storie d’elefanti e di albori

Quando gli elefanti combattono, sono sempre i fili d’erba a pagarne le conseguenze
La saggezza di questo detto Africano riesce, con la nitidezza di cui solo i proverbi sono capaci, a fotografare in una triste e sbiadita istantanea quello che sta succedendo nel nostro paese.
Tutti al granaio … esortavamo qualche giorno fa.
Era un invito a riprenderci un tesoro di cui eravamo stati privati troppo a lungo.
Tutti al granaio, c’è musica, grandi artisti, una mostra d’arte di altissimo livello, c’è cultura. e allora si, andiamo tutti a riprenderci ciò che ci è stato tolto per anni. Il granaio, la musica, l’arte, la cultura.
Fermi tutti , è chiuso.
Dietro front!
Dove andate?
Il granaio è chiuso.
Ancora una volta dovremmo farne a meno. Peccato. Quando mandavamo le dirette dalle sale rinnovate del nostro monumento, sognavamo di feste, incontri, cineforum, dibattiti, presentazioni e mille altre piccole fantasie della mente di giovani che molto hanno atteso la possibilità di avere un posto in cui poter svolgere attività. Che fosse ampio, libero, portasse in eredità il peso della storia e ci rendesse ancora orgogliosi di essere Artenesi.
Ma cosa è successo? Nulla, gli elefanti combattono.
Gli elefanti combattono, sferrano colpi di proboscide, e spinte, e calci! Gli elefanti combattono e affiggono manifesti e si insultano. Uno caccia l’altro, l’altro delegittima l’uno, da dietro una carica di un elefante amico su cui pensavi di poter contare. Polvere, barriti, botte e corni d’avorio, incartati dentro a contratti su farmacie e inceneritori. Gli elefanti combattono e ed è sudore misto a dopobarba, strette di mano e coltellate nelle scapole. Avvocati giudici e carabinieri, si studiano le strategie, si decide l’azione. Già li immagino , gli elefanti, stretti al tavolo, con la sigaretta nella proboscide e la luce bassa di una lampada da tavolo mentre discutono il piano, dividono gli assessorati e si spartiscono l’ambito territorio conquistato. Magari, alla fine, riusciranno a conquistare anche qualche elefantessa che cambierà branco.
Ecco cosa è succeso. Non oggi, non ieri. Da sempre. Qualcuno ci attaccherà perché si sente chiamato in causa. Gli elefanti neri ci accuseranno di voler appoggiare gli elefanti bianchi, qualcuno ci farà i complimenti, qualcun altro cercherà di portarci dalla sua parte. Ma la verità è che noi stiamo con i fili d’erba. Noi siamo i fili d’erba. Quando gli elefanti combattono i fili d’erba vengono strappati via dalle zampe macchinose e incuranti dei giganti che scalpitano sulle loro teste.
Conoscevo un filo d’erba stroncato mentre cercava di presentare una richiesta per costruire la casa al figlio, sembrava andasse bene, aveva trovato un’elefante che lo assecondasse, aveva quasi raggiunto il suo intento, ma poi i bestioni hanno cominciato la loro faida ed il filo d’erba ne pagò le spese per primo. Un altro tentava invano di passare con la macchina al muro del pianto all’orario dell’uscita dalle scuole,cercando di evitare le macchine parcheggiate in tripla fila e si domandava come mai gli elefanti non facessero nulla per risolvere la questione, ma fu schiacciato da due elefanti che correvano ad affiggere manifesti e a buttar veleno sugli avversari. Ne conosco parecchi di fili d’erba, e se gli elefanti mi potessero ascoltare, penso di potermi fare portavoce delle erbacee vittime. Penso di poter affermare senza paura di essere smentito che i fili d’erba si sono veramente rotti le palle.
Chiedo una deroga alle regole del sito, utilizzando volutamente una espressione volgare e irrispettosa. Perché una qualsiasi perifrasi non renderebbe l’idea del nostro esausto stato d’animo. Da sempre la politica Artenese è stata clientelare, caciquista , curatrice di piccoli interessi personali. La chiusura del granaio è stata solo l’ultimo atto di una battaglia fra elefanti lunga cinquant’anni.
[...]
Alla fine gli elefanti hanno combattuto, ma troveranno ancora un accordo tra loro, e ancora neri e bianchi banchetteranno insieme finché il foraggio abbonderà nelle loro mascelle affamate. Alla fine , per terra, rimarranno i fili d’erba schiacciati dal peso di interessi superiori.
Il granaio è chiuso, ed ora nessuno si riempie la bocca con tesi quali” sviluppare il turismo” oppure “rilanciare il paese”. Ora l’interesse della comunità deve necessariamente piegarsi ad interessi personali dell’elefante di turno. Ci siamo rotti le palle di pagare le conseguenze di piccole lotte tra piccoli politici. Rivogliamo il nostro paese, rivogliamo il granaio. Vogliamo politica, amministrazione, serietà.
Quella che vi ho raccontato è solo una storia, ogni riferimento a cose fatti o persone è (semi)puramente casuale, vorrei che fosse letta non nella sua evidente attualità, ma come prosa di uno spettacolo che si riproduce nel tempo, in cui cambiano i personaggi ma non le regole.
[...]
P.S. per onestà intellettuale ammetto che la metafora degli elefanti è spudoratamente ripresa dall’opera di Eugene Ionescò “i rinoceronti” che consiglio di leggere
per leggere l’intero articolo cliccare quì










Per Elhombrito, questa non l’ho capita! Me la potresti spiegare di nuovo?
Una domanda: Il granaio è chiuso di nuovo? Se si, cosa è successo?
Ma questi elefanti non ci riescono proprio a stare fermi?
E’ obbligatorio un chiarimento
Ciao Filippo
eeeeeeehehehehee…no filippo il granaio non è di nuovo chiuso, ma nell’articolo esprimiamo alcuni punti di vista importanti, che ci piaceva rivalutare alla luce del tempo passato e dei fatti intercorsi
Caro Elhombrito,
Con stessa onestà intellettuale dovresti precisare che i pachidermi, quelli naturali, non sono poi così distruttivi, convivendo in perfetto equilibrio con tante altre specie ed in armonia con l’ambiente. Gli elefanti della metafora, invece, rappresentano la sconfitta della politica nobile e che i tanti fili d’erba che rimangono a terra, schiacciati dagli interessi superiori, sono spesso colpevolmente indifferenti quando non addirittura conniventi.
Aspettando la gramigna, saluto
Bruno Ghigi
Credo che le parole dell’articolo calzino molto bene al nostro paese.
Da noi la politica è solo un insulto continuo tra i diversi centri di potere, un interesse personale che deve prevalere sull’altro, tanti scudieri pronti a darsi battaglia per un piccolo pezzo di pane…
Non abbiamo bisogno di questo, vogliamo serietà e onestà intellettuale da chi ci deve governare, non è che ti alzi la mattina e dici oggi vado a fare il chirurgo plastico, oppure dopo una vita da cantante stonato ti proponi al festival come nuova promessa.
Ci serve capacità, volontà ed un lungo bagno di umiltà, poi si deve iniziare a parlare con le persone, ascoltarne i problemi, le idee, le proposte.
Non occorrono i grandi proclami, fotovoltaico,turismo,cultura…ma la concretezza nei risultati.
ad Artena lo so questo è un miraggio, al momento, perchè gli elefanti stanno dando vita ad una aspra battaglia, incuranti di chi sulla propria pelle sente tutto il loro peso; forse però non si sono resi conto che i fili d’erba sono cresciuti,hanno preso coscienza in un blog, hanno dato vita ad associazioni,si sono rafforzati e si sono rotti di essere calpestati,offesi nell’orgoglio dalla noncuranza dei pachidermi; forse è arrivato il momento di tendere tutti insieme la mano, perchè forse un piccolo sgambetto a questi mastodonti glielo possiamo fare.
Io sono pessimista! Gli elefanti della savana sono animali belli e tremendi. Buttano giù i rami degli alberi per mangiarne le foglie poi li scradicano per grattarsi. E’ uno spettacolo inquietante. Dove passano gli elefanti una resta una scia di distruzione. Però non c’è cinismo nel loro comportamento, rientra semplicemente nella natura delle cose. Purtroppo i pachidermi che conosciamo noi distruggeranno tutto con consapevolezza, lo faranno perchè sono spietati, lo faranno per il potere, per gli affari o semplicemente per il gusto di farlo per poi ricoprire ogni cosa con una grande colata di cemento, e così non crescerà più un solo filo d’erba.
Sig. o Sig.ra jollyfer,
Non sono convinto che l’articolo sia calzante solo per Artena, credo, invece, rappresenti, un denominatore comune con tante altre realtà e per questo ancora più grave. Facendo una forzatura del fenomeno ai soli fatti di casa nostra, che a battersi ci siano i pezzi più grandi, i capi branco in persona, denota che in palio non c’è un semplice pezzo di pane come afferma. La congiuntura del momento e le pressioni di due Comuni confinanti, anche se per motivi diversi, attribuiscono a questa tornata elettorale artenese un significato particolare, la possibilità di una grande speculazione edilizia capace di muovere importanti interessi economici e di conseguenza politici. Spero di sbagliarmi, ma se gli elefanti più grandi hanno esautorato i loro tradizionali sergenti, vuol dire che la posta in gioco non si può delegare. Ritengo sommario liquidare l’uso delle energie rinnovabili (quelle vere), turismo e cultura come grandi proclami, personalmente li considero temi importanti che andrebbero sottratti alla demagogia. Vorrei infine conoscere, lo dico senza polemica, quei fili d’erba che Lei definisce cresciuti, rafforzati, offesi e pronti per lo sgambetto, per dare il mio contributo.
Cordialmente
Bruno Ghigi
In questo momento la savana è libera di elefanti, lasciano prendere il sole hai fili d’erba.
Sono pronti, il momento sta arrivando, per questo sono nervosi ed irrequieti. Il loro allontanamento, forzato, dal loro pozzanghera preferita li ha resi vogliosi del ritorno. Intanto bramavano qualcosa, le loro menti ben affilate hanno fatto di tutto per poter sopprafare l’elefantessa che con calci e pugni li ha allontanati. Nonostante ciò tiravano le fila per impedire qualsiasi cosa: vedasi la farmacia comunale.
La savana deve essere loro, scorrazzare e calpestare i fili d’erba.
Adesso con la loro proboscide accarezzano tutti anzi sono soavi verso di Noi. Stanno aspettando per coprirci nuovamente con la loro ombra.
Ieri pomeriggio credevo di vedere il sig. Bruno Ghigi seduto tra i candidati di Impegno Civico invece l’ho visto tra il pubblico.
Già prevede una grande speculazione edilizia e grandi interessi economici nei prossimi anni per Artena.
Inoltre se uno inserisce nei programmi le energie rinnovabili,il turismo e la cultura,il sig. Ghigi li definisce programmi demagogici e invece se non vengono trattati c’è la critica della dimenticanza e degli interessi economici e politici a titolo personale.
Sinceramente non riesco a capire la logica del suo discorso.
Ha mai pensato che il perseverare su concetti monotematici nei discorsi a carattere politico a volte stanca anche gli amici.
Il mondo va visto anche a 360°,mettendo avanti a tutti i discorsi l’onestà intellettuale e anche quella citata ai comandamenti 7 e 10.
Parlando di elefanti non so se è più inquietante il suono dei barriti oppure il silenzio più assoluto della savana.
Si sa che , parafrasando il mondo animali ,gli invertebrati nella savana non creano suoni,sono silenziosi ed estremamente velenosi,direi mortali.
@ Critico
innanzitutto buongiorno, in merito agli appunti che muovi a Bruno vorrei spezzare una lancia a suo favore. Bruno, secondo il mio personalissimo punto di vista, ha indubbiamente alle volte un modo un poco aggressivo di esporre le sua considerazioni personali. Posso dirti per certo che però lui non improvvisa ma soprattutto non parla di cose che non conosce. Si documenta grazie alla sua partecipazione attiva a gruppi di lavoro ed attingendo notizie da una parte di stampa e di informazione che, fortunatamente, sta emergendo in un contesto di disinformazione asservita e parziale.
Credo che la sua paura, che poi è sicuramente la mia, stia nel fatto che certi temi vengano affrontati in maniera superficiale e derubricati a temi di campagna elettorale o, peggio, che vengano disattesi probabilmente confidando nel silenzio assenso (disinformato) dei cittadini inconsapevolmente raggirati.
@bruno
quando parlo di pezzi di pane mi riferisco a quelli che fanno il lavoro sporco, cioè i semplici cittadini che per necessità si fanno in 4 per trovare voti, fare campagna elettorale e magari alla fine non prendono niente….
per i proclami poi intendevo, proprio come dice lei, che vengono usati solo in modo demagogico, senza veramente credere che in questo paese si possa fare sul serio un investimento sul solare, una scuola di musica, un centro storico curato con un palazzo Borghese aperto.
Non damagogia appunto ma temi seri da portare avanti con idee valide e fattibili, senza grandi proclami elettorali che poi perdono senso appena dopo essere stati pronunciati.
credo che le nostre opinioni siano molto simili e credo non mancherà occasione di confrontarci magari mettendo su un progetto molto partecipato.
Egr. Sig. Critico,
La rete è straordinaria anche per questo, con un click socializzi con il mondo, annulli le distanze, conosci persone per ciò che esprimono spesso senza capirne il sesso, l’età, la religione, il colore della pelle. In una società dell’immagine come la nostra, la rivoluzione della rete sta proprio nel favorire l’essere all’apparire, costringendoci tutti a ragionare su posizioni liberamente manifestate. Senza cose da dire, in rete non esisti, io la leggo come una democratica palestra alla socializzazione, per questo sono sorpreso del Suo comportamento. Avrei preferito vedere una mano tesa di chi, da lì a poco, non sarebbe più stato uno sconosciuto, proprio così, senza metafore di elefanti ed invertebrati, semplicemente da uomo. Congedandomi, offro oggi quel sorriso che preferivo farLe dal vivo.
Cordialità
Bruno Ghigi
Lascia un commento
Artenaonline.it ti offre spazio
Siti Ospitati
Il portale del Montefortino Calcio
Il portale del Gruppo Donatori Sangue di Artena
Il sito del Blackout Pub di Renato
Newsletter
Musica dal Mondo
Nazione: Germania
Artista: Rammstein
Titolo: Liebe Ist Für Alle Da
Gli altri video della sezione
Categorie
Commenti recenti
Polls
Meteo Artena
Utenti in linea
più votati
più commentati
più visti
Disclaimer : Questo blog non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti, allo stesso tempo si rende disponibile all'autorità competente nel fornire ogni dato in suo possesso in caso di contenzioso. I marchi citati sono da ritenersi proprietà dei legittimi proprietari.