lo fa per propri interessi. E’ una convinzione che ho da sempre. Piuttosto sono quelli che circolano attorno a queste persone che subdolamente cercano di trarre vantaggi e benefici, i cosidetti pupari. E ce ne sono a destra, al centro e a sinistra (se oggi è ancora valida questa suddivisione). E’ chiaro che nel presentare ho usato enfasi, ma in questi casi si usa ridondandare, è come quell’articolo di giornale che dice cose semplici, ma ha un titolo da grosso richiamo. Se fai caso non ho mai parlato dei programmi politici della lista, ne del fatto che Petrichella può fare “questo o quello”. E mi sono limitato a fare domande. Non avere dubbi sul mio operato da direttore di giornale, mai…..Se ci sarà da criticare il futuro sindaco, chiunque questo sarà, stai tranquilla sarò in prima linea come ho sempre fatto; nè essere delusa del mio operato. Dell’operato di uomo, consentimi cara Martina, se mi conosci, sai come mi comporto, e sai anche come la penso. Conosci ciò che dico dei nostri amministratori. Sai che la luce di cui parlo nell’articolo è spenta per colpa loro. Stai tranquilla, insomma, il giornale L’Altrartena sarà sempre al servizio dei cittadini, soprattutto di quelli più deboli, di quelli inascoltati. Credici!
Scusa Vittorio, non ho dubbi sulla tua integrità morale, ma permettimi solo due parole: “In quella occasione io sono andato a presentare una manifestazione, non come direttore dell’Altrartena (anche se in un passaggio parlo del giornale), ma come Vittorio Aimati”.
ma che senso ha? Se non sbaglio (e non sbaglio, puoi rivedere i video) dopo il preambolo “buongiorno” hai esordito dicendo “Vittorio Aimati, direttore dell’Altra Artena che aspetta da anni che venga un nuovo giorno e quando mi hanno detto che c’era un progetto che guardava al futuro di Artena, ho chiesto nomi e cognomi, me ne hanno detto uno, ma è bastato.” Per me c’è poco da argomentare al riguardo.
Ed inoltre, trovo giusto accettare di presentare una lista, lo trovo giusto ma, allo stesso tempo, non si può costruire un discorso fatto di enfasi e buone parole, un discorso di “fediana” memoria, e poi fuggire dalla responsabilità che quel discorso comporta. Vorresti forse dire che non pensi ciò che hai detto in quell’occasione?
Caro Tup, andrò a presentare la lista di Erminio Latini, qualora questo avverrà, come Vittorio Aimati e non come direttore del giornale. Ed ha un senso. Mettiamola in un’altra maniera: io – vittorio aimati – vengo chiamato per presentare eventi. E’ logico che in quel momento che sto presentanto eventi io sono il conduttore di una serata magari organizzata dall’associazione pinco palla, sarò ridondante ed enfatico con quella associazione. In quel momento sto facendo il mio mestiere. Quando tu andavi a fare fotografie per Zingaretti, cercavi le migliori pose e le immagini migliori, perchè in quel momento stavi lavorando per lui, non credo che facevi fotografie brutte sovresposte o sottoesposte (non so come si dice). Questo, però, è lavoro! Ecco, era lavoro anche quello. Non ti sovviene l’idea che io pensi di Petrichella tutto il bene di questo mondo come uomo, come imprenditore, come marito e padre e lo dica pubblicamente in una serata a lui dedicata; ma questo esula poi dal- l’impegno politico? Guarda che sono stato invitato a presentare una serata dal PD dove c’era presente Manconi, non so se te la ricordi, e ho usato la stessa enfasi e le stesse belle parole…..E’ lavoro! Come faccio gli elogi quando vado a presentare un libro, pur essendo il libro una vera ca..ata. E’ come se Baudo (scusa il paragone irriverente ma è per spiegare) va a presentare Sanremo e poi critica il comune della cittadina ligure. Non si è mai visto….. Fede “lecca” per così dire un solo padrone……io, se proprio la vogliamo mettere sul volgare……sono enfatico con tutti quelli che mi chiamano a presentare, fosse una sfilata di moda, un libro, un partito politico, una persona….ma, ripeto, questo è lavoro! E le frasi che si usano caro Tup, si usano nell’enfasi del momento e per creare sorpresa nel pubblico, non tutte le frasi che senti dire sono vere e rappresentano quello che uno pensa. Io sapevo che esprimermi in quella maniera avrebbe creato qualche problema alla mia persona, ma era doveroso farlo perchè in quel momento io stavo lavorando. Forse è stato infelice il riferimento all’Altrartena, che non c’entrava nell’occasione, ma se ti guardi il giornale degli ultimi sette anni noterai anche tu nessun condizionamento del mensile e sarà così fino alla fine del giornale. Ne Petrichella, Ne Fiorentini, Ne Latini, Ne Verro (se sarà lui) avranno vantaggi o svantaggi dal giornale, che, lo ripeto a te come ho detto a Martina, è della gene che conta di meno…….
Ancora per Tup, scusami….il vero Vittorio Aimati è quello che leggi nell’articolo che stiamo commentando!
du tudududum dum dum, tu du dum dum dum
Money, get away
Get a good job with more pay
And your O.K.
tu tududum dum
New car, caviar, four star daydream
Think I’ll buy me a football team
du tudududum dum dum, tu du dum dum dum
Money, so they say
Is the root of all evil
Today
But if you ask for a rise
It’s no surprise that they’re
Giving none away
Away
Away
Away
Away…
@Vit61: Vittorio, io penso di interpretare il pensiero di Tupacca e di Martina.
Il punto non sta nella serietà o meno del giornale, tant’è vero che spesso riprendiamo articoli o ne pubblichiamo di tuoi.
Questo per noi rappresenta un’attestato di stima indiscutibile.
Il piunto o la critica che si sta muovendo quì è diverso. Con anni di serio lavoro, il giornale nel tempo è diventato un punto di riferimento per la cittadinanza ed anche per noi!
In un momento così delicato, in un occasione così importante, avresti dovuto valutare l’opportunità che la gente non ti vedesse come Vittorio Aimati che di mestiere fa il presentatore.
La maggior parte delle persone ti ha riconosciuto come Vittorio Aimati scrittore e redattore de “l’altraArtena”.
Nello spendere parole d’elogio nei confronti di un candidato, ti sei sottoposto al rischio di venire universalmente riconosciuto come politicamente schierato. Uno schieramento che in linea di principio non delegittima Vittorio come persona che può, e anzi deve, schierarsi. Però è possibile che un atteggiamento compiacente accompagnato dalle parole di stima e ammirazione che hai utilizzato nella conferenza, vadano a gravare sull’immagine di imparzialità di cui il giornale ha goduto e gode. Ci conosciamo ormai da tempo, e nel mio discorso non va letto un pregiudizio. Anzi se un pregiudizio c’è, senza dubbio è positivo. Ma da osservatore esterno penso di poter ricevere con maggiore chiarezza le sensazioni di una scena di cui tu sei il protagonista.
Ed in effetti la presentazione sembrava una vera e propria sviolinata.
E penso che in questa sede tu possa fugare ogni dubbio, e chiarire il tuo punto di vista se ne sentirai la necessità.
Ci tengo a questo confronto perchè sai quanta stima nutra nei tuoi confronti come giornalista, come “allenatore”, ma ancora di più come uomo. Mi fermo quì prima di farla io la sviolinata.
P.S. Con questo non voglio dire che ci sia nulla di Male nel dimostrare la propria stima nei confronti del Sig.Petrichella. Indubbiamente nessuno può descriverlo meglio di chi lo conosce, il resto sono solo chiacchiere.
L’unico elemento di contrasto è la tua doppia natura di presentatore dei “controllati” e giornalista “controllore”, con tutta la moderazione del caso.
Spero di essere stato chiaro e che da questo intervento si possa proseguire mantenendo un clima di pacatezza. Quindi invito chiunque ad esimersi da insulti fuor di luogo.
Caro Money…..
Con me sono proprio fuori luogo i soldi. Mai una volta, mai, ho presentato una cosa nel mio paese in cambio di soldi, nemmeno le presentazioni politiche. Ti dirò di più: il giornale che dirigo non da alcun utile. Nel senso che i soldi che ricaviamo dalle pubblicità vanno tutti a finire per la preparazione e la stampa del giornale. A volte non abbiamo nemmeno i soldi per mettere benzina alle auto che vanno a fare la distribuzione del giornale. Abbiamo un conto postale che è di appena 300 euro. I libri che ho scritto me li sono pubblicati da solo e le vendite che ci sono state hanno coperto appena le spese. La maggior parte delle copie sono state donate ad amici, ad enti, a biblioteche, ecc. Non ti sovviene in mente che certe cose si fanno per la passione di farle e per il bene che si vuole a questa città?
Caro Davide non mi aspettavo tutto questo bailamme su una cosa che ho fatto, vi giuro e ti giuro, pensando alla mia figura di “presentatore”, e non a quella di direttore del giornale, anche se – come un cretino – l’ho citato. Io vi garantisco che non troverete mai sul giornale L’Altrartena una “sviolinata”, così come tu hai detto, nei confronti dell’uno o dell’altro candidato: sono dubbi che non devono nemmeno presentarsi nelle vostre teste; come dovete continuare a credere che l’Altrartena è e resterà un punto fermo, scevro da ogni condizionamento non soltanto politico. Può succedere ogni tanto di avere qualche caduta di stile, ma questa non influirà mai, ripeto mai, sull’andamento del giornale. Eppoi una cosa mi preme dirla: Il Tuo commento, quello di Martina e quello di Tupakka, non possono che farmi piacere perchè con questo interessamento avete dimostrato grande attenzione nei confronti del giornale che dirigo, che è un patrimonio di Artena e non andrà assolutamente dilapidato
caro vittorio come ben sai, secondo alcuni, si fa sempre e solo per i soldi, eppoi se qualcono offre qualcosa tutto di quadagnato,evidentemente è quello che farebbero loro al tuo posto. e solo la passione che spinge la maggior parte delle persone a fare qualcosa senza secondi fini, purtroppo però c’è sempre la pecora nera in tutte le cose, in politica , nelle associazioni, ecc. la maggior credibilità si à quando queste persone vengono emarginate e non coprendo il loro fare riprorevole e disgustoso.
@vit61:spero si sia capito il senso del mio discorso: la reputazione del giornale è fuori discussione, e ne io ne tupakka ne martina abbiamo neppure accennato ad alcun dubbio a riguardo. I dubbi espressi, ribadisco, possono riferirsi solo all’opportunità o meno della scelta di presentare. Senza peraltro mettere in dubbio la tua integrità o la tua professionalità, e tanto meno la professionalità di tutte quelle persone che per passione hanno contribuito e contribuiscono alla crescita di quella realtà che è “l’altra artena”. E ribadisco…per passione! Anche se qualcuno lo mette in dubbio, ancora credo che ci sia chi le cose le fa per passione senza chiedere nulla in cambio. Perchè “noi” ne siamo un esempio. E reputo importante che in questa cosa si continui a credere.
@Vit: comprendo il tuo ragionamento ma non lo condivido; secondo me ti contraddici ma ora non mi sembra il caso ora di continuare ad approfondire, penso siano altre le priorità. Penso che Elhombrito abbia fatto una giusta analisi e ritengo che tu abbia capito il perchè delle nostre critiche.
Solo una precisazione, il reportage su Zingaretti era un lavoro (tra l’altro è stata un’esperienza interessante) ma ho accettato di farlo solo perchè ne condividevo il progetto. Non l’avrei fatto se me lo avesse chiesto Antoniozzi, ad esempio. Come non lo farei per un candidato alle comunali ad Artena, nel mio paese, se non ne condividessi il programma.
avanti Vittorio
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