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	<title>Artena OnLine &#187; borgo sabotino</title>
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		<title>Presidio Antinucleare Nazionale al Lido di Latina</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 11:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jozmile</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[artena]]></category>
		<category><![CDATA[borgo sabotino]]></category>
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		<category><![CDATA[presidio antinucleare nazionale latina]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo volentieri l&#8217;articolo e le foto che Marco Mattozzi, nostro inviato speciale, ci ha inviato.
Si è svolta domenica 25 ottobre 2009 dalle ore 10.00 alle ore 14.00 da Cagliari (Piazza Giovanni XXIII)  e Borgo Sabotino (Piazzale dei Navigatori &#8211; LATINA) la risposta alla politica nucleare del governo.
In provincia di Latina si registrarono i piú alti tassi di mortalità per leucemia e cancro.
Sempre stando ai dati ufficiali, se nel Lazio le percentuali si aggiravano intorno al 7,7% a Latina arrivavano fino al 21,63%, mentre nella zona del Garigliano addirittura al ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo volentieri l&#8217;articolo e le foto che Marco Mattozzi, nostro inviato speciale, ci ha inviato.</p>
<blockquote><p>Si è svolta domenica 25 ottobre 2009 dalle ore 10.00 alle ore 14.00 da Cagliari (Piazza Giovanni XXIII)  e Borgo Sabotino (Piazzale dei Navigatori &#8211; LATINA) la risposta alla politica nucleare del governo.</p>
<p>In provincia di Latina si registrarono i piú alti tassi di mortalità per leucemia e cancro.<br />
Sempre stando ai dati ufficiali, se nel Lazio le percentuali si aggiravano intorno al 7,7% a Latina arrivavano fino al 21,63%, mentre nella zona del Garigliano addirittura al 44,28%.</p>
<p>L&#8217;iniziativa non è fine a se stessa ma saranno organizzate varie manifestazioni, convegni, incontri e tutto per sensibilizzare i cittadini sulle vere problematiche, pericoli ed effetti sul nucleare stesso.</p>
<p><strong>Obiettivo del Movimento:</strong></p>
<p>1 &#8211; Saranno costituiti comitati permanenti antinucleari per il rifiuto del nucleare e per lo smaltimento delle scorie esistenti.</p>
<p>2 &#8211; Richieste ai comuni delle zone interessate di unirsi al progetto , schierarsi contro il nucleare e far parte dei comitati permanenti di zona con delibere di consiglio.</p>
<p>3 &#8211; Vigilare in modo permanente sul territorio e monitorarlo, misurandone il livello di contaminazione; essere da riferimento informativo e di azione per le zone interessate.</p>
<p>4 &#8211; L&#8217;obiettivo è raggiungere tutte le zone interessate a livello nazionale dalla sciagurata politica nuclear-affaristica di questo e dei governi precedenti, che comunque non hanno saputo mai risolvere il problema, visto che sono presenti oltre 20.000 tonnellate di scorie e <strong>NESSUNO</strong> ha fatto qualcosa di concreto per risolvere il problema.<br />

<a href='http://artenaonline.it/2009/11/presidio-antinucleare-nazionale-al-lido-di-latina/dsc_7070/' title='DSC_7070'><img width="150" height="150" src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/11/DSC_7070-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="DSC_7070" /></a>
<a href='http://artenaonline.it/2009/11/presidio-antinucleare-nazionale-al-lido-di-latina/dsc_7021/' title='DSC_7021'><img width="150" height="150" src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/11/DSC_7021-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="DSC_7021" /></a>
<a href='http://artenaonline.it/2009/11/presidio-antinucleare-nazionale-al-lido-di-latina/dsc_7033/' title='DSC_7033'><img width="150" height="150" src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/11/DSC_7033-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="DSC_7033" /></a>
<a href='http://artenaonline.it/2009/11/presidio-antinucleare-nazionale-al-lido-di-latina/dsc_7044/' title='DSC_7044'><img width="150" height="150" src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/11/DSC_7044-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="DSC_7044" /></a>

</p></blockquote>
<p><em>Foto realizzate da Marco Mattozzi</em></p>
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		<title>La meta balneare preferita dagli artenesi è una pattumiera nucleare</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 12:21:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jozmile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[agro pontino]]></category>
		<category><![CDATA[Apat]]></category>
		<category><![CDATA[artena]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Togni]]></category>
		<category><![CDATA[Scanzano Jonico]]></category>
		<category><![CDATA[Sogin]]></category>

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		<description><![CDATA[Borgo Sabotino ospiterà un deposito temporaneo di scorie radioattive provenienti non solo dal vicino sito nucleare, ma anche dal resto d'Italia, a 20 metri dal mare e a 100 metri dalle abitazioni in un'area già fortemente inquinata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/06/nucleare_web1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2760" title="nucleare_web1" src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/06/nucleare_web1.jpg" alt="nucleare_web1" width="500" height="217" /></a></p>
<p>A volte è curioso l&#8217;iter che fa una notizia che ci interessa per giungere fino a noi.</p>
<p>Giornali, radio, televisione e internet sono mezzi di comunicazione che (in teoria) garantiscono che nulla possa passare inosservato. La tecnologia dell&#8217;informazione domina gli uomini di questo millennio, la condivisione immediata di notizie e pensieri può garantire una diffusione capillare di quanto succede nel mondo e può aggirare le censure. Sta a noi poi allungare un braccio, tendere un&#8217;orecchio, spostare le pupille e cogliere brandelli di questa overdose di informazioni.<br />
A volte però succede che fatti che ci interessano da vicino, curiosamente, non godano del corretto eco mediatico e si perdano nella marea delle <em>cose da raccontare</em>. E può succedere che i principali gli organi di informazione (<strong>nel nostro caso locali</strong>) non riportino invece <em>cose</em> che ci riguardano da vicino, e che queste <em>cose</em> sono pubblicate su un giornaletto gratuito di una catena di supermercati.</p>
<p>La cosa che ci riguarda da vicino è l&#8217;<strong>area nucleare di Borgo Sabotino</strong> (a 20 metri dal Mar Tirreno, presso il Lido di Latina, conosciuto ai più come <strong>Foce Verde</strong>) e il giornaletto in questione è della catena <strong>Acqua e Sapone</strong>. L&#8217;articolo, <strong><em>Pianura Pontina Pattumiera d&#8217;Italia</em></strong>, è di <strong>Francesco Buda</strong> ed è riportato per intero.</p>
<blockquote><p>Ci avevano messo tanta fatica a bonificare quella grande palude a Sud di Roma una settantina di anni fa.<br />
Ora ai nipoti dei pionieri che trasformarono l&#8217;acquitrinio nel fertile Agro Pontino, resta sul groppone un&#8217;altra bonifica: quella della centrale nucleare di Borgo Sabotino, sul lido di Latina. Insieme alla prima pattumiera nucleare d&#8217;Italia, a un&#8217;ora dalla Capitale.</p>
<p><strong>Il cimitero atomico arriva dall’alto e in silenzio</strong><br />
Sotto silenzio, a primavera là sono partiti i lavori del cosiddetto deposito temporaneo per i rifiuti radioattivi, accanto alla vecchia centrale, letteralmente imposto da un generale, l&#8217;allora Commissario Straordinario per l&#8217;emergenza e messa in sicurezza dei siti nucleari Carlo Jean. Bene, forse così hanno risolto finalmente l’enigma di dove sistemare l&#8217;eredità dell&#8217;avventura nucleare italiana.<br />
Ciò che non riuscì in Basilicata nel novembre 2003 a Scanzano Jonico, vicino Roma fila liscio come un bidone sulla palude. Quale tg o giornale ne ha dato notizia?</p>
<p><strong>Radiazioni sull&#8217;Agro già colpito</strong><br />
Quello di Scanzano doveva essere definitivo, qui invece parlano di “temporaneo”. Ma sempre di radioattività si tratta. Il deposito laziale si va così ad aggiungere alle due mega-discariche vicino al fiume Astura già assai inquinato, e ad altre “spontanee”, a fumi e scarichi del secondo polo chimico-farmaceutico italiano sull&#8217;asse Pomezia-Aprilia-Latina (varie fabbriche a rischio di incidente rilevante). Oltre a un progetto di inceneritore per bruciare l&#8217;immondizia senza nemmeno differenziarla, alle tante leucemie, malattie alla tiroide e tumori, ai depuratori malandati, rotti o addirittura costruiti male.<br />
Una ex palude dove oggi le industrie dismesse non si contano e l&#8217;edilizia non fa sconti alla natura. Ma sulla salute della popolazione non si riesce ad avere dati complessivi, approfonditi, di lungo periodo.</p>
<p><strong>Chi può garantire?</strong><br />
Nessuno ha mai smantellato un reattore nucleare in Europa,  da noi non c’è un percorso politico-amministrativo democratico per fare questi depositi, che nessuno ha mai gestito in Italia. Quello di Latina lo hanno deciso ed iniziato con la forza. Punto e basta. Quando il generale impose questo “magazzino” a Latina, questa era la situazione in fatto di vigilanza sulle radiazioni presso i siti nucleari italiani: i controlli erano compito dell&#8217;Apat; questa  faceva capo al Ministero dell&#8217;Ambiente; la gestione dei siti nucleari era  affidata alla Sogin; Vicepresidente della Sogin era Paolo Togni (ora dirigente dell&#8217;Assessorato all&#8217;ambiente  di Roma); Togni era capo di gabinetto del Ministro dell&#8217;Ambiente. Dunque Sogin, la controllata, era vicepresieduta dal braccio destro del Ministro “capo” del  controllore (l’Apat).</p>
<p><strong>Radioattività e misteri a catena</strong><br />
La valutazione d&#8217;impatto ambientale, la cosiddetta Via, resta un mistero (imposto per legge) per i residenti: non sanno cioè se, come, quanto e per quale periodo subiranno effetti da quel capannone di cemento pieno dei peggiori rifiuti mai creati dalla specie umana. <strong>Noi possiamo confermare – documenti alla mano &#8211; che è previsto il rilascio di radionuclidi in aria, attraverso il camino della centrale, ed acqua, attraverso canali</strong>. Rilascio necessario per lo smantellamento dell&#8217;ex centrale, un enorme affare.  Intorno ad essa si stanno infatti eseguendo imponenti modifiche idrogeologiche, anche su talune opere dell&#8217;accurata bonifica fascista, creando un laghetto e un fiume permanente dove scaricare particelle radioattive. <strong>Destinazione Mare Tirreno</strong>.<br />
Per ora, nel bilancio Sogin la spesa prevista per smantellare tutti i siti ammonta a 5,2 miliardi di euro. L&#8217;appalto per costruire il deposito a Latina è andato ad una intricata cordata di imprese tra Roma, Calabria, Sicilia e Campania.</p>
<p><strong>Sondaggi, atti di forza e silenzi</strong><br />
Altra cosa poco nota è un sondaggio sui depositi di rifiuti radioattivi in Italia. Commissionato proprio dalla Sogin, si è svolto tra settembre 2003 e giugno 2004, sulle popolazioni degli 8 siti nucleari italiani. Risultato: Latina unica città favorevole ad un deposito nazionale per i rifiuti radioattivi nel proprio territorio con il 54% di sì. Altro interessante risposta, alla voce “La partecipazione alle decisioni”: secondo 8 intervistati su 10 la popolazione è stata poco (39,8%) o per niente (39,8%) “informata e resa partecipe del dibattito in atto sul tema della sicurezza del territorio”. Disinformati e contenti? Ecco un altro sondaggio pubblicato a fine maggio dall’Ipsos: il 57% degli italiani è contrario al ritorno al nucleare.</p>
<p><strong>si chiama emergenza, ma è servitù</strong><br />
La prima e finora unica pattumiera nucleare italiana arriva con un atto d&#8217;imperio emanato il 4 luglio 2006. Colpo di mano consentito da un decreto del febbraio 2003, che dichiarava l&#8217;emergenza nucleare in Italia a causa di probabili attentati terroristici.<br />
Di fatto il sottoscritto, mai stato terrorista, è entrato indisturbato &#8211; all’epoca e dopo &#8211; nell’area nucleare di Latina, persino in automobile e con fotocamera. Senza violare alcun lucchetto né sigilli, né scavalcando. Tutto documentato e riferito alla Prefettura. Ma in nome dell’emergenza hanno scavalcato ogni potere degli Enti locali ed oltre 20 leggi, anche urbanistiche, ambientali, sugli appalti e persino lo Statuto dei Lavoratori.<br />
Il 4 luglio, giorno in cui gli americani festeggiano l&#8217;indipendenza, vicino a un bosco sul mare a un&#8217;ora dalla Capitale d&#8217;Italia veniva comandata l&#8217;ennesima servitù.</p></blockquote>
<p>A me sono venuti i brividi. In 29 anni di vita sono stato su queste spiagge ogni dannato anno. Se non a Foce Verde, verso sud a Sabaudia o a San Felice, o verso nord a Nettuno. E non capisco come un sito nucleare a 50 metri dal mare possa essere considerato talemente sicuro da permettere la costruzione di un sito di stoccagio di scorie nucleari.</p>
<p>Per Scansano Jonico è stato fatto un putiferio. E per Foce Verde?</p>
<p>Redattori di giornali locali e nazionali, questa non è una notizia interessante?</p>
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