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Non sta né in cielo né in terra.

25 gennaio 2012 visto 813 volte 7 Commenti Scritto da

Non sta né in cielo né in terra: espressione, questa, che ti gira in testa fino a quando non finisci di leggere quello che il comandante della Polizia Locale, Panzino, ha definito “Progetto Legalità”.
I fatti sono questi: dicono che ci sia un problema legalità, parlano soprattutto di micro-criminalità giovanile ad Artena. Allora decidono di installare telecamere per una somma di 55 mila euro totali: 50 mila li mette la Regione, 5 mila li mette il Comune.

Il testo del progetto Legalità- indirizzato alla Regione per ottenere finanziamenti- lo riportiamo di seguito. L’ho letto più volte ed ho ritenuto di sottolinearne diversi passaggi. Ora li vediamo insieme.
Si inizia parlando dell’economia artenese: secondo quanto riportato, si reggerebbe su turismo, commercio, agricoltura e pastorizia.
Si continua con un bel “bisogna recuperare una dimensione di valore civile”. E tu pensi Benissimo, siamo d’accordo. Poi si parla degli episodi di violenza esplosi negli ultimi anni. Quali?
Ci dicono anche perché questi ragazzi prendono brutte strade: vivono nella più totale incertezza di un futuro anche e soprattutto lavorativo, vengono da famiglie povere economicamente e culturalmente; parlano della dispersione scolastica: e ti sorprendi, perché non ne parla mai nessuno: io stessa me ne sono interessata solo dopo un esame di pedagogia. È più la scuola che perde i ragazzi, non loro a disperdersi. Ma comunque. Il comandante chiude la redazione del progetto dicendo “manca senso civico e solidarietà umana”.

Ricapitoliamo. Si parla dei giovani artenesi come di disadattati sociali, disagiati, senza futuro. Ragazzi con famiglie povere alle spalle. E penseresti: Perfetto, se questo è il quadro, adesso di seguito elencheranno gli interventi da realizzare al più presto possibile. Interventi che vanno inseriti nella categoria POLITICHE GIOVANILI. Opere che abbiamo inserito nel nostro manifesto e che riteniamo non superficiali, ma necessarie. Seguitemi:

-una palestra
-un luogo di aggregazione
-un cinema
-una bibliomediateca
-uno spazio all’aperto attrezzato in cui poter fare sport: dal basket alla corsa.

NON ABBIAMO NIENTE. Capito? Ma non ce li avete i figli? Dove li portate a vivere e passeggiare e giocare e divertirsi? Fuori, immagino.
(Un giorno Matteo mi ha impressionata quando mi ha detto “Io Artena non la vivo: non ci passeggio”. Mi ha fatto pensare. Ed ha ragione). Per tutti noi- privilegiati- Artena è una città dormitorio, altro che il Bronx.

Ma arrivo al punto.
Vista l’analisi, una volta fatte emergere le zone oscure di questo posto nero su bianco: puoi pensare di risolvere problematiche storico-economico sociali con delle telecamere, tra le altre cose pagandole 55 mila euro?
Sono andata a porre questa esatta domanda al Comandate Panzino, ieri mattina. Mi è sembrato un uomo molto garbato. La nostra conversazione è durata cinque, dieci minuti. Sono entrata, mi sono seduta e lui mi fa “eccole le telecamere”. Sette schermi alle mie spalle. Qualche apparecchio è fisso. Altri mobili. Ad oggi sono presenti soprattutto nel centro del paese, ma il Comandante- da sei anni ad Artena- ha scritto un altro progetto per installarle anche nelle contrade.
Quale comune, oggi, non ha un problema legalità? Qui abbiamo soprattutto spaccio di droga, furti, vandalismo. La Regione ha detto Abbiamo questi 50 mila euro per installare delle telecamere, li volete? E io di mia iniziativa ho risposto di si.

Tutto qui. Prima di andarmene gli annuncio la pubblicazione di questo post e Panzino mi dice “spero che il tuo sarà un commento positivo”. Insomma, rispondo. Se io fossi amministratrice agirei diversamente. Programmerei una serie di interventi integrati. Finanzierei le Politiche giovanili.
E lui, con mia grande sorpresa, mi dice: sono d’accordo. La telecamera è un palliativo. Così il problema lo sposti, ma non lo risolvi. Prima spacciavano in P.zza G. Galilei? Ora spacciano a For de Porta.
Benissimo. Siamo d’accordo. Quindi il nodo è politico. Tutto politico.

I problemi si affrontano: voi state mettendo la polvere sotto il tappeto e ve ne state lavando le mani. Ecco cosa state facendo. E dovrà pesarvi sulla coscienza il nulla più totale nel quale cresceranno anche i vostri figli.
State usando una toppa per coprire una voragine. Una maledetta voragine: che è un vuoto soprattutto culturale.
Si riparte dalla cultura.
Si riparte dallo sport.
Si riparte offrendo qualcosa a questa comunità. Qualcosa che non sia una strada asfaltata o un’aiuola. Non ci state dando niente e noi non vi sentiamo. SIETE DOVE SIETE PER NOI: anche per me che non vi ho votato.
Il punto non deve essere: ti scoraggio a delinquere mettendo la telecamera, piuttosto: ti offro tanto come amministrazione, ti stimolo tanto che a delinquere non ci pensi proprio.

Questa comunità sta mandando dei segnali. La capacità del politico sta nel saper leggere le esigenze delle persone che dovrebbe guidare. Piuttosto che installare telecamere, voglio sapere se non sia più sensato offrire opportunità: di studio, di lavoro. Politiche sociali. Politiche giovanili. Politiche d’integrazione. Doposcuola, laboratori, gite, visite nei musei.
FATE QUALCOSA, porca miseria.
Con 55 mila euro si coprono le spese per intero delle nostre dieci e più proposte.

Nella relazione si parla anche di gente che ha paura e chiede più sicurezza. Io ho paura. Ho paura di un certo genere di amministratori. Per niente interessati al bene di una comunità.
E passano i giorni e passano gli anni. E il vostro silenzio ci viene addosso.

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7 Commenti »

  • n. 1 - Elisa ha detto:

    Condivido in pieno. Sembra la solita vecchia storia: si guarda il dito anzichè la luna, e purtroppo lo si fa con i nostri soldi e con il nostro – di tutti- futuro

  • n. 2 - bandido del sertao ha detto:

    il panzino dice che e’ colpa degli amministratori quelli dicono che e’ colpa dei vigili che sono pochi, questi pensano solo a svoltacce e voi ce abboccate pure…

  • n. 3 - la Brebis noire ha detto:

    Cara Martina, il tuo è senz’altro un blog sentito e veemente..ma mi sembra che stiamo buttando nello stesso calderone troppe cose insieme e mi sembra che si stia lanciando un appello nel vuoto.
    Ci sono vari punti di cui vorrei parlare, ma la cosa che più mi preme è che, a mio avviso, non si tratta nè di cultura nè di sport: se parliamo di recuperare una dimensione civile (cosa indiscutibilmente necessaria nel nostro paese) qui il primo problema è di mancanza di educazione e senso civico; la cultura è importante ma è ben altro!
    Il secondo punto di confusione è relativo ad una ben precisa differenza tra quelli che sono i fondi stanziati dalla regione per la “sicurezza” e quelli che invece sono i fondi che il comune mette a disposizione o ha la possibilità di chiedere per le politiche giovanili.
    Di certo Panzino quei 50mila euro non poteva investirli in palestre, cinema ecc..
    In secundis vorrei capire sulla base di quali dati il Dott. Panzino ha estratto la sua analisi sulla composizione dell’economia artenese e sulla base di quali informazioni ha tratto l’equivalenza giovane delinquentello = famiglia povera.
    A mio avviso, i giovani teppistelli che scorrazzano per artena non sono affatto appartenenti a famiglie economicamente disagiate..anzi, sarei pronta a scommettere che vengono proprio da famiglie benestanti e da genitori che non si preoccupano di altro se non di riempirgli le tasche di soldi senza curarsi di come questi soldi vengano spesi.
    Come già discusso in altri post, questo non è un problema che deve ricadere sulle amministrazioni, ma è un problema che devono affrontare innanzitutto le famiglie.
    Che Panzino faccia la richiesta e riceva i finanziamenti ben venga!Ma io esigo che, nel momento in cui mi reco al comando dei vigili perchè mi hanno squarciato quattro gomme sotto casa o per segnalare un giro di spaccio alle due/tre di pomeriggio (ed abito in pienissimo centro) non mi si risponda: “e che mica possiamo controllare tutti i filmati”!!
    Il problema della delinquenza giovanile ad Artena c’è e come. E la delinquenza a casa mia si punisce!
    Le iniziative che te proponi per le politiche giovanili sono senza dubbio importantissime e utili a creare un tessuto sociale e a prevenire lo svilupparsi della piccola criminalità giovanile ma, come già detto, è altra cosa.

  • n. 4 - la Brebis noire ha detto:

    @Bandido: immagino che comunque la spesa deva essere documentata, e questo è un altro punto ancora nel grande calderone.
    Aspettiamo e vedremo anche chi, se e quanto c’ha svoltato!

  • n. 5 - martina ha detto:

    La Brebis Noire,
    Mi dispiace di non essere stata chiara in qualche punto e se hai rilevato dei passaggi “confusi”.
    Sulla sostanza siamo d’accordo, allora.

    m.

  • n. 6 - Pietro ha detto:

    Solo per inciso: io continuo da 4 anni a portare mia figlia a fare pattinaggio a Colonna, sono 120 km a settimana, un bel sacrificio ma ad Artena il palazzetto non apre però si mettono le telecamere per vedere quello che non succede.
    Concordo con l’autrice dell’articolo, 55 mila euro sono abbastanza per avviare qualcosa per i giovani, qualunque cosa, ma le telecamere proprio non servono o meglio, servono meno di tante altre cose.

  • n. 7 - martina ha detto:

    Torno a precisare che i 50 mila euro (dati dalla Regione Lazio per le telecamere) comunque non potevano essere utilizzati altrimenti.
    Quello che manca, innanzitutto, è la pianificazione di politiche giovanili.
    Ma qui ci leggono e non ci rispondono.
    Vero Alberto Riccitelli, Michela d’Alessio e tutto l’Ufficio culturaaaa?

    Buona serata

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