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Storie di Artenesi straordinari:Ridi Iena

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Parte dalle Valli un ferroviere furibondo e sorridente.Parte e racconta in giro per il mondo la sua calma biblica e la sua ira da temere.Piedi storti per il pallone probabilmente o forse poca voglia di correre insieme ad altri undici forsennati su un campo di pozzolana. Ride quando un calcio gli sposta le idee. Ride quando migliaia di chilometri lo staccano da casa. Non lo tocca veramente quel ring, non lo tocca mai come a volerlo calpestare. Semmai una parola dovesse disegnare il suo modo di combattere, bhe…quella parola sarebbe danzare. Ma non danzare leggiadro, con grazia. Una danza d’accerchiamento, una sorta di rito propiziatore che anticipa il guizzo veloce dell’attacco letale di quel predatore che lento distrugge la preda.
Non sente i calci nello stomaco e le gomitate in pieno volto. Non sente la paura che pure lo assale prima di chiudere gli occhi dietro i guantoni. Cala il sipario d’un sopracciglio spavaldo che incassa ogni colpo come se fosse giusto così. Come se mancare la sfida d’un diretto sopra l’occhio racchiudesse in sè la sconfitta di non averci almeno provato. Incassa e restituisce e incassa ancora. Ma poi arriva il momento in cui quel ferroviere furibondo e sorridente si prende il suo tempo per danzare annunciando quel cambio di passo in cui la calma finisce…ed inzia l’ira. Non vedi il colpo partire, non vedi gli occhi annunciare la mossa. E’ chiuso in quei dieci secondi di genio e follia che lo lanciano in alto piegando un ginocchio. Scarica dentro un pugno deciso anni di storie che lui conosce e lui solo può chiudere nei guantoni prima di iniziare.Non conta che stia attaccando o difendendosi, che stia vincendo o perdendo. Non conta che nel suo stesso paese pochi ne conoscano le gesta e quando torna al bar pochi conoscono la gloria con cui ha onorato il nostro paese. Non conta che il suo nome venga gridato dentro un microfono in Thailandia o da Anna fuori la porta di casa alle vagli, ad Artena.
Non conta nulla in quei dieci secondi di genio e follia. In quel frammento di eterno Angelo ride. Ride senza sapere di farlo. Certo l’atto di ridere poco prima di avventarsi sul suo rivale con furia dannata presupporrebbe cinismo e sadico piacere ma non è così. A dire il vero non lo sò proprio perchè Angelo ride dopo tutte le botte che rimedia sul ring. Però guardandolo vedo che il suo volto è curvato in una risata che gli parte da dentro e quando ride chi sta dall’altra parte del ring capisce che non è un bel momento. Ridi Angelo, ridi come un campione, come un genio, come un animale.Ridi angelo, come una Iena.

http://artenaonline.it/2009/04/iena-ii-un-artenese-sul-tetto-del-mondo/

P.s. Stasera non mi andava di scrivere di politica, mi andava di scrivere di uno che meriterebbe di essere portato come esempio in questo nostro strano paese