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	<title>Artena OnLine &#187; Varie</title>
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		<title>Segnaletica Fai Da Te: La Nuova Moda Artenese</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:35:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cherno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche tempo il nostro Comune ha indetto un iniziativa volta alla sensibilizzazione dei cittadini, soprattutto dei più giovani, riguardante il tema del traffico e della segnaletica.
La risposta è stata massiccia a dimostrazione del fatto che anche i ragazzi possono avere doti spiccate verso la viabilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/10/art_cherno.jpg"><img src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/10/art_cherno-300x225.jpg" alt="art_cherno" title="art_cherno" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-3621" /></a>Da qualche tempo il nostro Comune ha indetto un iniziativa volta alla sensibilizzazione dei cittadini, soprattutto dei più giovani, riguardante il tema del traffico e della segnaletica.<br />
La risposta è stata massiccia a dimostrazione del fatto che anche i ragazzi possono avere doti spiccate verso la viabilità.<br />
Parliamo dell&#8217; incrocio tra <strong>Via E. Fermi e Viale Primo Maggio</strong>, dove il comune ha posizionato 6 sparti-traffico, tre per ogni via secondaria, in modo da canalizzare il traffico in un unica direzione, ovvero a destra.</p>
<p>Qualche tempo fa sembrava una prova temporanea per analizzare i probabili risvolti positivi.<br />
Non entro in merito all&#8217; eventuale ottimizzazione del traffico in quel punto ma mi domando se la modifica sia ancora in fase di analisi.<br />
Grazie all&#8217; iniziativa comunale in molti si stanno sbizarrendo con gli sparti-traffico, trovando loro diverse collocazioni sulla strada, persino a ridosso della lontana rotatoria o come spesso accade, accatastati lungo il marciapiede in modo da non turbare minimamente il passaggio delle macchine.<br />
Daccordo sul fatto che chi li sposta è ignorante ma cose simili non si vedono ovunque, almeno che non siano cantieri stradali temporanei o rotatorie in fase di studio (es. Velletri).<br />
Ogni tanto mi capita di percorrere quelle strade ed ho notato che la modifica è al quanto inutile (nel pratico) dato che ognuno esce a proprio piacere, anzi, sembra che si divertano a prendere la direzione opposta ( la sera se non passa nessuno lo faccio anche io ).<br />
Rimane il fatto che qualcosa non funziona e per questo bisognerebbe trovare un giusto equilibrio tra quei pezzi di plastica e i conducenti senza rifugiarsi nei soliti e perentori discorsi a senso unico basati sull&#8217; ignoranza collettiva e sulla scarsa sensibilizzazione, in poche parole, il comune non se ne lavi le mani.</p>
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		<title>Facebook: la macchina omologante.</title>
		<link>http://artenaonline.it/2009/10/facebook-la-macchina-omologante/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 13:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[artena]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Intanto è la terminologia che fa paura:
&#8220;Richieste di amicizia&#8220;, &#8220;amici&#8220;, &#8220;invita amici&#8220;, &#8220;trova amici&#8220;, &#8220;tizio vuole esserti amico&#8220;, &#8220;condividi&#8220;, &#8220;a cosa stai pensando&#8220;&#8230;
Se decidi di uscirne (come è capitato a me), iniziano a bombardarti di “sei sicuro? E&#8217; uno stato momentaneo? Invia un messaggio a Marta! Nicolò sentirà la tua mancanza!”.
Il social network ti invade a partire dai campi semantici che muove, che sono appunto quelli dell&#8217;amicizia, della condivisione, della nostalgia, dell&#8217;intimità, del pensiero.
Hai la possibilità di mettere te stesso lì dentro, e di vedere i confini della tua personalità; ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/10/facebook.jpg"><img src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/10/facebook.jpg" alt="facebook" title="facebook" width="300" height="300" class="alignright size-full wp-image-3580" /></a>Intanto è la terminologia che fa paura:<br />
&#8220;<em>Richieste di amicizia</em>&#8220;, &#8220;<em>amici</em>&#8220;, &#8220;<em>invita amici</em>&#8220;, &#8220;<em>trova amici</em>&#8220;, &#8220;<em>tizio vuole esserti amico</em>&#8220;, &#8220;<em>condividi</em>&#8220;, &#8220;<em>a cosa stai pensando</em>&#8220;&#8230;<br />
Se decidi di uscirne (come è capitato a me), iniziano a bombardarti di “<em>sei sicuro? E&#8217; uno stato momentaneo? Invia un messaggio a Marta! Nicolò sentirà la tua mancanza!</em>”.</p>
<p>Il social network ti invade a partire dai campi semantici che muove, che sono appunto quelli dell&#8217;amicizia, della condivisione, della nostalgia, dell&#8217;intimità, del pensiero.<br />
Hai la possibilità di mettere te stesso lì dentro, e di vedere i confini della tua personalità; metti foto, video, pubblichi links.<br />
Facebook ti permette di spalmare la tua personalità online. Ti dà spazio a cominciare dallo spazio fisico della &#8220;bacheca&#8221;, sulla quale moltissimi (l&#8217;80%) scrivono quello che fanno, pensano, ricordano o desiderano: proprio secondo quanto lo stile facebook dètta. E&#8217; un diario pubblico: non è forse questo, già, un cortocircuito, una contraddizione in termini?</p>
<p><strong>Le foto.</strong><br />
Sono interessanti, sono la chiave di volta della macchina-facebook, sono parte integrante del processo di auto-promozione che Fb permette. La stessa auto-promozione che è funzionale in campo professionale e che giustifica il fatto che molte aziende abbiano deciso di iscriversi.<br />
Puoi dare nomi ai tuoi album: &#8220;<em>io</em>&#8221; è quello più frequente e quello più eloquente; poi ancora &#8220;<em>amici</em>&#8220;, &#8220;<em>me</em>&#8220;, &#8220;<em>ricord</em>i&#8221;, “<em>vacanze 2007</em>”. Tutto dentro, tutto chiamato a raccontare una personalità, fotogramma dopo fotogramma. Ogni foto può (e deve!) essere commentata, ogni foto è chiamata a riscuotere gradimento; ad ogni foto (come per ogni link, gruppo, post in bacheca, evento pubblicato etc.) io posso decidere se accompagnare o no il mio “<em>mi piace</em>”. E&#8217; un linguaggio, no? Non lo vedete anche voi? E&#8217; un nuovo linguaggio.</p>
<p><strong>I gruppi.</strong><br />
Ce n&#8217;è un numero infinito. A cosa servono? Aderire ad un gruppo serve a dire &#8220;<em>io sono anche questo</em>&#8220;, ma invece di discutere a voce della mia, poniamo, fazione politica, mi iscrivo al gruppo &#8220;<em>Berlusconi muori</em>&#8220;. In questo, per esempio, io vedo la morte del senso critico; in quel momento sta parlando quella didascalia per me, sta parlando al posto mio in maniera molto più sintetica. Sintetizziamo noi che abbiamo sempre fretta e non avvertiamo più urgenze. E&#8217; il linguaggio nuovo e perfetto, è l&#8217;evoluzione dell&#8217;email, che contiene comunque solo le mie parole, non le mie foto, non i miei video preferiti, non è l&#8217;elenco dei miei amici; l&#8217;email non parla di me come il pacchetto-fb. Ma perché mai questo bisogno di “<em>esporsi</em>”?</p>
<p>Proprio oggi sull&#8217;Espresso ho trovato un articolo che si chiama “<em><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2111078" target="_blank">Pane, amore e social network</a></em>”. Parla delle funzioni di Facebook secondo i suoi membri: serve a recuperare contatti persi nel tempo, a coltivare relazioni, serve anche a farsi un opinione politica e culturale; poi ancora tanti confessano che lo usano per flirtare, conoscere nuovi amici.</p>
<p>Mi chiedo e vi chiedo: <strong>gli incontri virtuali sostituiscono l&#8217;incontro con l&#8217;altro?</strong></p>
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		<title>Sogno causato dal volo di un&#8217; ape</title>
		<link>http://artenaonline.it/2009/09/sogno-causato-dal-volo-di-un-ape/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 15:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elhombrito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In relatà Dalì centra poco o nulla. Ma la dinamica del ragionamemto è molto simile a quella del quadro. Un articolo lungo. Una riflessione. Uno sfogo in pieno stile blog. Leggetelo, se ne avete voglia. Riflettete, se lo ritenete opportuno. Confrontatevi.
Buona lettura.
Grazie a Inés, Tupakka e Daniele Trulli per l'ispirazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3482" title="sogno" src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/09/sogno.jpg" alt="sogno" width="549" height="691" />Eravamo seduti nella sala Leone, piena, tutto sommato, per essere lunedì sera. Io e Tupakka  avevamo deciso di andare al cinema . La programmazione di metà Settembre  ripeteva a braccio un copione visto e rivisto.<br />
Qualche buon film da Venezia e tanta attesa per le prossime uscite; quando la macchina del cinema avrà sputato fuori il fumo nero dell&#8217;estate che come ogni anno la ingolfa.<br />
Abbiamo optato per il nuovo film di Placido. Ne avevano parlato tanto in giro, sembrava un buon compromesso , in fondo , per un lunedì sera.<br />
Non intendo fare una recensione&#8230;quindi salterò tutta la parte della trama. Diciamo solo che unisce in maniera piacevole i fatti del sessantotto con una storia personale, anzi, un incrocio dal profumo Pirandelliano di più storie. Un impiastro ben mescolato di amore libero, rivolte giovanili, poliziotti bastardi e bigotti, sesso, belle facce e fotografia abbastanza azzeccata.<br />
In fin dei conti un buon film. Di quelli che non hai la voglia di andare a cercare la bionda del cinema per farti ridare i soldi (e nel frattempo darle una buona spizzata perchè tutti quelli che frequentano il cine di Colleferro sanno che gran pezzo di donna sia).<br />
Però appena usciti dalla sala, qualcosa cozza con la piacevole soddisfazione per la scelta fatta. Una sorta di claustrofobico mattone nel petto.<br />
Una birra, ci vuole una birra.<br />
Il freddo scende nella gola e Tupakka inizia un discorso dei suoi. Uno di quelli in cui parla di aspetti del film che un normale essere umano non tiene assolutamente in considerazione.<br />
Conosco come vanno queste situazioni.<br />
Alla fine sbatterò la testa sul tavolo , fingendo uno svenimento&#8230;così&#8230;tanto per ridere.<br />
Invece qualcosa elude la mia previsione.<br />
Il mattone dal petto corre pericoloso verso la bocca. Tende la lingua, prepara le mani.<br />
Una sorta di sforzo di vomito&#8230;ma quello che esce non è il residuo della cena.<br />
Ne esce un discorso bello fitto, impressioni, emozioni e concetti repressi. Idee che cercavano la porta di servizio per uscire allo scoperto, cogliendo alle spalle.<br />
Un concetto su tutti: <strong>Il sessantotto ha veramente rotto le palle</strong>.<br />
Attenzione. Concentrazione. Che i sempregiovani sessantottini non si incazzino .Mi spiego.<br />
Bella la kefya, bello l&#8217;eskimo, belli i beatles bello tutto. Ma chi siamo noi?<br />
Penso che sia giunta l&#8217;ora di mandare il sessantotto in cantina.<br />
<strong>Intendo distruggere per creare</strong>.<br />
La mia generazione vive di un atavico senso di inferiorità ,  nei confronti di giovani che ora stanno pronti per la pensione. Con la scatola dei ricordi in mano ci guardano. Si chiedono, si interrogano.<br />
E noi sempre li, sospesi in un istante che si ripete. La puntina del tempo si incanta sul vinile del passato ripetendo la stessa strofa migliaia di volte.<br />
Ma questa domanda sbatte tra le onde dei nostri pensieri e ci fischia nelle orecchie. Chi siamo noi?<br />
Cosa abbiamo?Dove possiamo arrivare?quanto in alto possiamo saltare?<br />
La mia generazione sembra essere sterile. Non riusciamo a generare. Sappiamo replicare, rinnovare. Ma generare è una storia diversa.<br />
La mia generazione, per dirla come la direbbe mio padre, è bella ma non balla.<br />
La radice del nostro male è una repentina chiusura in un individualità sempre più coatta. Un mondo che si stringe sempre di più.<br />
O no?<br />
Siamo questo? Veramente? Non altro?<br />
Chi siamo noi?<br />
&#8230;altra birra&#8230;il momento e la discussione meritano un altra bionda.<br />
La mia generazione è seduta su una bomba.<br />
<strong>La mia generazione è seduta su una bomba intelligente</strong>.<br />
Ma davvero intelligente.<br />
Non di quelle che poi per sbaglio esplodono in un mercato in medio oriente macellando innocenti. La mia generazione siede su una bomba che se esplode fa un boato che gela il tempo. Ma non distrugge cose e non uccide persone.<br />
State certi ,però,che quando scoppierà tutti si gireranno.<br />
E non ci sarà modo di difendersi dal botto.<br />
Abbiamo imparato l&#8217;inutilità della violenza. Chi ha sbagliato per noi ha pagato col sangue una lezione semplice e vitale. La violenza genera solo altra violenza.<br />
Siamo i soldati di un esercito disarmato. La nostra rivoluzione dei garofani scapperà da Lisbona per andarsi ad infilare in ogni buco di mondo. Non ci sono più slogan per fare da sottofondo alle nostre piazze. Non ce ne sono di vecchi. Bisogna mettersi giù ad inventarne di nuovi.<br />
Non ci sono partiti che ci possano tesserare a ragione.<br />
Siamo già tutti tesserati, grazie!<br />
La vecchia classe politica sta imparando. Per buttarci nella mischia, per spirito di autoconservazione. Prende un po&#8217; di carta vetrata e svernicia i vecchi partiti. Usa colori vivi, pastelli frutto di studi di marketing. Usa mezzi e parole nuove. Giovani finti, con lo zaino in collo e i ramponi, pronti alla scalata della catena gerarchica.<br />
I culi si preparino, perchè le lingue sono sempre meno.<br />
La mia generazione ha voglia di ribaltare le poltrone. La mia generazione si è stufata di concessioni.<br />
Il momento è solenne.<br />
Passa il testimone, ma siamo noi a prenderlo, prima che ce lo cedano per gentile concessione.<br />
Attenzione. Senza botte ne sangue. Senza terrore o vecchi stereotipi di battaglia.<br />
Tutti in riva al mare.<br />
<strong>Musica. Birra fredda. Una notte di mezza estate in cui ogni sogno è possibile</strong>.<br />
E poi un bel falò. Un fuoco enorme. Ognuno porta qualcosa da bruciare. Bandiere rosse, camice nere, vecchi lp, inni, venti che fischiano e faccette nere. Ognuno vivrà la propria emozione struggente nel gettare alle fiamme l&#8217;eredità sulla quale si è formata la propria vita.<br />
Pd, pdl ,pci ,psi ,psiup, fn, ici, bot, cct, uefa, ddt, arbremagique, brigate rosse, ras di quartiere, lambrette, libretti rossi, Mao, Polpot , Stalin, i contras , Hitler , Mussolini, “che”Guevara e Silvio Pellico. Il bagaglino ,il carosello , canzonissima, il vietnam il laos la cambogia, vizzi , sfizzi ,cappelli a cilindro e fasci littori, ricchi premi, cotillon, trik e trak santacroce!<br />
Un gigantesco fuoco generatore. Il falò del domani possibile.<br />
L<strong>e frasi non vanno più bene.</strong>”quando c&#8217;era lui i treni arrivavano in orario”&#8230;poteva fare il ferroviere allora invece di rompere il cazzo ad un paese felice.”hasta la victoria siempre” Certo bello de casa, ma sto “siempre” magari facciamo che non si traduca in un dittatura cinquantennale ed asfissiante.<br />
<strong>I partiti non vanno più bene</strong>. Destra , sinistra , centro. Siamo già tutti tesserati. <strong>Il nostro partito sta allo zenit</strong>. Al centro si. Ma su tutt&#8217;altro piano nello spazio, mentre voi vi scannate noi intanto stiamo annaffiando la pianta del futuro.<br />
Che cosa abbiamo noi?<br />
Siamo una comunità enorme. Parliamo una lingua che tutti conosciamo. Da Soweto a Manhattan,, da Pnom Phen a Corleone. Voi dovevate prendere una nave che impiegava settimane per arrivare in America. Noi viaggiamo su un missile che gira a 20 mega al secondo. In un pomeriggio , abbiamo la possibilità di confrontarci sulla pace come sulla relatività della formica, con duemila persone sparse per il globo.<br />
Possiamo contare su un livello di alfabetizzazione infinitamente più ampio. Internet sta reinventando la democrazia. Corriamo, più veloce dei bavagli che brandite. La voce strilla forte anche nelle orecchie di chi non vuol sentire.<br />
Sembriamo atavici ed assopiti.<br />
Attenzione. Qualcuno sta prendendo in mano la chitarra. Qualcuno si schiarisce la voce. Le piazze sono vergini e aspettano.<br />
La guerra è uno strumento che non funziona. La violenza si riproduce all&#8217;infinito.<br />
Abbiamo imparato. La storia brucia. Serve solo un po&#8217; di chiarezza. Siamo spaesati e stiamo cercando di rimettere insieme i pezzi. Ma il prodotto di chi ci ha preceduto ci sta incalzando .Ha bisogno di noi il mondo. Noi abbiamo bisogno di noi.<br />
Il mondo stanco ci sta sputando addosso la merda prodotta da quello che chiamavamo tecnologia. La bilancia commerciale è andata a zampe all&#8217;aria. <strong>Anoressici , vomitiamo nel cesso cibo sottratto a popoli che muoiono di stenti, solo per sentirci sicuri nella nostra opulenza. Per essere sicuri di avere il diritto di gettare via</strong>.<br />
Intorno ci studiano. Creano parole adatte. Creano recinti adatti. Vorrebbero classificarci come farfalle, così da poter assegnare ad ogni gruppo una bacheca ed una porzione studiata di prodotti da consumare. Ad ognuno il suo, avanti tutti, ce n&#8217;è in abbondanza.<br />
Tutto ciò ha avuto la sua vita. Ma il vento cambia.<br />
L&#8217;onda s&#8217;è ammosciata, ora si sente solo il rumore della risacca. Ma non è finita.<br />
Il futuro sta arrivando. Domani è già oggi.<br />
La mia generazione si prenderà il suo tempo. Ne sono sicuro!<br />
Perchè?<br />
Perchè sono giovane. Ed essere ottimista è un mio sacrosanto diritto e preciso dovere.<br />
Bhè! S&#8217;è fatto tardi. Dopo questo fiume di parole io e Tupakka ci alziamo dal tavolo del bar. L&#8217;etilometro in agguato non ci permette di farci un altra birra.<br />
Ma va bene così.<br />
Ce ne andremo a casa con molto da pensare.<br />
<strong>E dormiremo tranquilli.</strong><br />
A domani</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Araba Fenice</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 11:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elhombrito</dc:creator>
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		<category><![CDATA[artena]]></category>
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		<category><![CDATA[ex cinere resurgo]]></category>
		<category><![CDATA[l'araba fenice]]></category>
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		<description><![CDATA[
Con questo editoriale intendiamo fare un ammissione di colpa, ma soprattutto vorremmo prendere un impegno con i nostri lettori.
Ammettiamo che negli ultimi mesi artenaonline ha oziato un pò tra le ceneri di un estate che ha bruciato tempo ed energie.
Durante l&#8217;estate noi del sito siamo usciti dalla rete per confrontarci con la realtà fisica, seguendo un progetto (liveart) al quale tenevamo particolarmente, oltre alla partecipazione al palio delle contrade, al quale abbiamo volentieri dato il nostro supporto. Il nostro organigramma prevedeva che il solo (povero&#8230;) joz tenesse in piedi le ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/09/Fenix.jpg" alt="Fenix" title="Fenix" width="250" height="345" class="aligncenter size-full wp-image-3463" /><br />
Con questo editoriale intendiamo fare un ammissione di colpa, ma soprattutto vorremmo prendere un impegno con i nostri lettori.<br />
Ammettiamo che negli ultimi mesi artenaonline ha oziato un pò tra le ceneri di un estate che ha bruciato tempo ed energie.<br />
Durante l&#8217;estate noi del sito siamo usciti dalla rete per confrontarci con la realtà fisica, seguendo un progetto (<strong><a href="http://artenaonline.it/2009/07/2851/">liveart</a></strong>) al quale tenevamo particolarmente, oltre alla partecipazione <strong>al palio delle contrade</strong>, al quale abbiamo volentieri dato il nostro supporto. Il nostro organigramma prevedeva che il solo (povero&#8230;)<strong> joz</strong> tenesse in piedi le sorti del sito, mentre io, cherno, fenis, tupakka ed il peteco ci arrovellavamo il cervello su al centro storico.<br />
Ora che il <strong>liveart</strong> ha restituito i nostri cadaveri alla realtà telematica, dopo una breve pausa di recupero, toneremo più artenaonlineizzati di prima. Ci aspetta una grande stagione, con parecchie novità.<br />
Cercheremo di essere all&#8217;altezza della situazione, il progetto crescerà forte di nuove esperienze, nuovi punti di vista e nuovi stimoli.<br />
Con queste brevi affermazioni speriamo di aver chiarito a quanti pensano che il sito si stia ammosciando.<br />
<strong>EX CINERE RESURGO</strong>&#8230;<br />
stay on air&#8230;se ne vedranno delle belle</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riceviamo e pubblichiamo: Con la regione Lazio i giovani viaggiano gratis.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 13:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fenis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[trasporti roma]]></category>

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		<description><![CDATA[I Giovani Democratici di Artena,vi informano che la Regione Lazio propone la gratuità del trasporto regionale e locale per i giovani che non hanno compiuto 25 anni. Al sistema di agevolazione tariffaria stabilito dalla Regione Lazio possono accedere: studenti, lavoratori, disoccupati e inoccupati con un&#8217;età compresa tra i 10 e i 25 anni, residenti nei Comuni della Regione Lazio compreso il Comune di Roma, con reddito ISEE, riferito all&#8217;anno precedente alla richiesta, non superiore ad € 20.000,00. I termini per la formazione della graduatoria si chiudono lunedì 20 luglio. Sul ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>I Giovani Democratici di Artena,vi informano che la Regione Lazio propone la gratuità del trasporto regionale e locale per i giovani che non hanno compiuto 25 anni. <strong>Al sistema di agevolazione tariffaria stabilito dalla Regione Lazio possono accedere: studenti, lavoratori, disoccupati e inoccupati con un&#8217;età compresa tra i 10 e i 25 anni, residenti nei Comuni della Regione Lazio compreso il Comune di Roma, con reddito ISEE, riferito all&#8217;anno precedente alla richiesta, non superiore ad € 20.000,00.</strong> I termini per la formazione della graduatoria si chiudono lunedì <strong>20 luglio</strong>. Sul sito della Regione Lazio, attraverso il SISET, Sistema Informativo di erogazione dei Servizi di Esenzione del Trasporto pubblico regionale messo a punto da LAit SpA, è possibile compilare la domanda che dovrà essere inoltrata on line e, allo stesso tempo, stampata e presentata al Comune di residenza.</p>
<p>Per ulteriori informazioni contattateci al seguente indirizzo: gdartena@gmail.it, oppure sulla nostra pagina facebook.</p>
<p>La Coordinatrice dei Giovani Democratici di Artena</p>
<p>Martina Innocenzi</p></blockquote>
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		<title>Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Pietrina</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 18:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elhombrito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[artena]]></category>
		<category><![CDATA[comune di artena]]></category>
		<category><![CDATA[contrada palombara]]></category>
		<category><![CDATA[Pietrina Marafini]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettera di una nostra lettrice che ci racconta la sua vicenda riguardante le scalette di via contrada palombara, in risposta ad un articolo uscito su l'altrartena di Aprile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo ricevuto questa mail di una nostra lettrice. Dal momento che non siamo abbastanza informati sui fatti abbiamo deciso di postare integralmente il testo della mail, attendendo, magari, chiarificazioni da chi di dovere<br />
<img src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/05/caterpillar.jpg" alt="caterpillar" title="caterpillar" width="500" height="375" class="aligncenter size-full wp-image-2380" /></p>
<blockquote><p>Nel numero di Aprile del Giornale laltrartena ho letto una lettera del Sig. Di Pinto Giovanni residente da circa tre anni in <strong>Via Contrada Palombara</strong> dove decantava la necessità e l&#8217;utilità della costruzione di un muro di contenimento e il rifacimento dei &#8220;quattro scalini&#8221; (come li chiamano tutti) per i residenti, dove c&#8217;era una collinetta di proprietà di mio nonno e di altri tre fratelli.Vi starete chedendo perchè io Vi sto scrivendo questa lettera! Perchè io a Contrada Palombara ci sono nata, vissuto per circa 26 anni e andata via da circa 18 perchè sposandomi mi sono trasferita nel paese di mio marito, Valmontone; lavoro ad Artena ed avendo i miei genitori residenti ancora li, ci vado tutti i giorni. I <strong>&#8220;quattro scalini&#8221;</strong> sono stati costruiti nella terra (perchè circa 35 anni fà erano così) dal mio povero nonno sulla sua proprierà per permettere a noi nipoti di andare alla scuola elementare, al catechismo, in chiesa e al mercato senza passare per Via Guglielmo Marconi, dove a quell&#8217;epoca non c&#8217;era ancora il marciapiede e anche se non come oggi vi transitavano autovetture,camion ecc; in questo modo ci evitava un pericolo.Erano scalini scavati nella terra con pala e picco, spesso quando pioveva diventavano scivolosi e per non farci cadere e sporcare le scarpe buone ci mise della breccia. Successivamente di notte, qualcun altro ci mise dei blocchetti di tufo, dei corrimani fatti con bastoni di legno e filo di ferro. Cominciarono a passarci tutti  residenti e non, ma a mio nonno non importava, per lui l&#8217;importante era che ci passavano i suio nipoti. <strong>Poi il Signor Zandonati ha costruito il palazzo e successivamente recintato con muro e inferriate lo stesso, restringendo &#8220;la scorciatoia&#8221;</strong> a come era fino a poco tempo fa, una piccola viuzza ricavata al confine del muro del Signor Zandonati e quello che restava, circa trenta/quaranta centimetri.<strong>Sempre di notte ignoti hanno più volte rotto &#8220;i quattro scalini&#8221; ma sono sempre stati sistemati per la nostra comodità che poi è diventata una comodità e un &#8220;diritto&#8221; che tutti si sono presi</strong>. Perchè dico così? Perchè ad Artena funziona tutto così!!!Perchè io  che sono fra i circa 20 coeredi non sono stata informata nè verbalmente, nè per iscritto dal Comune della realizzazione di tale muro, erano stati contattati gli altri confinanti e un solo coerede che si è preso il diritto di decidere per tutti gli altri!!! Ne avevo sentito parlare da terzi, pensavo tra me, che per poter eseguire dei lavori il Comune doveva per correttezza e prassi interpellare tutti i proprietari, perlomeno avrebbe dovuto almeno avviare le pratiche di esproprio di quel pezzo di terra. Morale della favola, una bella mattina degli inizi di febbraio, alcuni operai muniti di motoseghe e camion hanno cominciato a tagliare gli alberi che mio nonno aveva piantato tanti anni fa,<strong> i miei genitori sono accorsi per fermarli, gli è stato risposto che loro erano comandati dal comune e non potevano fermarsi</strong>. Sono arrivata anch&#8217;io, ho protestato, ho preteso la visione dell&#8217;ordinanza, sono stati chiamati i vigili, alcuni tecnici del comune, ma nessuno mi ha mostrato uno straccio di documento. Hanno proseguito nel taglio degli alberi e nei lavori. Posso capire l&#8217;utilità di quel muro e di quei &#8220;quattro scalini&#8221;, posso capire che davanti al progresso,noi&#8221;poveri ignoranti&#8221; non possiamo fare nulla. <strong>Adesso su quel pezzettino di muro e sui &#8220;quattro scalini&#8221; un domani ci faranno pagare anche l&#8217; ICI perchè siamo ancora noi i proprietari. Vi sembra giusto e corretto tutto questo?</strong> A me no, ma davanti all&#8217;amministrazione Comunale, noi &#8220;poveri ignoranti&#8221; non possiamo fare altro che o stare zitti o andare dall&#8217;avvocato(mio padre ha 79 anni, pensionato al minimo, cardiopatico e ivalido)e iniziare procedimenti civili interminabili e costosi. La famosa &#8220;collinetta pericolante&#8221; (perchè penso che il Comune abbia adottato il provvedimento di pericolo imminente per giustificare il proprio operato)diventata una discarica di immondizia a cielo aperto (basta aprire le finestre e buttare l&#8217;immondizia di sotto senza scendere le scale e depositarla negli appositi cassonetti!!!), la stradina stretta e senza uscita (e meno male che è stretta perchè ci passano come se fosse l&#8217;autodromo di Monza), disseminata di bisognini di cani<br />
che i nuovi residenti portano a spasso e gurda caso tali bisognini concentrati davanti i nostri cancelli!(Anche io possiedo un cane e sei gatti!). Dopo le varie proteste del mio vicino, li hanno raccolti negli appositi sacchetti e appesi agli alberi della famosa collinetta!!!Che spettacolo!!!Che civiltà!!!Che educazione!!! E pensare che quando ero bambina quella stradina era il luogo dove ci incontravamo con gli altri bambini, giocavamo lì, raccogliavamo nella collinetta il muschio per il presepe, i ciclamini e le violette per portarli alle nostre maestre!!!Ma non finisce così questa storia!!! Sempre per sentito dire il Comune ha intenzione di realizzare una strada che collega &#8220;i famosi quattro scalini &#8221; con l&#8217;attuale sede del mercato settimanale adiacente il campo sportivo e come per incanto tale strada passerà a circa  due/tre metri dal portone di casa dei miei genitori!!! <strong>Devo aspettarmi una mattina l&#8217;arrivo di operai con escavatore e camion davanti il portone di casa dei miei genitori?</strong><br />
                  Pietrina Marafini</p></blockquote>
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		<title>Artena Può Essere Orgogliosa Del Mulo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 00:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elhombrito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[artena]]></category>
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		<description><![CDATA[la scienza viene in soccorso del tanto discusso mulo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prove di intelligenza. Mulo batte cavallo<br />
Testardo ma dotato: riconosce cerchi, croci e quadrati</strong><br />
di <strong>DANILO MAINARDI</strong><br />
<img src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/02/mulo.jpeg" alt="mulo" title="mulo" width="83" height="124" class="aligncenter size-full wp-image-1681" /></p>
<blockquote><p>I muli, ben lo sapevano i nostri alpini, e non solo, sono straordinari per resistenza alla fatica, forza, rusticità e capacità di percorrere sentieri impervi sfidando senza tema i precipizi. Battono ampiamente, per queste qualità, cavalli e asini. E ciò non è leggenda ma un fatto, ormai accertato e anche piuttosto generalizzabile, che i genetisti denominano «eterosi» o «lussureggiamento degli ibridi». Attenzione però, perché gli ibridi devono essere sempre, obbligatoriamente, di prima generazione. Ed ora, dato che il mulo è tornato inaspettatamente alla ribalta per nuove qua-lità, vediamo di capire il perché dell&#8217;interessante fenomeno dell&#8217;eterosi. Quando, negli anni cinquanta, sorsero i primi grandi allevamenti industriali di polli, gli allevatori erano soliti acquistare da ditte specializzate pulcini d&#8217;origine ibrida eccellenti sì in quanto tali, ma che poi non valeva la pena far riprodurre perché la loro progenie non dava un risultato altrettanto buono. E ovviamente chi li vendeva si guardava bene dal mettere in circolazione le razze da cui quei pulcini derivavano. Lo stesso, parallelamente, succedeva con i mais ibridi, che pian piano soppiantarono le nostre vecchie varietà, eccellenti ma meno produttive. Gli effetti dell&#8217;eterosi si spiegano, in linea di massima, così: con l&#8217;addomesticamento molti dei geni dominanti presenti nei progenitori dei domestici vennero sostituiti da geni recessivi diversi da razza a razza. Ebbene, incrociando tra loro due razze domestiche succede che i geni recessivi propri dell&#8217;una vengano resi silenti dai dominanti dell&#8217;altra, e viceversa.</p>
<p>E così, nei loro ibridi di prima generazione, ma solo in essi, s&#8217;assommano tutti gli effetti positivi dei geni dominanti delle due razze. Lo stesso Darwin, d&#8217;altronde, che s&#8217;era dilettato ad incrociare differenti razze di colombi, già s&#8217;era accorto che quegli ibridi «regredivano » a uno stato di quasi-selvaticità perdendo buona parte degli orpelli che tanto piacevano agli allevatori. Quasi che la selezione naturale garantisse qualità più concrete di quelle che la mente umana talora fantasiosamente prediligeva. In tutto ciò sta la spiegazione dell&#8217;eterosi. Tornando al mulo, c&#8217;è innanzitutto da dire che, essendo un ibrido interspecifico e pertanto sterile, non può che essere di prima generazione. Resta comunque il fatto che, anche il mulo, altro non è che il prodotto dell&#8217;incrocio di due animali domestici. Un asino e una cavalla, come tutti sanno.</p>
<p>Quanto al nuovo «lussureggiamento » scoperto, sorprendentemente riguarda le capacità intellettive, risultate anch&#8217;esse superiori a quelle del cavallo e dell&#8217;asino. Ciò è quanto hanno dimostrato Leanne Proops, Faith Burtdeen e Britta Ostham delle Università del Sussex e di Canterbury e pubblicato, col titolo Mule cognition: a case of hybrid vigour, sull&#8217;ultimo numero di «Animal Cognition».. L&#8217;esperimento è consistito nel verificare, in muli, cavalli e asini, le capacità di abbinare simboli visivi (quadrati, croci, cerchi ecc.) all&#8217;ottenimento di una rimunerazione (una carota). Ebbene, le due specie pure e il loro ibrido hanno tutte dimostrato di saper apprendere a discriminare tra simboli, presentati a coppie, di cui solo uno garantiva la rimunerazione.</p>
<p>I muli, però, hanno veramente surclassato ( outperformed) sia i cavalli che gli asini mostrando, a parità di condizioni, prestazioni decisamente superiori e, comunque, risultate ad un&#8217;analisi statistica altamente significative. E ciò è senza dubbio un&#8217;evidente prova del loro lussureggiamento anche mentale. Le autrici informano che questo è il secondo caso noto, dopo i topi, di «eterosi intellettiva». Quanto al mulo, mi pare bello e utile concludere riproponendo la splendida ed ora ancor più suggestiva frase che Peter e Jean Medewar scrissero nel loro delizioso saggio intitolato «Da Aristotele a Zoo»: «La proverbiale cocciutaggine dei muli non va attribuita a niente di più profondo del loro uso da parte di persone abitualmente insensibili agli animali e indifferenti al loro benessere ». Chissà, forse sussurrando garbatamente ordini nelle loro grandi orecchie invece di prenderli sempre a bastonate, potremmo meglio apprezzarne l&#8217;ormai comprovata intelligenza.?</p></blockquote>
<p>fonte:<a href="http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_14/mulo_batte_cavallo_0d3f0314-fa9f-11dd-a8db-00144f02aabc.shtml">corriere della sera</a></p>
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		<title>Fordeporta</title>
		<link>http://artenaonline.it/2009/02/una-finestra-sul-mondo/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 09:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jozmile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[finestra sul mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa sezione sarà pubblicato un articolo provenienti da blog, giornali e riviste del resto del mondo, un modo per esprimere il nostro pensiero tramite le parole di altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/02/finestra_sul_mondo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1661" title="finestra_sul_mondo" src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/02/finestra_sul_mondo-233x300.jpg" alt="finestra_sul_mondo" width="233" height="300" /></a></p>
<p>In questa sezione saranno pubblicati articoli provenienti da blog, giornali e riviste dall&#8217;Italia e dal Resto del Mondo.</p>
<p>Questo spazio rappresenterà un modo per esprimere il nostro pensiero tramite le parole di altri.</p>
<p>Se avete dei suggerimenti o degli articoli interessanti da pubblicare in questa sezione, vi preghiamo di contattarci all&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@artenaonline.it">info@artenaonline.it</a></p>
<ul> Elenco articoli pubblicati:</p>
<li><a href="http://artenaonline.it/2009/02/il-boss-e-impazzito/">6 Febbraio 2009: Il boss è Impazzito</a></li>
<li><a href="http://artenaonline.it/2009/02/benvenuti-allhotel-lampedusadepositare-la-dignita-allentratagrazie/">13 febbraio 2009: Benvenuti all&#8217;Hotel Lampedusa, depositare la dignità all&#8217;entrata, grazie</a></li>
</ul>
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		<title>Wizard Club: Due Anni Tutti Da Ballare</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 01:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ines</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra pochi giorni il Wizard Club compierà 2 anni di intensa attività. Siamo andati a farci due chiacchiere (ed un paio di cocktail) per farci raccontare la loro esperienza. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2008/12/wiz.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-950" title="wiz" src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2008/12/wiz.jpeg" alt="" width="238" height="226" /></a>ARTENA_  Il 22 dicembre di due anni fa apriva il <strong>Wizard</strong>. Chi non lo conosce? Beh se non ci siete mai stati vale la pena farci un salto. E’ un locale non molto grande ma straordinariamente accogliente. L’arredamento è curato nei minimi dettagli, la musica, se siete intenditori (ma anche se non lo siete), è ottima  quanto lo sono i tantissimi tipi di cocktails che vengono serviti. La luce è soffusa e a rendere il tutto più caldo ci sono candeline ovunque! Alla vigilia del compleanno del locale siamo andati a fare una chiacchierata con i proprietari. Li abbiamo incontrati a fine serata di sabato scorso, un po’ stanchi ma comunque con tanta voglia ancora di parlare. Loro- <strong>Aldo</strong>, <strong>Corrado</strong>, <strong>Danilo</strong> e <strong>Fabio</strong>- sono amici di vecchia data, quando ebbero la fortunata idea di aprire un locale avevano già tutti un lavoro e così ci siamo chiesti cosa li avesse spinti ad iniziare questa nuova avventura. La risposta non poteva che essere una :<strong>Danilo</strong>- volevamo fare qualcosa che ci divertisse, il fine settimana spesso cercavamo locali dove poter passare un bella serata con il genere di musica che ci piacesse e dove si potessero bere ottimi cocktails… e allora l’idea, perché non lo creiamo noi un posto così ?- Ci tengono a precisare infatti che il locale non rappresenta per loro solo una fonte di guadagno:<strong>Fabio</strong>- il Wizard è fuori dalle logiche commerciali, “Wizard” è un’idea che abbiamo voluto concretizzare e la promessa di base che ci siamo fatti è stata quella di continuare finché ci saremmo divertiti- Ed è proprio cosi loro si divertono e ci fanno divertire l’atmosfera nel locale è rilassata e confidenziale loro sono sempre disponibili, è evidente che ciò che fanno lo fanno perché gli piace. Per la creazione del locale, chiaramente di stile anni ‘70 con uno sguardo vigile sulle tendenze moderne, si sono ispirati ai loro gusti, ai loro sogni, alle loro passioni personali: <strong>Corrado</strong>- mi piaceva ricreare un ambiente simile a quello del <strong>Paradise Garage</strong>, locale più in voga della fine degli anni ’70 a New York, dove si segnò il passaggio musicale tra la disco music e la house music  e non solo. Al Paradise Garage e ovviamente ai suoi dj si riconosce infatti il merito di aver creato un genere di musica eclettica capace di attingere ai più diversi generi musicali e fissarli tutti insieme. Inoltre fu la prima discoteca a mettere al centro dell’attenzione la figura del dj!!!!- E la divisione dei ruoli? <strong>Aldo </strong>- Possiamo dire che Corrado e io curiamo la musica mentre Fabio e Danilo sono al Bancone e preparano con maestria, come se quello fosse il loro primo e unico lavoro, tantissimi cocktails diversi!- diciamo che i ragazzi ci sanno fare e con pochi anni sono riusciti a crearsi una clientela di fedelissimi e non solo…come si suol dire la forza dei sogni…<br />
Infine ci siamo tolti una curiosità, come mai avessero scelto questo nome per il locale. Tutti insieme rispondono che Wizard era il nome d’arte di <strong>Jeff Mills</strong>, uno dei dj più famosi al mondo, che da giovane si faceva chiamare in questo modo quando presentava un programma radiofonico. Ma Wizard letteralmente significa anche mago, stregone e possiamo dire che nella realtà artenese anche solo “magico” come aggettivo sarebbe stato sufficiente per descrivere il locale!<br />
Per concludere ci invitano tutti a festeggiare il compleanno del locale sabato 20 dicembre al Wizard e non mancate!!Wizard e non mancate!!<br />
Sabato, 20 dicembre dalle ore 22.00<br />
Wizard Club<br />
DJ LEO SHOCK<br />
DJ LANDEE-O (special guest) from eXpander Rome</p>
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		<title>Riceviamo e pubblichiamo: Primarie dei Giovani Democratici</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 22:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fenis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dei giovani del Partito Democratico.

Venerdì 21 novembre si terranno le  Primarie dei Giovani Democratici per eleggere il Segretario Nazionale,  l’assemblea nazionale e le 20 assemblee regionali: i seggi rimarranno  aperti  dalle ore 08.00 alle 23.00. 
Possono votare i giovani dai 14 ai 29  anni.
SILVIA CAROCCI,  candidata membro all&#8217;assemblea nazionale, e MARTINA INNOCENZI,  candidata membro all&#8217;assemblea regionale, invitano tutti i giovani artenesi a  sostenerle votando al seggio di Colleferro, posto al circolo Ludus (situato di  fronte ai ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2008/11/images1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-607" title="images1" src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2008/11/images1.jpg" alt="" width="130" height="90" /></a>Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dei giovani del Partito Democratico.</p>
<blockquote>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Venerdì 21 novembre si terranno le  Primarie dei Giovani Democratici per eleggere il Segretario Nazionale,  l’assemblea nazionale e le 20 assemblee regionali: i seggi rimarranno  aperti  dalle ore 08.00 alle 23.00. </span></span></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Possono votare i giovani dai 14 ai 29  anni.</span></span></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"><strong>SILVIA CAROCCI</strong>,  candidata membro all&#8217;assemblea nazionale, e <strong>MARTINA INNOCENZI</strong>,  candidata membro all&#8217;assemblea regionale, invitano tutti i giovani artenesi a  sostenerle votando al seggio di Colleferro, posto al circolo Ludus (situato di  fronte ai Vigili del Fuoco, in Piazza Italia).</span></span></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Coloro che risiedono in altri  Comuni possono trovare la pubblicazione dell’elenco dei seggi sul sito  www.giovanidemocratici.org – che si può raggiungere anche cliccando sul banner  presente sul sito nazionale del PD – dove si possono inoltre trovare i profili e  dichiarazioni di intenti dei quattro candidati alle primarie per la segreteria  nazionale.</p>
<p>Anche YOUDEM seguirà le primarie dei giovani: registrandosi  sul sito www.youdem.tv  si potranno caricare i video per promuovere le  candidatura sulla piattaforma YOUDEM.</p>
<p></span><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><br />
</span></div>
</blockquote>
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