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Idea per una stasi o per un cambiamento al Vertice, di Base.

7 febbraio 2010 visto 680 volte 19 Commenti Scritto da jozmile

Abbiamo ricevuto questo racconto come commento da parte dell’utente roberto2. L’entità del problema segnalato, la disarmante risposta del gestore di un servizio di primaria importanza, ma anche la desolata assenza di assistenza da parte del comune davanti ad una piccola emergenza, ci ha portato a pubblicare questo commento per dare maggiore risalto al problema.

Diciamo la verità, per gli artenesi sarebbe un sogno anche ricevere in dote dal futuro sindaco una maggiore presenza della pubblica amministrazione.


Racconto Semplice.

idee per una stasi o per un cambiamento al Vertice,
di Base.

Ad artena (rm) il giorno 4 febbraio Acea …ato 2 spa, cambia un pò della ferraglia utile alla distribuzione idrica del centro storico. Prima dell’intervento vengono affissi per le vie del borgo dei fogli, che ci avvertono sull’orario di sospensione dell’erogazione.

Verso le ore 16 30 del 4 febbraio sono in casa. Un ora e mezzo prima della fine preannunciata dei lavori, mi accorgo che la pressione di erogazione idrica è molto più alta del solito. Conseguenza: L’impianto “scoppia”, diciamo almeno, scoppietta; non tiene l’insolita pressione. Lascio scorrere. Staranno ancora aggiustando e lavorando. Forse.

La mattina seguente la pressione è ancora superiore al solito. Vien voglia di trasformare la casa in terme pubbliche, magari pure di farsi una bella doccia scozzese. Rilevo perdite anche attorno al rubinetto generale di casa, e molto peggio, nel vano scale. bestemmio. Decido di lasciar sfogare la pressione li dove l’acqua può defluire in uno scarico.

…e Vado a vedere che si dice in piazza, (della vittoria) che scopro essere la Sede dei lavori acea. Segnalo quanto mi accade. Parlo anche con il barista che non cade affatto dalle nuvole quando gli parlo dell’accaduto. Una signora, mentre parlo con un responsabile dei lavori, ci passa accanto ed inveisce sul risultato poco felice dell’intervento. Il responsabile mi dichiara che il problema è stato segnalato da diversi utenti, già ieri. E sarebbe già stato risolto dall’Acea. Questa mattina. mah. Gli faccio presente che a casa mia la pressione non si è ridotta.

Chiedo a lui un modo per far intervenire qualcuno ma ovviamente ciò esula dalle sue responsabilità. Lui esegue lavori (impresa privata) per conto di Acea. Inoltre, la pressione idrica non si regola lì in piazza della Vittoria. Lui non è il direttore dei lavori. Guardo quel che è stato sostituito. Ricordo l’ammasso di materiale informe ed arrugginito adocchiato qualche giorno prima dell’intervento idrico. Proprio lì, stesso posto, nelle immediate adiacenze di palazzo borghese. E oso immaginare quel che potrebbe essere successo. Cambio tubature, cerniere, mega-rubinetti. E via, niente più perdite ed Equilibri passati Disomogeni di pressione, frutto di anni di scorrimento idrico di rete e lenta usura materiali.

Ci potevano avvertire però. Il responsabile mi da un numero verde da chiamare. 800 130 330. Gli sfugge un numero 800 130 331. Io riesco a parlare con qualcuno solo chiamando il numero scritto infondo a destra sul foglio affisso da acea 800 130 335.

notasi bene che mi risponde il risponditore automatico che recita: servizio acea di segnalazione Guasti e Reclami! così ci si interfaccia con gli utenti durante un lavoro alla rete idrica. Due chiamate e due operatrici, automatizzate> coerentemente istruite, mi invitano, dopo avergli esposto il caso a ….farmi installare (a mie spese ovviamente) un regolatore di pressione, diniegando la formalizzazione scritta della chiamata …di “reclamo”. Faccio presente che la mia non voleva, almeno in prima istanza, essere una chiamata di reclamo. La mia è la chiamata di chi vive un disagio, e guasto, conseguente ai lavori di rete per conto acea.

Porre un rimedio, subito, al “mio problema” è compito estraneo anche per chi mi risponde da un call-center. Una delle operatrici mi consola dicendomi che a suo padre è capitata la stessa cosa.

Entro nel vecchio municipio. Tutto aperto, le luci sono accese. Le porte dei singoli uffici sono chiuse. In ingresso non c’è nessuno. Nessun rumore che dia un segno di attività. Sono le 14. è venerdì. in qualche modo comprensibile, ma comunque disarmante per chi cerca di …risolvere. Giù presso il nuovo municipio, anche in orario meno proibitivo, è Tutto Chiuso, e la porta con l’etichetta Urp, non presenta alcuna indicazione di orario d’apertura.

Non rimane per ora che chiedere ragguagli ad un vigile urbano che sorseggia caffè al bar boing. Me ne prendo uno anch’ io. Davvero buono il nostro espresso. Dimentico ancora meglio quel che impaccia e parassita la mia gioia. Cordiale, il vigile mi ricorda che dall’avvento Acea Ato 2 Spa, oramai le questioni idriche non competono più al comune. Conviene sulla responsabilità diretta acea dei danni e disagi arrecati all’utenza.

Intanto l’acqua in casa scorre. Gli idraulici costano, e possono emettere fatture da rigirare ad acea. che circolo virtuoso. Acea sul suo sito web permette di “consultare lo stato di avanzamento lavori delle opere nel settore idrico”, con un semplice clic ti trovi la loro pagina In Bianco, con su scritto: in corso di aggiornamento. il sito permette altresi di scaricare un modulo di reclamo “da inviare esclusivamente a mezzo posta” a p.le ostiense 2, 00154 roma, direzione commerciale. servizio clienti.
Al telefono mi han dato un fax. 06 57994116

(il testo che segue è copiato integralmente dal sito di acea)

la Qualità in Acea

I Clienti rappresentano lo stakeholder principale del Gruppo ACEA che in tal senso si impegna a migliorare i servizi offerti, a rispondere alle loro esigenze e ad assicurare la semplicità e trasparenza nella comunicazione.

Per questo motivo, ACEA SpA si è dotata di una politica per la qualità e di un sistema di gestione dei processi conformemente alla norma ISO 9001:2000.
Anche alcune società del Gruppo hanno adottato un Sistema di Certificazione conforme alla norma ISO 9001:2000; l’elenco delle certificazioni ottenute è riportato nel Bilancio di Sostenibilità.

Acea monitora costantemente con attenzione:

– la qualità percepita dai clienti, attraverso le analisi di customer satisfaction;
– la qualità erogata, misurata attraverso la carta dei servizi, per il settore idrico, e i livelli di qualità (commerciale e di continuità del servizio) previsti dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, per il mercato elettrico;

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19 Commenti »

  • n. 1 - Emilio Latini ha detto:

    Capisco il sig. che ha raccontanto la sua disavventura con Acea ATO2 ed aggiungo che è disarmante come si è soli davanti a queste istituzioni e ai gestori di servizi che per altro non ci siamo scelti da soli ma ce li hanno imposti, appunto le amministrazioni, e ci hanno lasciati alla loro mercè; vedi Gaia ed Acea.
    Io personalmente ho solo chiesto spiegazioni all’Acea relativamnete allo scellerato aumento del 400% della bolletta dell’acqua+fognature e non ho mai avuto risposta, ho usato tutti i canali possibili:
    4 numeri di telefono divesi, 3 contatti e-mail, 1 raccomandata con ricevuta di ritorno, 1 fax, 1 modulo on-line per disservizi, ho scritto 2 volte al Comune di Artena tramite URP, ho fatto un articolo su Altra Artena, Cinque, Città Metropolitana ecc…….niente, nessuna risposta degna di un paese civile.
    Paghiamo e basta, senza chiedere e senza sapere.
    Leggendo il comunicato propagandistico sulla qualità del servizio Acea mi domando allora per quale motivo interviene dope le segnalazioni di rotture soltanto dopo una decina di giorni lasciando che le macchine scivolino sul ghiaccio formatosi dall’acqua fuoriuscita per poi andare a sbattere, proprio come è successo a più di qualcuno in Contrada Selvatico.
    Siamo sicuri che il sevizio è migliore? Siamo sicuri che l’aumento del 400% sia giustificato.
    Ho saputo poi che c’è una voce sulla bolletta che da quando la gestione è Acea si paga anche se non si consuma una goccia d’acqua.
    Complimenti ad Acea e alle amministrazioni Comunali che ce la impongono.
    Emilio Latini

  • n. 2 - Vito Notarfonso ha detto:

    @:Emilio Latini.
    Esattamente un anno fa avevo scritto un articolo su L’Altrartena sulla vicenda ACEA ATO e che riporto di seguito , per dimostrare due cose :
    -la prima che non frega niente a nessuno ciò che si dice e si scrive ,fino a quando non vengono toccate le tasche personali.
    -la seconda ceh le amministrazioni comunali hanno subito un’imposizione da parte della regioe a dismettere il srvizio idrico a favore della ATO.
    Su questo ultimo punto vi riporto il documento dell’autorità costituita dalla regione lazio per gestire il passaggio del servizio nel commento successivo.

    Titolo : Servizio idrico integrato ad Artena .
    Sottotitolo : come si è passati dalla Cooperativa Montefortino all’ ACEA ATO 2.

    Da quando il servizio idrico, nel nostro Comune , è passato in gestione ad ACEA ATO 2 molti cittadini si stanno chiedendo quanti benefici , in termini di efficienza e qualità , ha portato il cambio di gestione per poter quanto meno pareggiare il disagio di doversi recarsi a Colleferro per il disbrigo di qualsiasi pratica,cosa che quantomeno poteva essere evitata lasciando ad Artena uno sportello attivo , anche per un solo giorno a settimana,ubicandolo magari all’interno degli uffici comunali stessi.
    Dopo varie ricerche ho trovato il documento di divulgazione delle linee guida della Regione Lazio che sanciva di fatto l’avvio della costituzione di ACEA ATO2.
    ATO sta per Ambito Territoriale Ottimale.
    Tale documento emanato in data 9 maggio 2003 dalla Segreteria Tecnico Operativa dell’Autorità ATO 2 , costituita dalla Regione Lazio a seguito della legge 36 del 5/1/94 , mette in atto quanto era già stato predisposto dalla legge regionale n.6 del 22 gennaio 1996 .
    In modo particolare il documento suddetto recita :
    La Legge Regionale 22 gennaio 1996 n. 6 “Individuazione degli ambiti territoriali ottimali e organizzazione del servizio idrico integrato in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36” ha individuato cinque ambiti territoriali, coincidenti ciascuno grosso modo con le cinque province del Lazio.
    Il particolare l’ATO 2 Lazio centrale Roma comprende tutti i comuni della Provincia di Roma, compreso Roma e con l’esclusione dei comuni di:

    - Anzio e Nettuno che fanno parte dell’ATO 4 di Latina;

    - Campagnano di Roma, Magliano Romano e Mazzano Romano che fanno parte dell’ATO 1 di Viterbo;

    - Monteflavio, Montelibretti, Montorio Romano, Moricone, Nerola, Palombara Sabina, Vallinfreda e Vivaro Romano che fanno parte dell’ATO 3 di Rieti;

    ed inoltre comprende i comuni di Filettino e Trevi nel Lazio della Provincia di Frosinone ed i comuni di Vejano e Oriolo Romano della Provincia di Viterbo.
    I comuni degli ATO ,in base art. 9 della legge n.36 del5/1/94 ( quella nazionale di riferimento ) relativo alla disciplina della gestione del servizio idrico integrato,avrebbero potuto consorziarsi e mantenere ognuno la propria organizzazione.
    Gli enti locali dell’ATO di Roma hanno sottoscritto la convenzione di cooperazione nel mese di luglio del 1997 dove hanno convenuto di affidare il servizio idrico integrato ad ACEA (allora azienda speciale del Comune di Roma) una volta che si fosse trasformata in S.p.A. a prevalente capitale pubblico locale.
    L’Autorità ha confermato nel 1999 l’affidamento del servizio idrico integrato dell’ATO a favore di ACEA SpA per il tramite di ACEA ATO 2 SpA del Gruppo ACEA, società a prevalente capitale pubblico locale all’uopo costituita.

    La Convenzione di Gestione con l’allegato Piano d’Ambito è stata sottoscritta il 6 agosto 2002 .
    Tutti i comuni dell’ATO partecipano al capitale sociale del soggetto gestore con il possesso di azioni.
    Il comune di Roma con una quota diretta e tramite una partecipazione maggioritaria al capitale di Acea SpA.
    Gli altri Comuni, pur avendo una partecipazione simbolica di una azione, hanno una rappresentanza all’interno degli organi di Acea Ato 2 SpA ben superiore al loro peso di partecipazione al capitale, tramite la creazione di un Sindacato di Voto ed il suo riconoscimento in un apposito Patto Parasociale.

    Ed ecco ora come vengono ripartiti i proventi :
    Il soggetto gestore, tramite i proventi tariffari, riconosce a tutti i comuni dell’ATO un canone per la concessione d’uso dei beni strumentali necessari per la fornitura del servizio. Beni che rimangono in possesso ai Comuni.

    Inoltre sugli attuali proventi l’Autorità ha voluto da subito sottolineare che :

    I proventi con la tariffa prevista non sono sufficienti per la realizzazione di tutte le opere già da adesso individuate. Pertanto è auspicabile, al fine di evitare aumenti tariffari, che possano essere erogati appositi finanziamenti pubblici.

    Ciò significa che già da subito è stato previsto l’aumento tariffario agli utenti.
    Per concludere ,sempre nel documento dell’Autorità c’è scritto :

    Il “braccio tecnico” dell’Autorità d’Ambito è la Segreteria Tecnico Operativa (STO) che ha i compiti operativi connessi a:
    - il controllo e la determinazione della tariffa idrica;

    Ma sul suddetto punto , il comma 5 dell’art.13 della legge 36 del 5/1/94 recita di fatto :
    5. La tariffa è determinata dagli enti locali, anche in relazione al piano finanziario degli interventi relativi al servizio idrico di cui all’articolo 11, comma 3.
    Quindi la domanda sorge spontanea : la tariffa da chi deve essere determinata ?

    Di fronte a tali situazioni non possiamo che renderci conto di come dovremo tutti vigilare su quelle leggi , sia nazionali che regionali , per prevenire situazioni che poi di fatto vanno ad incidere sempre più pesantemente sui bilanci familiari.
    Vito Notarfonso

  • n. 3 - Vito Notarfonso ha detto:

    Ecco il documento con il quale hanno determinato la chiusura del servizio idrico e di depurazione dei comuni della provincia di Roma.
    Ho l’abitudine di documentarmi molto a fondo su ogni questione di cui parlo e intervengo.
    Non è facile e semplice,occorre tempo e pazienza.
    Buona serata e buona lettura, e da quello che leggerete capirete come per le amministrazioni comunali è stato impossibile mantenere il proprio servizio idrico.
    VN

    AUTORITÀ ATO 2
    Lazio Centrale – Roma
    Segreteria Tecnico Operativa
    file: Istituzioni Decentramento pag.
    L’AUTORITÀ
    DELL’AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE 2 LAZIO CENTRALE ROMA
    (pubblicato ne “Le istituzioni del decentramento della Provincia Capitale” ed. Scientifiche Italiane – Napoli 2004; volume promosso dalla Provincia di Roma a cura del Prof. Stelio Mangiameli)
    l’Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale 2 (A.ATO 2) Lazio Centrale Roma governa il servizio idrico integrato nell’ATO 2 del Lazio, ambito che coincide grosso modo con il territorio della Provincia di Roma.
    Il servizio idrico integrato (S.I.I.) è costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognature e di depurazione delle acque reflue.
    Dal punto di vista ambientale il S.I.I. interviene modificando il ciclo naturale dell’acqua prelevando, quando possibile, acqua di buona qualità e restituendo gli stessi volumi d’acqua in punti diversi da quelli di prelievo e restituendo acqua di qualità inferiore rispetto a quella prelevata.
    Il S.I.I. è quindi costituito dalla gestione delle opere necessarie per fornire i servizi ma anche dalla manutenzione delle opere esistenti e dalla realizzazione di nuove opere.
    Inoltre come attività a latere, ma non meno importanti, il S.I.I. si occupa del risparmio idrico, della protezione delle sorgenti e del riciclo, quando possibile, delle acque depurate.
    La Legge 5 gennaio 1994, n. 36 “Disposizioni in materia di risorse idriche” (di seguito legge 36/94) ha aperto la strada al riordino dei servizi idrici e all’industrializzazione del sistema stabilendo una netta separazione di ruoli tra l’attività di indirizzo e controllo e quella più propriamente gestionale.
    Più specificatamente essa prevede la riorganizzazione dei servizi idrici mediante la costituzione di Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) mirati al superamento della frammentazione gestionale esistente. Al fine di superare tale frammentazione il legislatore ha previsto sia l’integrazione territoriale (definizione di bacini di utenza minimi) che l’integrazione funzionale delle diverse attività del ciclo (dalla captazione allo smaltimento).
    In particolare la legge 36/94 si pone l’obiettivo di superare:
    - l’attuale eccessiva frammentazione delle gestioni che determinano un assetto produttivo fondamentalmente inefficiente ed un insufficiente livello di specializzazione, con tutto quello che ciò comporta sul piano dell’adeguamento tecnologico dei servizi;
    - la forma di gestione diretta da parte dei Comuni, che non è funzionale alle caratteristiche industriali del servizio, e che ne ha limitato, fin qui, le capacità di adeguamento e di innovazione del servizio;
    - l’attuale sistema tariffario, per definire una tariffa capace di finanziare gli investimenti necessari a migliorare le infrastrutture ed a fornire più elevati livelli di servizio;
    - l’attuale assetto istituzionale, per una netta separazione dei compiti di indirizzo e controllo rispetto a quelli della gestione, con l’obiettivo fondamentale di tutelare il consumatore.
    1
    AUTORITÀ ATO 2
    Lazio Centrale – Roma
    Segreteria Tecnico Operativa
    file: Istituzioni Decentramento pag.
    Per la realizzazione di questi obiettivi, la legge 36/94 ha definito nuovi processi e nuovi soggetti istituzionali.
    A livello decentrato l’applicazione della legge ha richiesto alcuni passaggi fondamentali quali:
    - l’approvazione da parte delle Regioni delle norme di applicazione;
    - la definizione, sempre da parte delle Regioni, della delimitazione territoriale e della forma istituzionale degli ATO;
    - la definizione del Piano per l’adeguamento delle infrastrutture e il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento del servizio (Piano d’Ambito), da parte dell’ATO;
    - l’affidamento da parte dell’ATO del servizio idrico integrato (SII) al gestore, sulla base di una convenzione/contratto;
    - lo sviluppo dell’attività di controllo da parte dell’ATO sul gestore rispetto alla realizzazione del Piano.
    La Legge Regionale 22 gennaio 1996 n. 6 “Individuazione degli ambiti territoriali ottimali e organizzazione del servizio idrico integrato in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36” ha individuato cinque ambiti territoriali, coincidenti ciascuno grosso modo con le cinque province del Lazio.
    Il particolare l’ATO 2 Lazio centrale Roma comprende tutti i comuni della Provincia di Roma, compreso Roma e con l’esclusione dei comuni di:
    - Anzio e Nettuno che fanno parte dell’ATO 4 di Latina;
    - Campagnano di Roma, Magliano Romano e Mazzano Romano che fanno parte dell’ATO 1 di Viterbo;
    - Monteflavio, Montelibretti, Montorio Romano, Moricone, Nerola, Palombara Sabina, Vallinfreda e Vivaro Romano che fanno parte dell’ATO 3 di Rieti;
    ed inoltre comprende i comuni di Filettino e Trevi nel Lazio della Provincia di Frosinone ed i comuni di Vejano e Oriolo Romano della Provincia di Viterbo.
    La legge regionale, in linea con quanto prima disposto dalla L. 142/90 e poi dagli artt. 30 e 31 del Decr. Legisl. 267/00, dava la possibilità alle province ed ai comuni di ogni ATO di cooperare ai fini del S.I.I. o tramite la stipula di una Convenzione di Cooperazione che regolasse i rapporti degli Enti Locali o tramite la formazione di un consorzio tra gli enti stessi.
    Tutti e cinque gli ATO del Lazio hanno scelto la Convenzione di Cooperazione e la legge regionale denomina tale forma di cooperazione come “autorità d’ambito”.
    Il “dominus” dell’Autorità d’Ambito è la Conferenza dei Sindaci di tutti i comuni dell’ATO coordinata e presieduta dal Presidente della Provincia di Roma.
    Il “braccio tecnico” dell’Autorità d’Ambito è la Segreteria Tecnico Operativa (STO) che ha i compiti operativi connessi a:
    - l’assistenza tecnica ai comuni dell’ATO;
    2
    AUTORITÀ ATO 2
    Lazio Centrale – Roma
    Segreteria Tecnico Operativa
    file: Istituzioni Decentramento pag.
    - la pianificazione degli interventi;
    - il controllo e la determinazione della tariffa idrica;
    - il controllo del rispetto dei patti contrattuali da parte del Gestore.
    La Legge 36/94 e la Legge 142/90 (questa ultima poi sostituita dal Decr. Legisl. 267/00) elencavano le possibili modalità di gestione dei servizi pubblici locali, tra cui era prevista la possibilità di affidamento del servizio idrico integrato ad una società a prevalente capitale pubblico locale.
    Gli enti locali dell’ATO di Roma hanno sottoscritto la convenzione di cooperazione nel mese di luglio del 1997 dove hanno convenuto di affidare il servizio idrico integrato ad ACEA (allora azienda speciale del Comune di Roma) una volta che si fosse trasformata in S.p.A. a prevalente capitale pubblico locale.
    L’Autorità ha confermato nel 1999 l’affidamento del servizio idrico integrato dell’ATO a favore di ACEA SpA per il tramite di ACEA ATO 2 SpA del Gruppo ACEA, società a prevalente capitale pubblico locale all’uopo costituita.
    La Convenzione di Gestione con l’allegato Piano d’Ambito è stata sottoscritta il 6 agosto 2002 ed il servizio idrico integrato è stato avviato, seppure con una acquisizione graduale dei singoli servizi idrici dei comuni che si protrarrà per tre anni, il 1° gennaio di questo anno.
    Tutti i comuni dell’ATO partecipano al capitale sociale del soggetto gestore con il possesso di azioni.
    Il comune di Roma con una quota diretta e tramite una partecipazione maggioritaria al capitale di Acea SpA.
    Gli altri Comuni, pur avendo una partecipazione simbolica di una azione, hanno una rappresentanza all’interno degli organi di Acea Ato 2 SpA ben superiore al loro peso di partecipazione al capitale, tramite la creazione di un Sindacato di Voto ed il suo riconoscimento in un apposito Patto Parasociale.
    Il soggetto gestore, tramite i proventi tariffari, riconosce a tutti i comuni dell’ATO un canone per la concessione d’uso dei beni strumentali necessari per la fornitura del servizio. Beni che rimangono in possesso ai Comuni.
    Il soggetto gestore oltre alla fornitura del servizio è impegnato alla esecuzione delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria necessarie al mantenimento dell’efficienza e del valore delle opere esistenti.
    Il gestore è altresì impegnato, tramite i proventi tariffari, a realizzare le opere necessarie per il raggiungimento di standard prefissati di qualità del servizio e per l’estensione del servizio là dove carente o inesistente.
    I proventi con la tariffa prevista non sono sufficienti per la realizzazione di tutte le opere già da adesso individuate. Pertanto è auspicabile, al fine di evitare aumenti tariffari, che possano essere erogati appositi finanziamenti pubblici.
    3
    AUTORITÀ ATO 2
    Lazio Centrale – Roma
    Segreteria Tecnico Operativa
    file: Istituzioni Decentramento pag.
    La Convenzione di Gestione prevede che le opere da realizzare con gli eventuali finanziamenti pubblici siano realizzate o dal Gestore o direttamente dai comuni ricorrendo anche a forme di “project financing” utilizzando i proventi tariffari. Comunque le opere che saranno realizzate dai comuni saranno coordinate dalla STO per gli aspetti pianificatori e dal Gestore per gli aspetti ingegneristici.
    Roma, 9 maggio 2003
    Il Dirigente Responsabile
    Dott. Ing. Alessandro Piotti
    ________________________

  • n. 4 - roberto2 ha detto:

    @notarfonso

    mille grazie per il commento di “inquadramento legislativo” del racconto. un pò lungo, per me, e per qualsiasi bambino che frigna, e che si arrampica presso gli indirizzi delle sue pretese.

    a parte gli scherzi, al padre del bimbo, per intenderci, a Me, piace studiare, ricercare. Grazie dei riferimenti di legge con data e numero, con relativa interpretazione.

    le rivolgo 2 domande: riguardo la “qualità” e la “direzione” delle Sue interpretazioni in merito al termine: “imposizioni”. Nel primo commento sul racconto Latini asserisce che i Comuni abbiano “imposto”… Lei va “due gradini più sù”. La Regione sarebbe che…

    1) Ha notizia di Comuni che -tra i 100 e più che fan parte di ATO2 (ambito territoriale ottimale)- hanno negoziato, o addirittura negato, la loro adesione all’odierrna Convenzione con Acea?

    Proprio ora trovo sul web una lista dei Comuni -sempre aderenti Ato2, con dati aggiornati al giugno 2009- che li divide in 3 categorie principali:
    1)Servizio da prendere in carico nel S.I.I. (servizio idrico integrato)
    2)Servizio facente parte del S.I.I. dell’ATO 2
    3)Servizio fornito da soggetto tutelato

    http://www.ato2roma.it/DOCUMENTI/Acquisizione_giugno_09%20.pdf
    http://www.ato2roma.it/DOCUMENTI/servizi%20presi%20in%20carico_giu%2009.pdf

    2) Non pensa che al di là dell’imposizione vi sia (stata) comunque una volontà politica -abbastanza precisa- (ad artena) che riconosce e: Regola l’Imposizione? (Jozmile quando parla di “sogno” degli artenesi, di “dote”, e della “presenza” forse evoca, e si riferisce proprio a tale …gioco… di plurime volontà e desideri)

    @latini

    il 400% di aumento della bolletta lei lo ha avuto in quanto tempo? Mi sembra che lei debba avere una situazione non proprio “nella media” degli aumenti tariffari del servizio. O forse mi sfugge qualcosa.

    Non sfugge che per rispondere noi (loro) si deroga (derogano) spesso con il silenzio propriamente “incivile”, ma è altrettanto vero che di fronte a tale indifferenza non possiamo che cambiare azione o strumento. Io e lei già ne facciamo una nuova di azione. Ora e quando sarà. Ad esempio. Sono paziente. Ma anche idiota fino al punto da capire tutto e subito.

    Per dire che:: o noi si acquisisce autorevolezza, scaltrezza e maturità per tutelarci, poter farci tutelare, o continueranno giustamente a darci il ben servito. Ovvio che la disavventura non possa mancare. La mia in primis. (non sono un avvocato del servizio consumatori)

    Non è nemmeno troppo tempo che ci possiamo concedere il lusso di occuparci noi stessi, ed in forma pubblica, addirittura anonima, di diritti …non certo “primari”. Grazie Artenaonline, altro “strumento…”

    (le) allego un trafiletto estratto da un foglio informativo per utenti di acea Ato2, e spero che non abbia già esaurito tutti i numeri di telefono, e-mail, o istanze, a cui rivolgersi per le “sue” beghe. Se così fosse mi scuso per l’attuale stato delle mie “speranze” “immature o incompetenze. Se invece così non fosse la prego di voler cortesemente dare cenno delle novità (almeno sperabili ed informative) di tale allegato.

    ::
    Nel caso in cui il reclamo inoltrato non risultasse soddisfatto dalle iniziative assunte o dalle
    risposte fornite dal Gestore del S.I.I., esiste un organismo a cui gli utenti possono inoltrare le proprie
    segnalazioni.

    Tale organismo è l’ OTUC, Organismo di Tutela degli Utenti e dei Consumatori,
    istituzionalmente preposto a esaminare i reclami e le segnalazioni degli utenti che non risultano
    soddisfatte e a proporre iniziative a tutela degli interessi degli utenti, rapportandosi con la Provincia
    (Ente Coordinatore dell’ATO 2) e il Gestore del S.I.I.
    OTUC, presso la Provincia di Roma – Ufficio Tutela dei Consumatori, tel. 06-5571996 e fax
    06-55308791
    ::

    respect

  • n. 5 - filippo ha detto:

    Ciao a tutti, quando si dice “sarà una coincidenza?!”, chi di voi ieri sera a seguito la trasmissione LINEA DIRETTA su RAI3, l’unica rete che merita qualcosa, e di essere seguita, hanno parlato proprio del problema che avete trattato nei post precedenti.
    Riassunto alquanto breve: l’acqua deve essere un bene pubblico, non privato che si trasforma solo e soltanto in “Businnes”, affare!!!
    Per nostra fortuna l’acqua non è prodotta, ne da fabbriche, ne da comuni, ne da regioni, ce la dà ancora in aiuto il Padreterno, infatti è fonte di vita, pulizia, ecc…. come si fa a stare senza l’acqua? La prima cosa di cui si deve occupare un Sindaco, è proprio la distribuzione dell’acqua in tutte le zone del nostro paese.
    Spostiamo il discorso ad Artena, centro, centro storico, frazioni.
    Una domanda ai Sindaci in corsa è:
    Sig. Sindaco
    ritiene di dover rinnovare zona per zona la rete idrica del comune di Artena? Qualcuno di voi sarà interessato a verificare e capire se ci sono perdite nell’acquedotto? Il servizio tornerà ad essere pubblico, con coseguente diminuzione di tariffa, abolendo le eccessive percentuali di aumento che i cittadini purtroppo devono subire. Gli uffici torneranno nel nostro paese?

    …e io pago!!!!!!!!

    Se i sindaci in corsa ci leggono, sarebbe gradita ed utile la loro risposta. Grazie a tutti

    Filippo

  • n. 6 - comitatoelettoralecrescereinsieme ha detto:

    Ringraziamo Filippo che ci ha dato l’opportunita di intervenire in questo post su un argomento cosi importante.
    Nel programma elettorale della nostra lista ,all’interno del tema dell’ambiente c’è un capitolo dedicato alla sostenibilità del ciclo dell’acqua,bene primario assoluto.
    La maggior parte degli artenesi ricorderanno quanti e quali problemi si vivevano in Artena tutta ,dal centro storico alle frazioni,ossia periodi in cui l’acqua mancava per giorni interi e che questo problema è stato risolto durante l’amministrazione di Erminio Latini.
    Quindi la tematica ci sta molto a cuore cosi come la necessità del singolo cittadino di non essere asfissiato dalla burocrazia amministrativa quando si ha a che fare con problemi come quello argomentato in questo post.
    Questi sono impegni che abbiamo già illustrato durante i vari incontri con i cittadini.
    Buona giornata
    comitatoelettoralecrescereinsieme

  • n. 7 - filippo ha detto:

    Ciao a tutti, visto che fino a prova contraria l’acqua è la prima cosa di cui si deve occupare ogni Sindaco democraticamente eletto, in ogni programma vedrei:
    Per ogni frazione del nostro comune, si dovrebbe realizzare una perforazione (pozzo), che possa risolvere e/o aiutare i periodi di magra, e magari far tornare il servizio pubblico!
    Tanto vale pagare la tariffa al comune, che sarebbe proprietario dei pozzi, e ci garantirebbe il servizio idrico.
    Forse è una proposta un po’ bizzarra, intanto la lancio a tutti.
    Vediamo se dai vostri commenti è cosa fattibile, utile, da percorrere!

    Vediamo un po’?!?!?!

    Filippo

  • n. 8 - jozmile (autore) ha detto:

    @filippo: Sei sicuro che nei territori di Artena ci sia tutta questa acqua? Chi garantisce poi gli standard di potabilità data la vicinanza con aree industriali?

  • n. 9 - filippo ha detto:

    @joz: Non sono rabdomante, la mia è una proposta, mai dire mai!
    per gli standard di potabilità si dovrebbero fare assolutissimamente, le relative analisi, e se magari in quel momento si scopre da dove deriva il fattore inquinante, si arresta il responsabile, lo si chiude dentro e si butta la chiave!
    Che te ne pare?

    @joz: Posso cogliere l’occasione per ribadire un concetto?
    Appello a tutti i partecipanti ed a tutti i lettori ed elettori delle prossime amministrative: cerchiamo di mantenere sempre i toni bassi.

    Grazie a voi per questo sito, molto seguito, e molto utile, in quanto fa dialogare anche quelle person che magari non riescono ad esprimersi a voce.

    Ciao

  • n. 10 - jozmile (autore) ha detto:

    @filippo: ti ho risposto così perchè per esperienza diretta è difficile trovare acqua sorgiva nelle campagne artenesi e se c’è non è di buona qualità. Una cosa buona che ha portato la privatizzazione del servizio idrico è stato il taglio netto di tante utenze abusive che creavano delle situazioni perlomeno bizzarre. Ora, giustamente preoccupa il costo e i rischi connessi alla privatizzazione, ma con la gestione comunale c’era molto da ridere. Anche la situazione descritta in questo post evidenzia come tantissima acqua… non si sa dove andasse a finire, tra perdite e utenze abusive. Più che altro bisogna tornare ad una gestione SERIA dell’acquedotto comunale. Qual’è l’esperienza degli altri comuni con l’ACEA?

  • n. 11 - cherno ha detto:

    L’acqua ad Artena non manca, il problema è la reperibilità e la gestione.
    Tralasciando l’ abusivismo idrico che ancora permane nel nostro paese, voglio far presente che in molte zone durante l’ estate l’ acqua viene a mancare per svariate ore, tutti i giorni e per intere settimane.
    Devo dire che è un disagio che se non ci si passa non lo si può capire.
    Quindi se c’è troppa pressione, ringraziate il cielo e comprate un regolatore…magari avessi io tanta pressione d’ estate.
    Naturalmente il servizio va migliorato e soprattutto controllato, perchè è inaudito che i tombini acea vengano aperti e manipolati da qualsiasi persona, testimone io, così è accaduto.

  • n. 12 - polito ha detto:

    Caro comitato de erminio pinocchiio ma che cavolate andadte dicendo!!!!!siete alla frutta !!!l’acqua ad Artena ce stà e il vostro sindaco non ha fatto nulla per questo!!siete capaci solo a dire fesserie.
    fate più bella figura a non fare nessun commento e a starvene chiusi nelle vostre caverne avete stufato voi e erminio di riempirci di fesserie! basta per rispetto di tutti i cittadini.
    Vergognatevi!!!!!!!!!!!!

  • n. 13 - marziano ha detto:

    Qualcuno sa spiegarmi perché devo pagare il canone sul contatore che io ho comperato? Quale è il beneficio che abbiamo avuto con il passaggio della rete idrica all’acea? Roma ‘ndo steva stà le condutture sono tutte marce, avete mai provato a pulire i filtrini dei vostri rubinetti?

  • n. 14 - roberto2 ha detto:

    solo per dire che ai miei due vicini di casa…
    glie Manca l’acqua. non glie arriva. Ad altri, sempre vicini a me, come a me, ne vien
    proprio troppa. la pressione di rete, è dunque molto disomogenea.
    porta per porta, ogni utenza un’altra storia. bello no. al di là del bello
    che è soggettivo, Vero! Reale.
    tra i motivi programmatici (fantasmatici) del passaggio di gestione, da comunale (cooperativa montefortino) a quella acea c’era sicuramente la qualità industriale”. meno bello, e noiosamente
    surreale.

    @marziano
    vantaggi) a) in teoria acea dovrebbe pagare un canone, per la rete idrica ed annessi del comune. (chissà cosa riconosce acea, per il sistema comunale di distribuzione dell’acqua??) b) acea credo abbia assorbito quei pochi che lavoravano per la cooperativa montefortino. Pagano almeno uno stipendio, e mi risulta anche i contributi. c) hanno messo mano alla rete (vedi lavori a piazza d. vittoria)

    svantaggi) hai a che fare con una spa a capitale non proprio “virtuoso” (magari fosse business l’acqua) così come la si è privatizzata oggi direi che è “banditismo poco fiero ed elegante, molto fumosamente legalizzato”.

    anche io in bolletta acea ho una voce di affitto del contatore: 3,42 + iva l’anno 0,0093482 centesimi al giorno. (vien voglia di parlare di Legibbilità delle loro Fatture: buuuh) in teoria (per me che non so) il contatore per cui si paga un fitto dovrebbe essere di qualcuno, o comune o acea. Che tu lo abbia “comperato”, magari pure sostituito senza il loro intervento, fa forse parte del “fai da te” un pò irregolato (vedasi accenni e commenti su allacci abusivi) realtà non proprio marginale …che pian piano mi auguro trovi un dialogo più chiaro, giusto e felice con delle regole: normative intelligenti, e legislazione di uno stato (anche) di (nostro) diritto.

    se acea continua a tacere è perché non può fare altrimenti. io di acea non ho ancora contratto, (domani glie lo chiedo) eppure loro emettono fattura. con montefortino era la stessa cosa. mai un contratto firmato ed almeno sbirciato da due parti. (abbiamo troppo da fare il giorno vero per leggere un contratto?)

    @notarfonso
    lungo era il tuo primo commento, poi niente più. hai chiuso il rubinetto? o hai cambiato acqua d’irrigazione? ti aspetto ancora.

    @cherno e jozmile
    l’acqua ad artena c’è? non è di buona qualità… esistono dei documenti a riguardo?

    si misurerà con la forma legislazione

  • n. 15 - Vito Notarfonso ha detto:

    @:roberto2.
    Il mio lungo commento non era un commento bensì una relazione abbastanza dettagliata per spiegare quale “procedure” sono state adottate per passare da montefortino ad acea ato2 e come si era costituita acea ato2.
    I motivi politici/finanziari li lascio alla fantasia dei lettori.
    Buona giornata
    VN

  • n. 16 - jozmile (autore) ha detto:

    @roberto2: su terreni vicino mie proprietà è stata cercata l’acqua per uso agricolo, dato che la zona era lontana dalle condutture dell’acqua. L’esito è stato negativo, a circa 50 mt di profondità ogni volta la sonda si è fermava perchè c’erano rocce troppo dure. In altre zone di Artena è sufficiente scendere di alcune decine di metri per avere il proprio pozzo artesiano. Questo non può comunque soddisfare il fabbisogno di una singola famiglia, che comunque è collegata all’acquedotto. L’acqua di quel pozzo viene usata in casi di necessità o per annaffiare il giardino, dato che è acqua che filtra dai terreni soprastanti. Poco dopo il Passo dell’Algido, sulla Tuscolana, vi sono falde acquifere ricche derivate dall’antico Lago Regillo ormai prosciugato. Queste falde servono un servizio idrico, probabilmente dei comuni di Carchitti o Rocca Priora. Anche lì comunque arriva l’acquedotto ACEA. Se non sbaglio (e invito persone più competenti a smentirmi) Artena si serve dell’acquedotto Simbrivio proveniente da Vallepietra (vicino il santuario della SS.MA Trinità) e dai pozzi comunali.
    Cioè, in tutto il pianeta vi è una falda acquifera ad una determinata quota. Il problema è che non soddisfa sia i requisiti di quantità che quelli di qualità. Anzi, dall’aumento di prelievo avvenuto alla fine degli anni 90 dall’acquedotto Simbrivio si è potuto migliorare la copertra del servizio idrico comunale. Altre soluzioni mi sembrano impossibili.

  • n. 17 - marziano ha detto:

    @Roberto2 Il mio contatore lo comperato c/o la ferramenta Bianchi Silio,riguardo il “fai da te” non è cosi, il valoro è stato fatto da una ditta specializata a mie spese dietro suggerimento degli operai della coperativa monte fortino (loro non avevano tempo perchè erano troppo impegnati a fare qualche lavoro in nero) “copra jo contatore faglio montà, po quando passimo a fa la lettura jo bollimo” poi con il passaggio all Acea mi fanno pagare anche il canone.

  • n. 18 - roberto2 ha detto:

    Idrografia di Vallepietra
    Dall’arco montuoso della Valle sorgono numerosissimi torrenti che forniscono acqua a moltissimi comuni, tanto da essere il bacino di sorgenti d’acqua più esteso d’Europa. Il torrente più grande è quello del Simbrivio, che riceve affluenti da tutta la valle e affluisce all’Aniene, che a sua volta solca l’Omonima valle, attraversando i comuni di Subiaco, Tivoli e Roma.

    “Studio” del 2005
    sulla rete idrica di ato 2omuni, le sue caratteristiche di approvigionamento, con particolare rifermento all’acquedotto del simbrivio

    http://www.ato2roma.it/DOCUMENTI/articoli/Ristrutturazione%20approvvigionamento%20idrico%20ATO.pdf

    @Jozmile
    da un primo e superficiale sguardo al documento di cui sopra, Artena risultava (attorno al 2005) essere “irrorata”, oltre che dal simbrivio, anche da ben 4!!! pozzi locali. allora la portata (in litri al secondo) complessiva dei pozzi era più di 3 volte la portata del simbrivio. 50 a 16 mah… Dunque, ammesso lo studio risulti “realistico” anche per i nostri giorni, l’acqua ad artena potrebbe esserci. stata.

    (il simbrivio porta mediamente 1000 lt/sec ad ato2) (viene voglia di fare qualche conticino…)

    potrebbe esserci, stata, ma così non è, o così non può o non vuole essere, oggi (qvesto è il dilemma?)

    mi sorprende non poco leggere (sempre in tale documento, di parte, pag. 4) che (a conti fatti) le fonti “minori” di approvigionamento, debbano venire “Eliminate”, o comunque utilizzaten solo in Kasen di emerCenza. mmmmh

    @notarfonso
    “”Il mio lungo commento non era un commento bensì una relazione abbastanza dettagliata per spiegare quale “procedure” sono state adottate per passare da montefortino ad acea ato2 e come si era costituita acea ato2.?I motivi politici/finanziari li lascio alla fantasia dei lettori.?Buona giornata?VN”"

    Buona notte

  • n. 19 - jozmile (autore) ha detto:

    @roberto2 Ti ripeto che non ho le competenze adatte a seguire questo discorso. Non so tu da quando abiti ad Artena, io dal 1979, e mi ricordo benissimo che c’era un problema di approvvigionamento idrico molto grave, nè i pozzi di Artena (che serviva il centro), nè il Simbrivio (che serviva le campagne) riuscivano a garantire l’approvvigionamento idrico, con gravi disservizi d’estate (decine di giorni senz’acqua). Poi, a quanto mi risulta, è stato migliorato l’acquedotto del Simbrivio (con l’aumento del prelievo, con l’uso di pozzi della cava Pennacchi, boh/ecc.) e le carenze sembrano per ora superate.
    Il discorso dei pozzi artesiani non è fattibile, come ti ho detto già per la qualità, poi per la quantità (e chi ce l’ha può confermarlo) e infine per un discorso di dissesto idreogeologico conseguente ad un eventuale pesante squilibrio della falda acquifera. Non vedo macchinazioni… anche eprchè sennò la gente che c’aveva i pozzi artesiani, che cacchio la paga a fa l’acqua????

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