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Colleferro, elezioni comunali 2015: riflessioni

Pierluigi-Sanna

Era il 16 Dicembre 2014, quando quattro consiglieri della maggioranza e cinque dell’opposizione decisero di porre fine alla Giunta Cacciotti. Dinanzi ai malumori di chi avrebbe voluto governare ancora per un po’, i consiglieri dimissionari parlarono di una scelta doverosa laddove la pratica dell’“abbozza,abbozza” era divenuta semplice quotidianità.

È da dire che l’ex sindaco costantemente sottolineò di essere amareggiato per delle dimissioni che non si aspettava minimamente e nelle quali,in qualche modo, intravedeva l’irrefrenabile voglia di qualcuno di divenire sindaco.

Se sia più o meno vero, una cosa la sappiamo: coloro che tempo prima avevano firmato le proprie dimissioni, riappaiono nelle liste o si candidano a sindaco: Emanuele Girolami ( medaglia di bronzo alle elezioni 2011) prende con sé non solo Maurizio del Brusco,ma anche Mario Del Prete, Rocco Sofi, Antonio Rossi; Sanna ha in lista Vincenzo Stendardo, mentre a Silvano Moffa tocca Mario Cacciotti. Gli altri due candidati sono Aldo Barbona per il Movimento Cinque Stelle e Santina Camilli che si presenta con la lista Federazione Liste Civiche Colleferro.

Da qui alla vittoria di Pierluigi Sanna ci sono le primarie,le elezioni del 31 maggio, il ballottaggio e in ognuna di queste l’elettorato sceglie e risceglie lui con percentuali straordinarie. A questo punto,comprendere il perché di un simile successo vuol dire cercare di capire cosa si sia smosso nella cittadinanza colleferrina e nei suoi equilibri ventennali.

Si potrebbe dire che sia stato probabilmente un processo di selezione naturale ad avere la meglio perché, a un certo punto, i vecchi devono farsi da parte e lasciare spazio ai nuovi. Ma cosa distingue il vecchio dal nuovo?! La promessa di un posto di lavoro in fabbrica, scelte pubbliche orientate alla salvaguardia di pochi e la mancata consapevolezza che un giorno avremo pagato con la nostra salute il prezzo di quei voti, questo forse il vecchio.

Nonostante in campagna elettorale ognuno si spacci per il nuovo, quella cittadinanza che per ben vent’ anni aveva eletto il vecchio perché gli aveva assicurato il futuro, adesso sceglie di concedersi  a colui che con le sue battaglie ambientali e con la sua concezione sostenibile del paese propone un’alternativa per la  propria città.

Di certo, Colleferro è sempre stata una città orientata all’ industria e pensare che magicamente diventi un mondo fatato sarebbe ingenuo pensarlo, tuttavia concepirne una riqualificazione e riconversione è pura necessità.

Nel  programma di Sanna,infatti ,sotto la parola “inceneritori” si legge “dismissione” con la certa ricollocazione dei lavoratori, promessa,questa,come la raccolta  differenziata porta a porta, che speriamo non rimanga un semplice spot elettorale. Ciò che ci auguriamo, inoltre, è che il neo sindaco sia in grado di battersi per una delle problematiche più spinose tra città metropolitana e comuni di provincia: la gestione dei rifiuti.

Ad oggi, se da Roma giunge la decisione che quella città dovrà sorbirsi qualche bella tonnellata di rifiuti o un nuovissimo “ brucia-rifiuti”,quale che sia il nome con cui ce lo ripropongano, il comune non avrà alcun’arma se non quella di una buona amministrazione che non chini la testa…ed in questo noi auspichiamo. Altra nota stridente è certamente l’indiscusso sostegno al neo sindaco di Bruno Astorre (membro della Direzione Nazionale PD) e Daniele Leodori ( Presidente del Consiglio Regionale del Lazio del PD), nomi entrambi emersi nell ’inchiesta mafia capitale.

Di certo, quando diciamo questo, lungi da noi dall’ essere vicini a chi in campagna elettorale ha usato tale sostegno per farne volantini, ma una cosa va detta: che il partito democratico abbia diverse mele marce non è una scoperta eclatante e dunque, purtroppo, Leodori e Astorre,una volta che la giustizia abbia fatto il suo corso, potrebbero essere una delle tante pecore nere; tuttavia, è del tutto legittimo pensare che un simile sostegno, all’ indomani della conclusione delle elezioni, vorrà escutere la sua ricompensa in termini di scelte scellerate e a quel punto, sarà necessaria un’amministrazione sana e irremovibile … e  noi, è in quel tipo di amministrazione che speriamo.

Oltre tutto, il bilancio del comune colleferrino non è uno dei migliori e si sa, quando si è in cerca di denaro, i peggiori strozzini bussano alla porta con le loro richieste… In ultimo, ad essere punto di forza e debolezza del neo sindaco è stata la sua giovane età da sempre sinonimo di inesperienza,ma che allo stesso tempo ha rappresentato quel certo entusiasmo di fare,che il popolo sembra aver gradito.

Nonostante i possibili timori e dubbi che potrebbero assillarci, va detto che il successo elettorale di Pierluigi Sanna va ben oltre la possibile influenza di noti soggetti: grazie ad un Pd Colleferrino che ha scelto di unirsi sotto un unico candidato, il neo sindaco è stato in grado di rompere quegli equilibri che da molto tempo avevano ostacolato la vittoria della sinistra.

Battendo alle primarie Diana Stanzani, di fatto Sanna ha vinto su quell’ ala  tradizionalista del Pd che poco aveva ottenuto con le sue divisioni nella precedente tornata elettorale; all’ indomani delle primarie le prime parole della Stanziani sono proprio “ restiamo uniti”.

Ma la sinistra ha vinto anche perché stavolta la destra è mancata: il Moffa degli anni ’90 è ben lontano da quello di questa campagna elettorale forse perché,questa volta, la destra ha erroneamente pensato che “un cavallo da corsa”,benché anziano, avrebbe corso lo stesso.

Ma mai come oggi, e la vittoria di Sanna ne è la dimostrazione, a vincere non è l’individuo bensì la squadra, quella squadra formata e collaudata da anni capace di sostenere quel“cavallo da corsa” alle elezioni. Quello che potrebbe essere mancato alla destra è,dunque,quel gruppo solido di giovani e non, costruito con pazienza negli anni.

Tuttavia,a mancare è stato anche il coraggio: si è resuscitato un uomo di anni addietro quando, invece, si poteva lanciare la candidatura di un uomo o una donna nuovi alla destra colleferrina,chissà…A questo punto,quindi, è mancata l’alternativa e l’avversario stesso.

L’argomento si potrebbe fare più spinoso se ci volgessimo indietro di un anno e ci accorgessimo come durante le elezioni 2014 ad Artena sia successo tutto,tranne quello capitato a Colleferro oggi. Certamente il Pd di Artena ben si distanzia da quello colleferrino che le primarie l’ha fatte eccome. Ad Artena, Fabrizio De Castris non ne condivise l’impostazione e se ne tirò subito fuori, mentre Felicetto Angelini abbandonò la corsa a due con  Silvia Carocci a pochi giorni dalla presentazione delle candidature.

Ma l’animo del partito colleferrino non sarebbe comunque assimilabile a quello artenese dove il confronto e l’unione non sono di certo di casa. Inoltre, ad Artena abbiamo visto per la gran parte candidati già noti e nessun altro che abbia avuto il coraggio di prendere di petto la vecchia politica e che, invece, Colleferro ha avuto.

Insomma, a poche decine di chilometri, due realtà contrapposte ma tuttavia unite da quello stesso cielo della Valle del Sacco che più sta e più s’ annerisce.

Le scelte che la nuova amministrazione colleferrina prenderà saranno,dunque, inevitabilmente anche le nostre ed è per questo che resteremo vigili sull’ operato di questa nuova squadra di governo.

Cogliamo l’occasione per fare i nostri migliori auguri al sindaco Pierluigi Sanna,alla sua squadra nonché all’ opposizione affinché possano scegliere ogni giorno nel bene di questa nostra comunità.

 

  • Elisa

    Al fine di essere maggiormente chiara sulle dinamiche delle primarie ad Artena,ho rettificato la frase “certamente il Pd di artena ben si distanzia da quello colleferrino che le primarie l’ha fatte eccome, nonostante i candidati fossero solo due… Vallo a spiegare a De Castris, come direbbe SIlvia Carocci” in “Certamente il Pd di Artena ben si distanzia da quello colleferrino che le primarie l’ha fatte eccome. Ad Artena, Fabrizio De Castris non ne condivise l’impostazione e se ne tirò subito fuori, mentre Felicetto Angelini abbandonò la corsa a due con Silvia Carocci a tre giorni dalla presentazione delle candidature”. Mi scuso per la mancata chiarezza, ma sbagliare e’ umano 😉

  • piroiozzoettabbanno

    Colleferro è una città, Artena è un paese! Un signore, un giorno mi disse, parlando di politica: signorì, quando i paesani diventeno cittadini, Artena diventa na città! questa per me è una risposta ai tanti dubbi politici che ci sono sul nostro territorio! tutto il resto è una musica che sappiamo. A Colleferro hanno votato per votare non spinti a votare…