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Riceviamo e pubblichiamo: La Casta dei poveri, Massimo Scacchi.


Dopo l’articolo di Martina Perchè Ride, continuano le polemiche per il divieto delle riprese durante le sedute del consiglio comunale di Artena. Pubblichiamo questo articolo inviatoci da Massimo Scacchi.

Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.

A. Einstein

Nel nostro caso saremmo stati volentieri a guardare (e riprendere) senonché, come espresso dal neo presidente del consiglio comunale di Artena al nostro Adolfo Mele, locale organizzatore grillino,la suprema commissione dei capigruppo (i sigg. Pecorari, Fiorentini e Massimiliano Petrichella) ha deciso che non era il caso di  riprendere il pubblico consiglio se , nello stesso, si deve trattare un tema sensibile come (avvicinatevi e leggete sottovoce mi raccomando) una disquisizione sul depuratore del Colubro (ora potete riallontanarvi dallo schermo e riprendere una postura normale) e quindi fosse meglio rimandare a momento più propizio; ad esempio quando si discute di riasfaltare un tratto di strada sconnesso o la ritinteggiatura delle strisce pedonali sparse per il territorio del nostro paese. Scrosci di applausi e contestazione a prescindere con battibecco consigliere Angelini-presidente Mattozzi comprese.

E come se non bastasse siamo stati invitati a presentare una domanda protocollata per la ripresa di ogni singolo consiglio comunale che, badate bene, verrebbe vagliata caso per caso. Noi dovremmo rimanere in trepida attesa del verdetto che , secondo indiscrezioni,  potrebbe anche essere espresso tramite pollice verso oppure, bontà loro, pollice alzato dallo stesso presidente del consiglio comunale che si affaccia dalla finestra centrale dello stabile adibito ad uffici comunali.

Di sicuro i nostri concittadini, eletti nostri rappresentanti nell’amministrazione locale, malfattori non sono, ma rientrano nella categoria di persone che non conoscono la legge (caso grave) oppure in quella rappresentata da coloro che la conoscono e fanno finta di non conoscerla (caso ancora più grave).

Alla vigilia dell’ultimo consiglio comunale della precedente amministrazione, mi sono trovato a discutere con l’allora sindaco signora Pecorari e ad altri esponenti della giunta uscente (i sigg. Perugini e Velli) circa la ripresa audiovisiva del consiglio comunale che ritenemmo, oltre che un fondamentale esercizio di democrazia per un ente che necessità della massima trasparenza, in quanto fautore del servizio più vicino al cittadino, oltretutto un obbligo previsto da un decreto legislativo (n. 267 del 18 Agosto 2000) e da una nota del garante per la privacy (n. 11 del Marzo 2002).

Entrambe danno pieno titolo al singolo cittadino di effettuare riprese video e di divulgarle affinché possano essere documento di informazione e di valutazione dell’operato dell’organo preposto alla guida amministrativa del paese. Limitazioni, personalmente ineccepibili, vengono poste nel momento in cui si debbano trattare casi di salute e di indigenza di privati cittadini.

Il dottor Aldrovandi, consigliere vicino ad un politico di lungo corso, ha coniato la frase: A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.

Voglio provare a fare questo esercizio.  Perchè  un mio rappresentante, pagato con le mie tasse e che gestisce le mie tasse e quindi un mio dipendente, non vuole che lo si riprenda nell’esercizio delle sue funzioni? Cosa non vuole che io sappia? E perchè mai io non potrei criticare costruttivamente il suo operato?  Perchè nessuno si è opposto a questa presa di posizione dei capigruppo? La ripresa e la divulgazione dei video dei consigli comunali viene, per caso, intesa come un esercizio che viene gentilmente concesso per assecondare quattro ragazzi affetti da sindrome del rivoluzionario? Ed infine, queste persone fanno politica perchè ritengono di poter dare un contributo al miglioramento del paese o perchè in foto vengono bene?

Massimo Scacchi

  • mauro

    La richiesta protocollata è un’ulteriore maldestra beffa che dimostra mancanza di ravvedimento difronte ad un errore così grossolano.
    Faccio un appello:
    chi ha vietato le riprese e tutti coloro che continuano a far finta di niente si scusino pubblicamente per dimostrare di aver finalmente capito il senso del proprio mandato.

  • grilliartena.it

    mele adolfo : aggiornamento : venerdi 9 luglio io e luca mele ( artenaonline) siamo andati dal Presidnte del Consiglio comunale Paolo Mattozzi con il quale ( con la massima disponibilita’ )abbiamo chiarito per le riprese del consiglio comunale che possono continuare normalmente e ha detto che vedra’ di regolarle anche tramite lo statuto comunale .

  • @meleadolfo: abbiamo inserito il commento nello stesso momento:
    http://artenaonline.it/2010/06/perche-ride/comment-page-1/#comment-19503

    🙂

  • mr.zogs

    Tutta questa storia mi sembra fatta dal Capo del regno Birbonico…. prima si dice e poi si ritratta , poi si fa una cosa ed infine nessuno l’ha fatta…rimane la sconfortante certezza che anche questa volta i Birboni ce l’hanno fatta!

  • rita

    no comment ancora crediamo a certe stronzate