Vittorio Fiorentini risponde ad “ex elettore”
Seguo con interesse la discussione che si sta sviluppando nel sito. Mi corre l’obbligo tuttavia di intervenire di persona, per fornire alcune precisazioni e ristabilire la verità rispetto ad alcune osservazioni di un partecipante, “Ex elettore”. Questi si considera un mio elettore deluso. Spero in cuor mio di riconquistarlo. Se veramente nel passato mi ha votato, lo ringrazio. Credo che abbia fatta la cosa giusta. Tra quello che egli afferma una cosa risulta gravissima. Tale individuo afferma che i dati che sono alla base dei suoi ragionamenti gli sono stati forniti da un amministratore e da qualche funzionario del Comune di Artena. Mi riservo di chiedere al Comune di Artena chiarimenti in merito, e di verificare se il mio diritto alla privacy, come disciplinato da specifica legge, sia stata violato. Detto questo puntualizzo che.
1. Le ville di cui si parla sono accatastate per quello che sono: ville. Né stalle né altro. Con quella destinazione (ville) vengono pagate le tasse. Come mai si afferma che dovrei pagare tasse per 180.000 €? Come mai si conosce un dato (peraltro assolutamente falso) che per legge dovrebbe essere classificato come sensibile, ma in realtà è alla portata di chiunque per utilizzando strumentalmente?
2. Le ville non sono 15 o 20: sono 8. Sono state condonate, ma dietro denuncia si è aperto un procedimento giudiziario, che si concluderà a breve.
3. Non esiste un Parco Silvestro.
4. Il mio voto in Consiglio Comunale è stato favorevole all’apertura di una farmacia comunale. È agli atti.
5. L’edificio di cui di parla è stato realizzato nel 1985 e perfettamente a norma di legge allora vigenti. Circa un mese fa sono stati fatti dei controlli da parte degli organi competenti, perché qualcuno ha ventilato l’ipotesi che l’edificio non fosse allacciato alla fogna comunale. Dai controlli effettuati è risultato allacciato alla fogna comunale.
6. Le concessioni edilizie del 1990 sono state rilasciate dall’assessore dell’epoca, Pingarelli, che godeva della mia fiducia. Si è molto favoleggiato intorno a quella storia e si continua tuttora. Ma nessuno dice che la Cassazione ha riconosciuto agli interessati il loro diritto e le concessioni erano e restano valide. Non ho mai acquistato attività legate a quelle concessioni di Natale.
7. L’abusivismo è una piaga italiana. Per combatterlo ho fatto di tutto per dotare Artena di uno strumento urbanistico. Ho letteralmente ripescato dal dimenticatoio quello adottato nel 1984, che non vedeva la luce a causa di quella che considero cattiva amministrazione. Fino ad allora ad Artena l’unico strumento vigente era il Piano di Ricostruzione. Sfido chiunque a contestarmi il fatto che mie proprietà hanno tratto beneficio dall’attuale PRG.
8. Le mie società sono aziende solide. La Edilfiorentini fattura 75 mln di € l’anno, perché opera in tutta l’Italia centrale e non perché vende materiale ad Artera agli abusivi.
9. Veniamo alle prossime elezioni amministrative. Preciso che la mia candidatura a sindaco non è mai stata in dubbio e in discussione. Tanto meno in questi gioni, in cui ricevo adesioni massicce ed incitamenti ad andare avanti.
10. Invito tutti alla moderazione dei toni e al rispetto delle persone e della verità dei fatti.
Vittorio Fiorentini










Una curiosità e possibile sapere, a tutt’oggi, quanti dipendenti ha il Gruppo Fiorentini?
Grazie.
Egr. Sig. Fiorentini
Anche noi seguiamo con interesse questo sito e non solo sotto elezioni, apprezzandone sia l’uso democratico del mezzo informatico, sia l’impegno profuso per gestirlo. Nel seguire le locali vicende elettorali, c’è capitato di leggere la sua risposta ufficiale al post numero 88 firmato da exelettore. In essa colpiscono la proprietà di linguaggio, la scorrevolezza espositiva del testo nonché le conoscenze tecnico-legali, qualità davvero insolite per un imprenditore edile dell’Italia centrale, complimenti. Il “taglio” che lei ha voluto imprimere alla sua risposta però è parso, almeno a noi, più consono ad ambienti giudiziari che politici ma questo, come il diritto di replica, rientrano nelle sue facoltà. Ovviamente non siamo interessati alle vicende giudiziarie che la riguardano, bensì ad alcuni passaggi, della sua risposta, che si prestano ad essere traslati sul piano squisitamente politico. Prima di iniziare le sue puntualizzazioni, ad esempio, definisce gravissima l’esistenza di una “talpa” all’interno del Comune, come se la talpa fosse più importante delle informazioni stesse che lascia girare, come se fosse prioritario, per lei, bloccare la mano che ha osato alzare quel coperchio. Una priorità invertita, vista la dovizia impiegata nel declinare le ragioni stesse della loro infondatezza. Si riserva persino di spingersi fino nella tana della talpa, per verificare l’esistenza della violazione alla sua privacy, senza spiegare con quali modalità. Come saprà, da mesi abbiamo protocollato in Comune e reiterato più volte invano, la richiesta di entrare in possesso delle copie dei bilanci Comunali. Per questo diritto, salvo errori, la sua firma non è stata spesa. I diritti sono tali in quanto sanciti e vanno riconosciuti a tutti i cittadini in quanto uguali. E’ politicamente poco etico difendere solo i “propri” diritti, questo è il distinguo politico del quale andiamo orgogliosi. Cambiamo argomento, al punto 7 si erge a paladino contro l’abusivismo, un impegno che la vede trasformarsi quasi in archeologo urbanista, glissando però sui risultati raggiunti. Non tralascia, invece, di definire l’abusivismo una piaga italiana, definizione fuorviante ed assolutoria, è come affermare che un reato, quando commesso da una moltitudine di persone, si trasforma in lecito. Per il nostro pensare politico sul tema, quello che è accaduto e purtroppo accade ancora, è riconducibile ad una colpevole “vacanza politica”. La gestione programmata e la difesa del territorio rientrano, a pieno titolo, tra le incombenze politiche di un amministratore, confondersi tra la folla serve solo a rendersi irreperibili davanti alle proprie responsabilità. Siamo fieri anche di questo distinguo politico. Torniamo ancora alla risposta soffermandoci al punto contrassegnato dal numero 2 nel quale dice, citiamo testualmente: ”Le ville non sono 15 o 20: sono 8. Sono state condonate, ma dietro denuncia si è aperto un procedimento giudiziario, che si concluderà a breve.” Sintetico ma qualcosa non torna, passi l’essere l’unico italiano a confidare nei tempi brevi della giustizia, passi l’implicita ammissione che la denuncia era fondata, passi il tentativo un po’ goffo di minimizzare il numero delle ville che in ogni caso non sono poche, ma lei, con un candore sconcertante, si dichiara esplicitamente “reo confesso”, affermando il ricorso al condono ammette l’abuso. Siamo imbarazzati per lei nell’esprimere qualsiasi commento politico in merito pertanto, a tutela del clima elettorale che vogliamo continui sereno e con lo stile che vorrà riconoscerci, decidiamo di sorvolare.
Cambiamo il paese invece che cambiare paese
Ma i punti 2 e 7 non sono in contrasto tra loro?
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