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Edilizia Scolastica nazionale e non solo…

Dopo avervi lasciati giorni fa con l’articolo “La scuola alle Macere non era una semplice scuola”,decidiamo oggi di approfondire la situazione attuale riguardo l’edilizia scolastica. Ricorderete il discorso programmatico di Renzi tenuto dinanzi al senato il 24 Febbraio in cui esordiva dicendo: “Domani scriverò una lettera ai miei colleghi sindaci, oltre 8.000, per chiedere a tutti loro e ai Presidenti delle Province sopravvissuti di fare il punto della situazione sull’edilizia scolastica … Noi abbiamo bisogno di intervenire nell’edilizia scolastica dal 15 giugno al 15 settembre, con un programma straordinario – nell’ordine di qualche miliardo di euro e non di qualche decina di milioni – da attuare sui singoli territori, partendo dalle richieste dei sindaci e intervenendo in modo concreto e puntuale”; queste,invece, le parole del 28 aprile dell’attuale sindaco Angelini, in campagna elettorale, proprio in quella scuola delle Macere: “Sappiamo bene quanto sia importante ristrutturarla in maniera adeguata e proprio per questo motivo nel nostro programma, tra le cose che andremo a realizzare con massima priorità, vi è la ristrutturazione e l’ampliamento di questa scuola con o senza i trecento mila euro richiesti in questi giorni dal Commissario con un atto ad hoc. I soldi per queste cose vanno trovati in qualsiasi modo, iniziando magari dalla rimodulazione del debito con Lazio Ambiente (ex GAIA) che le precedenti amministrazioni hanno fatto lievitare fino a 6 milioni di euro”. Procedendo dalle parole ai fatti sappiamo che Renzi la lettera l’ha poi davvero inviata, il 3 Marzo, a tutti gli amministratori locali, richiedendo a quegli stessi di individuare nel proprio comune un edificio scolastico in cui fosse prioritario intervenire. L’allora amministratore artenese, il commissario prefettizio Dott. Nicola Di Matteo,ha risposto poco dopo all’appello con la seguente lettera:

lettera al presidente del consiglio

Dopo quest’ultima lettera,il governo si farà di nuovo vivo al Comune il 7/8/2014 con un’altra “letterina” che trovate qui http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/focus070814 con cui si informa Artena del fatto che sia stata inserita nel progetto #scuole belle per il quale il governo ha stanziato 150 milioni di euro solo nel 2014. Ma capiamo cos’è il piano di edilizia scolastica di Renzi e cosa prevede. Il progetto che si costituisce di due fasi,una iniziata nel 2014 e un’altra che avrà luogo nel prossimo anno, si presenta composta da tre sotto-progetti: #scuole nuove,#scuole sicure,#scuole belle. Il primo di quest’ultimi prevede lo stanziamento di 244 mln di euro di cui la metà nel 2014 e l’altra metà nel 2015 in 404 scuole,immediatamente cantierabili, che rispondendo alla lettera del 3 marzo e possedendo tutte le risorse necessarie,richiedevano unicamente lo sblocco del Patto di stabilità per l’anno 2014 oppure per il 2014 e 2015. Nei DPCM 13 e 30 giugno 2014 è stata indicata questa categoria di Comuni,mentre non è stato possibile inserire,in questa prima fase, le Amministrazioni che hanno domandato: lo sblocco di patto a partire dal 2015; le quote di finanziamento; lo sblocco di patto anche a partire dal 2014 ma accompagnato da richiesta di finanziamento. Artena,quindi,non rientra in questa fattispecie di progetto dal momento che,non solo nella lettera di risposta del commissario non c’è nessun riferimento a quanto detto pocanzi, ma, soprattutto, il nostro comune, per il quale lo stesso sindaco parla di possibilità di dichiarare il dissesto finanziario, non ha le risorse necessarie per sbloccare il patto di stabilità. Niente scuole nuove,quindi. Il piano #scuole sicure prevede,invece,opere di messa a norma e in sicurezza degli edifici e ha ad oggetto nella prima fase 2865 scuole per le quali sono stati stanziati 400 mln di euro. Da come si legge dal sito del Miur, grazie ai 400 milioni  della delibera Cipe del 30 giugno 2014 saranno coperti 1.639 interventi che erano rimasti esclusi dal cosiddetto “decreto del Fare. Altri 381 interventi delle graduatorie del dl del ‘Fare’, saranno finanziati con i ribassi d’asta. Sempre con i ribassi si finanzieranno anche 845 interventi per il conseguimento del certificato di agibilità e per il completamento della messa norma previsti dal decreto del Miur numero 267. Artena, non rientrando,dunque, tra quelle scuole escluse dal ddl del fare non è inserita neanche in questa seconda tipologia di progetto, mentre viene inserita nel piano #scuole belle per il quale il governo ha stanziato 450 mln nel 2014-2015 che serviranno a finanziare interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale;i fondi saranno versati direttamente alle scuole in cui saranno i dirigenti scolastici ad ordinare gli interventi attraverso gli appalti Consip o ricorrendo ai vecchi appalti dove quelli nuovi non sono ancora stati attivati. In questo progetto, che investe,nel 2014-2015, 17961 plessi, Artena è stata inserita ottenendo solo nel 2014 9800 euro ( voce 2233 http://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/scuole_belle.html di riepilogo interventi al 15 settembre 2014) dei 61600 euro di cui si prende nota nel sito del comune. Tralasciando la polemica riguardo il fatto se siano pochi i finanziamenti ottenuti rispetto a quei 600 mila richiesti dal commissario,è necessario riflettere sulla superficialità con cui un intero piano di investimento si sia poi, di fatto, affidato unicamente ad indicazioni di amministratori locali. Quando si prevede un investimento di oltre un miliardo,come questo, si dovrebbero per lo meno introdurre criteri oggettivi  al fine di definire in maniera equa se quella scuola merita di essere più nuova,sicura o bella di altre. Non voglio dire che gli amministratori locali non conoscano bene il paese che governano, ma, date le vicissitudini di personalismi e favoritismi tipiche italiane,sarebbe stato il caso di appellarsi ai dati forniti non solo dal sindaco, ma,soprattutto, da un’Anagrafe dell’Edilizia scolastica. Al riguardo Cittadinanzattiva, una delle principali associazioni per la tutela e la promozione dei diritti dei cittadini in Italia e in Europa,ha ottenuto il 1/8/2014 il rigetto da parte del consiglio di Stato della domanda di sospensione presentata dal Ministero dell’Istruzione in merito all’obbligo di pubblicazione dei dati relativi alla pubblicazione dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica. Sono ben 18 anni che l’associazione richiede questi dati e, ora,finalmente,sembra accendersi un barlume di speranza in un retroscena sempre meno trasparente. In mancanza di questi dati,per ora,abbiamo in Italia situazioni come l’Istituto Giovanni Caso di Piedimonte Matese che,nonostante sia in condizioni pessime di sicurezza, non abbia ricevuto alcun finanziamento. Il nostro comune sembra,quindi,essere uno dei tanti dimenticati o poco considerati dal “piano Renzi” poiché,di casi disastrati ne abbiamo avuti e ne abbiamo anche noi: siamo il paese della”scuola containers”,delle aule strapiene o troppo poco piene,il paese a cui continua a mancare un Istituto Superiore e in cui ci sono ancora scuole come quella delle Macere senza una palestra.

Nonostante il Governo preveda,da come si legge nel sito del Miur,altre fonti di finanziamento, per ora,l’unica cosa certa, è che, dati i tempi, non ci rimane che ridurre gli sprechi,far leva sul nostro essere una comunità e cercare di esternalizzare il meno possibile servizi, che, ormai, sembrano non poter avere più un’esistenza naturalmente pubblica: ci riferiamo a settori come quello del servizio di raccolta rifiuti e delle pulizie negli edifici scolastici. A tal proposito vi lasciamo con il risultato di una ricerca di Citadinanzattiva: considerato un campione di 213 scuole italiane nel 40% dei casi i bagni sono sprovvisti di carta igienica e di sapone,per il 66% di asciugamani e nel 46% di scopini per il wc… Qui non si parla di privilegi,ma di semplici ed essenziali diritti.

 

  • jozmile

    Elisa, complimenti per l’accuratezza dell’analisi e la chiarezza espressa in questo articolo. E’ evidente che in questo momento, data l’assenza di una Anagrafe dell’Edilizia Scolastica e di dati oggettivi su cui definire chi più o meno ha urgenza di interventi, la possibilità di ricevere finanziamenti è direttamente proporzionale alla capacità amministrativa dei singoli comuni. Sempre più importante è la macchina amministrativa e sempre più preparati devono essere le persone che ne fanno parte.

  • Elisa

    Hai ragione @jozmile. I finanziamenti,tuttavia, non saranno mai adeguati e sufficienti in una realtà in cui non si razionalizza per bene la spesa in ambiti in cui potrebbe essere facile farlo.