V(ale)ntinamente: Lo Zen e la Monnezza
Pubblichiamo qui di seguito un post inviatoci dai nostri amici Alessandro e Valentina.
Potete trovare l’articolo originale e visitare il loro blog all’indirizzo valentinamente.wordpress.com
In un koan zen, “il cipresso qui di fronte” diventava immagine concreta e ineffabile della ricerca spirituale buddista, che è naturalmente celata, ma che dico celata, sciolta negli oggetti, nei paesaggi, nei gesti della nostra quotidianità.
Fatto sta che abbiamo la fortuna di avere proprio un bel cipresso inquadrato nella finestra del living, insieme agli abeti del Parco Borghese. Lo guardiamo, misuriamo le sfumature del verde, stiamo bene.
Poi ci affacciamo, guardiamo in basso, e sempre allo zen e alle azioni della vita quotidiana pensiamo. Agli automatismi, piuttosto, che di spirituale o etico ben poco hanno. Quelli che fanno scattare il braccio a buttare oltre la recinzione la monnezza, come niente fosse. Producendo questo.
Poi c’è da capire a chi tocchi pulire, ma prima di tutto ci inquieta quell’automatismo, quel braccio quasi staccato dal pensiero, dalla consapevolezza delle conseguenze di ciò che si fa. Come ci inquieta, scendendo di casa, e arrivando davanti al Comune, lo spettacolo quasi quotidiano che ci aspetta.
Anche questo forse già lo dicemmo, ma repetita iuvant. Visto che, con la raccolta differenziata in centro storico, son stati tolti i secchioni, chi non ha i contenitori appositi si arrangia così. Il portone del Comune è qui, fuori campo, due metri sulla sinistra. Qualche metro ancora più in là l’ingresso della scuola. Bello spettacolo, invero. Verde, antiche scale e zozzeria in libera uscita. Poi dicono che sono i gatti a sporcare.
Zen è il tuo pensiero quotidiano.
Chao-chou Ts’ung-shen















[...] il post anche qui dai nostri amici di Artena On Line) [...]
Ma gli Artenesi si rendono conto che Petrichella Mario ha imbarcato tutta questa maggioranza che in questi anni ha disastrato Artena?? Io spero che lo voterranno in pochi
…noi impariamo con le multe… .
Putroppo siamo abituati a “funzionare” così, tutto quello che ci obbligano a fare lo facciamo, il resto come ci pare.
Mi è capitato di vedere persone che gettano le cicche, simulando una gara (chi la getta più lontano?).
Carte scaraventate per terra con “nonchalance” da giovanotti e giovanotte…
Vogliamo parlare del parcheggio?Alcuni dicono che la civiltà di un paese si misura dal modo in cui parcheggiano gli abitanti, ebbene vi invito tutto in Via G. Di Vittorio alle 8,20 ed alle 16,30, uno spettacolo… (non di sabato e di domenica anche se lo spettacolo pare essere assicurato).
Caro Gianluca, posso capire che sei sostenitore di Latini, però ricordati ma che c’entra il comune con l’inciviltà della gente? Magari sei proprio tu quello che butta i rifiuti in giro, proprio per screditare l’amministrazione. Quando poi parli che non è stato fatto niente per Artena, è chiaro che non ci vivi, oppure hai gli occhi foderati di prosciutto!!!
sono una ragazza che abita al centro storico e vi posso dire che tutta quella immondizia NON è dovuta alle persone alle quali non importa nulla di dove abitano infatti per fare soltanto qualche esempio :- per la raccolta differenziata si puo essere costretti ad uscire fuori alle 5 del mattino per consegnarla? no! e allora la mettiamo fuori la sera prima e gli animali in cerca di cibo spargono tutto in ogni luogo… non sarebbe più normale passare ad un orario più decente?; – è vero se hai un pezzetto di carta nelle mani è buona educazione metterlo in tasca e non gettarlo in terra ma è anche obbligo di una amministrazione comunale mettere i porta rifiuti qualcuno di voi ha visto un porta rifiuti per tutto il centro storico?
Ciao. Ti assicuro che sono le persone a buttare l’immondizia in giro.
Noi è già ben prima dell’inizio della raccolta differenziata porta a porta, che parliamo del parco.
Ti faccio solo un esempio. Un gorno stavo fuori casa, parlando con una vicina, e ho trovato un pezzo di plastica in terra. L’ho preso e volevo buttarlo nel secchione, ma la mia vicina mi ha detto lascia, lo porta mio figlio (che in quel momento passava da quella parte).
Il ragazzino lo ha preso e l’ha buttato con nonchalance nel parco.
@ Capocotta. Allora, abbiamo criticato fin dall’inizio la gestione della raccolta differenziata in centro storico.
Però, per la precisione, i contenitori della raccolta si possono mettere fuori – come da volantino esplicativo – fino alle 8.30 del mattino, che non è proprio prestissimo (le 5 è un orario che non mi risulta da nessuna parte).
A noi, rare volte è capitato per comodità di metter fuori un contenitore la sera prima, ma nessun gatto (e sì che abbiamo una colonia felina regolarmente censita fuori casa) ha scoperchiato alcunché, anche perché è difficile aprire un contenitore, e non è che i mici siano ghiotti di vetro, carta o plastica.
Invece, chiaramente, i gatti vanno a sfruculiare (come documentato nell’ultima foto) tra i rifiuti che vengono buttati indifferenziatamente accanto al comune, in comuni buste di plastica, da gente che evidentemente non ha i secchioni della differenziata. Solo che, com’è ovvio, quei rifiuti non dovrebbero esistere in quella forma, in quel posto. I contenitori sono stati tolti proprio per questo, percé tutti dovrebbero fare la differenziata.
Naturalmente sta al comune verificare che ciò avvenga, e non so proprio se e come lo facciano (a parte una abbastanza risibile dichiarazione di debellamento delle “sacche di resistenza” che comparve su un manifesto comunale tipo un mesetto dopo l’inizio della raccolta.
Sarebbe buona cosa mettere dei piccoli contenitori per la micro-spazzatura da passeggio, tipo cartine, pezzi di carta e così via, come anche dei contenitori per le famigerate cicche.
Ma se guardi bene nelle foto, ci troverai un bel televisore, o qualcosa del genere, che sta lì da almeno 3 anni, da quando cioè ci siamo trasferiti, quindi ben prima dell’inizio della differenziata, e che comunque andrebbe portato all’isola ecologica.
E, in ogni caso, bene richiamare sempre chi amministra alle sue funzioni e ai suoi obblighi, come fa sempre “Artena On Line” e pure noi nel nostro piccolo. Ma se la protesta contro le disfunzioni del Comune è buttare spazzatura dentro un parco, trasformandolo in una discarica indegna di un paese civile, allora non ci siamo.
Altro aneddoto: ci hanno raccontato che chi abitava prima di noi nella nostra casa, quando era, come dire, incazzato, prendeva e buttava cose oltre la recinzione. Evidentemente non era (è) il solo: la monnezza era già lì quando siamo arrivati, nel frattempo è aumentata. Per me chi butta la sua roba nel verde, è uno a cui non frega niente del posto in cui vive, e degli altri che vivono vicino a lui, non so che altro dire al proposito.
@capocotta: sono stato due volte in un paio di mesi in due zone in cui al raccolta differenziata c’è da tempo immemore: Val Gardena (Trentino, Sud Tirol) e Provincia di Sondrio (Lombardia, confine con la Svizzera). Soprattutto nel primo teutonico luogo, la raccolta differenziata è “a regime” da anni. Il meccanismo è semplice: tu sbagli a mettere monnezza in sacchetto? tu paga. tu butta monnezza de sotto? tu paga. tu cerchi di fare il furbo? tu paga. Un sogno è che gli artenesi tutti (me compreso, che non nega il fatto di essersi trovato in difficoltà a rispettare le rigide regole della differenziata) vengano civilizzati a colpi di multe. Ecco la cosa principale che serve agli artenesi: un corpo di polizia locale in grado di far rispettare le regole, comprese le regole della munnezza…
Parole sante Joz, qui (inteso non come Artena, ma come Italia da una certa latitudine in giù) il senso civico lo si deve imporre e basta, aspettare che illumini le menti per magia è utopico. Chi le impone, è chiaro, deve essere il primo a possederlo, il benedetto senso civico. Che poi è, ne sono convinto, senso della bellezza: non è che butto o non butto una cosa per la strada, o lungo il ciglio, o nel bosco, o sulla spiaggia, perché “tanto lo fanno tutti” o perché “non si fa, non è educato”. Non lo faccio perché rispetto il decoro, o la bellezza, o l’intrinseca qualità estetica di quel luogo, che il mio gesto sconsiderato va a minare. Ma questa cosa o la insegni a scuola, in famiglia, dappertutto, o il risultato è questo.
Educazione, comunicazione, multe, e forse alla fine si riesce a cambiarla, una mentalità.
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