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Il Prof Gianni Mattioli incontra Artena

4 maggio 2010 visto 404 volte Nessun Commento Scritto da fenis

E’ passato più di qualche giorno dall’incontro con l’ex Ministro Mattioli organizzato da Mino Massimei ma il tema è sempre più attuale: il nucleare.
Riportiamo un comunicato di Mino e il video dell’incontro.

Lo sviluppo , la corsa al conseguimento di sempre più alti standard di vita attraverso sempre più elevati livelli di produzione e di consumo di beni materiali e servizi, è finito. L’insieme dei processi economici e sociali che nell’ultimo mezzo secolo ha moltiplicato i redditi individuali dei cittadini dell’Occidente, accresciuto il loro benessere materiale, innalzato il loro orizzonte culturale, esteso gli spazi di libertà e rafforzato la loro partecipazione democratica, si è concluso. Una grande pagina della storia recente del mondo è giunta la termine. Con queste parole, che sono anche l’incipit dell’ ultima opera dello storico Piero Bevilacqua “Miseria dello Sviluppo”, potremmo sintetizzare il senso della conferenza del Prof. Gianni Mattioli che qui ci troviamo a rendere accessibile per chi non c’era. Una lezione che entra in maniera precisa sui temi delle energie rinnovabili e soprattutto sul tema del nucleare. E allora vengono alla luce le contraddizioni della propaganda dei decenni che ci hanno preceduto. L’epopea del nucleare raccontata magistralmente da un intellettuale che da giovane, come tanti della sua generazione, credeva nelle potenzialità dell’atomo. Nessuno poteva sapere i rischi, soprattutto quando puoi avere l’ambizione di dare energia per tutti. L’utopia democratica della scienza che può dare tutto per tutti. Cerchiamo di dare qualche dato anche noi in questa breve introduzione. Dal 1954 al 1989 nei trentacinque anni della guerra fredda furono costruite nel mondo 423 centrali nucleari per la produzione di energia elettrica. Dal 1989 al 2007 siamo ancora a 439. Non si è praticamente andati avanti e questo perché, come racconta anche il prof. Mattioli, con l’incidente americano ( il primo serio della storia) nella centrale Usa di Three Mile Island del 1979 e poi con Chernobyl i nodi strutturali del nucleare di seconda generazione sono venuti al pettine. Con gravi conseguenze per tutti. I costi economici delle centrali nucleari sono divenuti astronomici. In venti anni dal 1970 al 1990 le centrali nucleari sono arrivati a costare dieci volte di più del punto di partenza. Troppe spese assicurative. Ma questo lo troverete nella conferenza, detto in un discorso molto più organico del mio. Questi sono solo piccoli dati per capire il problema tecnico di cui parliamo. Non parliamo qui dei problemi sui tempi di costruzione degli impianti, o del problema delle scorie radioattive, questo anche lo troverete dentro. Come dentro troverete le speranze di chi crede nel progetto di studio lanciato dagli Stati Uniti: Generation Four. Con tutte le sue incognite. La quarta generazione del nucleare, ripensare la fisica del reattore. Una sfida importante. Non la terza che noi abbiamo preso dai francesi, tutti i rischi della seconda con solo qualche miglioramento di natura tecnica. Ma anche questo lo troverete ben spiegato, come troverete spiegato in maniera veramente chiara il problema dell’uranio. Dell’ Uranio 235 e di quello 238. Potrete trovare queste cose anche in un bel libro uscito ultimamente a firma di due grandi fisici italiani: Guido Cosenza, Luigi Sertorio “La menzogna nucleare” Ponte alle Grazie editore, curato da Giulietto Chiesa. La parte che riguarda le energie rinnovabili, è un’ accorato appello a cambiare rotta, a guardare alla Germania e ai suoi 750.000 posti di lavoro creati dalle energie rinnovabili. Un’altra storia, un’altra Europa.
Buon ascolto
Mino Massimei

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